Giusy Buscemi, protagonista di 'Vanina', e il monologo a 'Le Iene' su maternità a lavoro: "Devi scegliere"
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Giusy Buscemi è tornata sul piccolo schermo come protagonista di Vanina - Un vicequestore a Catania, la nuova fiction di Canale5. Martedì 26 marzo è stata ospite de Le Iene e ha realizzato un monologo su lavoro e maternità, sottolineando come sia difficile conciliare il ruolo d'attrice con quello di madre.
Giusy Buscemi e il monologo a "Le Iene"
L'attrice Giusy Buscemi è stata ospite nella puntata del 26 marzo de Le Iene con un monologo su lavoro e maternità: "Ci viene chiesto continuamente di scegliere, la vita è fatta di scelte, è vero, ma finché si tratta di scegliere cosa comprare al supermercato o che libro leggere tutto bene, ma se la scelta è tra diventare madre o fare carriera allora è complessa". Giusy Buscemi ha spiegato che per un'attrice conciliare la famiglia e il lavoro è difficile se non impossibile, tanto da arrivare a dire che per le attrici la maternità non esiste: "A 19 anni mi sono trasferita a Roma, volevo fare l'attrice. Poi ho incontrato l'uomo della mia vita, le priorità sono cambiate. Volevo una famiglia, dei figli. Beh, se per tutte le donne che lavorano la maternità è ancora una dura battaglia, per le attrici semplicemente la maternità non esiste".
Giusy Buscemi tra lavoro e maternità
Il monologo di Giusy Buscemi continua raccontando di come, quando è rimasta incinta della prima figlia, ha perso un lavoro: "Riprendo a lavorare, resto incinta del mio secondo figlio. Per onestà prima di firmare il contratto dico di essere incinta, e altrettanto onestamente mi viene detto che l'assicurazione non copre le attrici in gravidanza. Perdo di nuovo il lavoro. Nasce il mio secondo figlio. Ho passato mesi in cui mi sentivo scissa, da una parte la gioia di diventare madre, dall'altra la paura, paura che nulla sarebbe tornato come prima.
Il monologo continua esponendo il dilemmma che colpisce molte mamme che si dividono tra la cura dei figli e il lavoro e che faticano a trovare un equilibrio tra le due cose: "E questa scissione continuo a viverla tutti i giorni: quando sono al lavoro penso ai miei figli, e quando sono con i miei tre figli - perché nel frattempo è nato anche il terzo - tra pappe giochi e urla non vi nascondo che vorrei tornare sul set. Oggi sono una madre che lavora, come tante. Stanca, scissa, ma in qualche modo ho fatto pace con l'idea di perfezione, forse esiste ma non fa per me.
Giusy Buscemi e le polemiche sulla maternità
Il monologo di Giusy Buscemi a Le Iene si conclude con la domanda: "E se potessimo non scegliere, se potessimo non avere paura di avere un figlio perché poi dovremmo rinunciare alla carriera, se potessimo non sentirci in colpa per aver preso l'una o l'altra decisione, che mondo sarebbe?". Le riflessioni dell'attrice su lavoro e maternità hanno suscitato tra il pubblico e gli utenti online pareri contrastanti: da un lato c'è chi appoggia l'attrice condividendo le difficoltà che ha incontrato, dall'altro chi invece la accusa di essere una privilegiata per via della sua posizione e, come tale, non dovrebbe lamentarsi.
I figli di Giusy Buscemi
La carriera di Giusy Buscemi come attrice inizia quando si trasferisce a Roma, all'età di 19 anni, per inseguire il suo sogno. Nel frattempo, vince anche il titolo di Miss Italia nel 2012. Nel 2014 incontra quello che sarà il suo futuro marito, il regista Jan Michelini, con cui si sposa tre anni più tardi. Giusy Buscemi e Jan Michelini oggi hanno tre figli: Caterina Maria nata nel 2018, seguita da Piero Maria nel 2019 ed infine da Elia Maria, arrivato nel 2022.
Giusy Buscemi in "Vanina - Un vicequestore a Catania"
Giusy Buscemi è la protagonista di Vanina - Un vicequestore a Catania, la nuova fiction di Canale5 in onda a partire da mercoledì 27 marzo. La serie tv, tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia, è stata adattata per il piccolo schermo e conta di quattro episodi da 100 minuti. La protagonista, Vanina Guarrasi, dopo la morte violenta del padre poliziotto per mano della mafia decide di unirsi alla polizia per ottenere giustizia e si trasferisce così a Catania, diventando vicequestore e capo della Omicidi.
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