Il gruppo "Bruciamo Tutto" colora di sangue la scalinata di Trinità dei Monti per denunciare l'indifferenza delle autorità davanti ai femminicidi
Mercoledì 26 giugno 2024 il movimento femminista "Bruciamo Tutto" ha colorato di rosso sangue la scalinata di Trinità dei Monti a Roma. Dopo l'urlo scatenante di una ragazza, la colata di pittura: il focus del blitz? Denunciare l'indifferenza delle istituzioni sul tema dei femminicidi.
Il gruppo attivista è nato dopo il tragico femminicidio di Giulia Cecchettin e vuole sensibilizzare proprio sul delicato tema della violenza di genere, ancora oggi purtroppo troppo presente nella nostra società. Il silenzio è complice, per questo bisogna farsi sentire.
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Che cosa è successo a Roma: Bruciamo Tutto lancia pittura rossa in segno di protesta
Attiviste e attivisti del movimento Bruciamo Tutto ci riprovano: dopo il tentativo fallito del giorno precedente, mercoledì 26 giugno hanno nuovamente occupato Piazza di Spagna, puntando alle scalinate di Trinità dei Monti. Verso le 10 del mattino alcune delle persone del gruppo sono salite molto quattamente sul posto senza destare sospetti. Pochi minuti dopo, però, l'urlo di una ragazza ha dato il via al blitz.
Fatta colare pittura rossa per bambini lungo la scalinata
Gli attivisti hanno immediatamente fatto colare una certa quantità di pittura rossa lungo tutta la scalinata, per poi srotolare uno striscione, l'invito a unirsi in richiesta il prossimo 6 luglio 2024. La durata del blitz è stata piuttosto breve: subito la polizia locale di Roma Capitale del Gruppo Centro Storico si è adoperata per fermare il tutto e sei delle persone del gruppo sono state bloccate. Per pulire la scalinata sono state necessarie due squadre interventi speciali di Ama.
Ma perché la pittura rossa? La simbologia dietro la scelta
La natura del gesto di protesta riguarda le vittime di violenza di genere, com'è stato per la giovane Giulia Cecchettin, uccisa dal suo ex fidanzato nel novembre scorso. Per questo motivo, dunque, la pittura usata da Bruciamo Tutto è rossa: rossa come il sangue versato da fidanzati, mariti, ex-compagni che hanno preso la vita di molte donne, rossa come il sangue di chi non ha più voce e non ha avuto giusta difesa e, purtroppo, giusto ascolto. Dopo il caso di Giulia le donne vittime di femminicidio sono 40: un numero tragico, un allarme nazionale, una situazione che richiede rumore, non indifferenza.
Chi è il gruppo Bruciamo Tutto che ha imbrattato la scalinata a Roma
Dopo l'azione del 26 giugno sono molte le persone che si stanno chiedendo chi ci sia dietro il gesto. Il gruppo si chiama Bruciamo Tutto ed è un movimento di liberazione dal sistema patriarcale, "nato dalla rabbia viscerale" scatenatasi dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto l'11 novembre 2023. La reazione del gruppo è stata così forte da urlare a gran voce un "mai più", dando vita a quello che oggi è il movimento, seguito su Instagram da quasi 1700 persone. Strade occupate, proteste, grida di azione, desiderio che qualcosa cambi concretamente.
Per che cosa protesta il movimento Bruciamo Tutto? Cos'è il reddito di libertà
Alla base della protesta c'è la violenza di genere e ci sono i femminicidi, ma dentro il movimento vive una richiesta precisa. Bruciamo Tutto, infatti, protesta per chiedere al governo una modifica volta a migliorare il reddito di libertà, contributo pro capite su base mensile per un massimo di 12 mesi a tutte le donne che hanno subito o subiscono violenza e seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali.
"Questo è il sangue della violenza sulle quaranta persone socializzate come donne che sono morte"
Il gruppo ritiene che non sia "più possibile che una persona socializzata come donna muoia per una violenza causata dal patriarcato" e che il silenzio istituzionale nei confronti delle 40 donne morte dopo Giulia Cecchettin non è assolutamente perdonabile.
La protesta di Bruciamo Tutto del 6 luglio
Il prossimo incontro di Bruciamo Tutto è previsto per il 6 luglio 2024 alle ore 18 a San Lorenzo: "Ci incontreremo per una vertenza per una misura di sostegno economico alle persone che subiscono violenza nelle proprie case".