Gino Cecchettin: "Prendo una foto di Giulia, la guardo e non c’è nulla di brutto nella mia vita”
Con una commovente testimonianza a Che tempo che fa, Gino Cecchettin ha condiviso il suo percorso di elaborazione del dolore dopo la tragica perdita della figlia Giulia, vittima di femminicidio lo scorso 11 novembre. "In questo anno ho imparato a concentrarmi sulle cose positive. Prendo una foto di Giulia, la guardo e non c'è nulla di brutto nella mia vita", ha confessato. Il padre di Giulia ha inoltre offerto una profonda riflessione sul ruolo genitoriale nella società contemporanea: "Superare gli ostacoli rende forti, ma noi genitori spesso proteggiamo troppo i nostri figli. Serve insegnare loro ad affrontare le difficoltà".
Questa visione si concretizza nell'ambizioso progetto della Fondazione Giulia, che prevede l'introduzione nelle scuole di un'ora settimanale dedicata all'educazione affettiva. L'iniziativa, che prenderà il via tra gennaio e febbraio 2025, si propone di guidare i bambini nella comprensione di concetti fondamentali come amore, odio, pace e conflitto, trasformando così la tragedia personale in un'opportunità di cambiamento sociale e crescita collettiva.
Dal dolore più profondo, Gino Cecchettin ha saputo trovare la forza per diventare promotore di un cambiamento culturale necessario, onorando la memoria di Giulia attraverso azioni concrete per un futuro migliore.