Ritagliandoci una voce con Fem: il nostro primo laboratorio di cut up arriva al Book Pride
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È inutile girarci intorno: le parole danno forma all’esperienza della nostra vita. Le parole ci costruiscono, ci raccontano, ci definiscono. Quelle che scegliamo per descriverci, quelle che altri usano per incasellarci, quelle che ci scivolano addosso, quelle che respingiamo, ma soprattutto quelle che ci entrano sotto pelle e a cui rispondiamo: “sei tu”.
Quanti pezzi di noi stessi ritroviamo sparsi tra i versi di una canzone, una battuta di una serie TV, una poesia? Ma sapremmo riconoscerci anche tra gli ingredienti sul retro di una scatola di biscotti? In una lista di allergeni? In un biglietto del treno dimenticato in tasca?
Diamo il benvenuto al primo workshop di Fem!
Inaugurato al Book Pride, il primo evento che ha unito la redazione e la community
Domenica 23 marzo, nella Sala Tokyo del Superstudio Maxi, all’interno del Book Pride 2025 (@bookpride) – la fiera dell’editoria indipendente a cui abbiamo preso parte in veste di fierissimə ally media partner – Fem ha dato il via al suo primo workshop di cut up: un laboratorio per ritagliare e reinventare la propria identità tra le mille parole che ci abitano (e da cui siamo assediati).
Navigare (insieme) in un mare di parole: perché la tecnica del cut up
Fem è un editore nato da una community, e come tale ha avuto origine e si fa strada ogni giorno nel flusso costante di parole che ci circonda, accogliendolo e riorientandolo. Ma in questo oceano verbale spesso capita di perdersi, di farsi sommergere. Può essere difficile riconoscere in quali storie e informazioni ritroviamo noi stesse, specie quando per troppo tempo la nostra voce non è stata quella con cui siamo state raccontate. Specie se sei donna, specie se stai ancora trovando i termini giusti per scrivere la tua storia futura.
Ci siamo chiesti: come possiamo allora aiutare la nostra community a riprendersi il proprio linguaggio e usarlo per tracciare i propri confini?
Conosci te stessa: cosa abbiamo fatto al nostro workshop di cut up?
Un laboratorio per riscriversi, creativamente
L’idea della redazione è stata semplice: creare, all’interno del Book Pride, un angolo tutto nostro dove giocare, sperimentare e ritrovarsi. Come? Ritagliando e incollando parole prese da materiali portati da noi – una collezione tanto caotica quanto magica, che spaziava dal finale di Casa di Bambola ai fumetti delle W.I.T.C.H., passando per testi di Tori Amos e vecchi libri di scuola.
Con queste “schegge” grafiche abbiamo costruito delle carte di identità letterarie: collage poetici, disegni fatti di parole, frammenti di frasi e immagini incollati su cartoncini colorati. Una nuova narrazione. La nostra. Nata da parole di altri, ma riconfigurata, ripensata, riscritta da noi.
Abbiamo apparecchiato la sala con tutto l’occorrente: cartoncini, testi, forbici dalla punta tonda, colla. E via, la magia è cominciata. Un'emozione indescrivibile vedere la concentrazione assoluta regnare in sala, tra chi partecipava: occhi che scorrevano attenti sulle pagine, mani delicate che cercavano la parola giusta, gesti lenti e pieni di cura nel comporre la propria opera.
Quando aspettarvi il prossimo evento di Fem?
Un silenzio denso, creativo, quasi rituale. Un piccolo atto di catarsi singolare e collettiva. Ne sono nate composizioni uniche, personali, piene di forza. Lettere aperte a noi stesse che abbiamo condiviso, letto, guardato. Opere da ascoltare ma anche da ammirare, nella loro geometria, nei loro colori vivaci.
E poi, la domanda che ci ha sciolto: lo rifarete, vero? Sì, ce l’hanno chiesto in tanti, uscendo con il foglietto stretto in mano.
E allora… lo rifaremo? Stay tuned.
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