George Clooney sugli inizi della sua carriera: Sono stato oggettificato
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In occasione del Kennedy Center Honors, un evento che si impegna nel premiare tutti coloro che, durante l’anno, hanno contribuito alla promozione del mondo dell’arte, l’attore, regista e produttore George Clooney ha concesso un’intervista al quotidiano Washington Post. Nelle sue dichiarazioni traspare il racconto dei primi anni della sua carriera televisiva e cinematografica, segnati, purtroppo, dall’oggettificazione sessuale fatta sulla sua persone da colleghi, membri dello staff e fan.
George Clooney: “Sono stato oggettificato”
Una della prime apparizioni televisiva vede George Clooney protagonista in diversi episodi di Pappa e ciccia, ossia “Roseanne”, una celebre sitcom americana trasmessa dalla ABC per 10 anni, figlia dello stesso sceneggiatore dell’altrettanto famosa serie televisiva “I Robinson”. Proprio di questa serie, Clooney, parla quanto ricorda la sessualizzazione subita: “Ricordo di aver girato alcune scene in Pappa e ciccia dove lasciavo cadere un blocco appunti, mi chinavo e in quel momento tutti mi schiaffeggiavano sul culo”. Sempre nell’intervista, intitolata “Essere George Clooney è più difficile di quanto sembri”, il padre dell’attore spiega che, in effetti, l’essere così “stereotipicamente” sex symbol del figlio, lo ha costretto, per molto tempo, ad accontentarsi al banale ruolo del belloccio. Non in molti, sottolinea anche l’amico e regista Steven Soderbergh, riuscirebbero a far sembrare così semplice riuscire a essere Clooney, come lo fa Clooney.
Le molestie sessuali, anche verso i sex symbol
Le numerose accuse di molestie sessuali da parte di tantissime attrici e personaggi dello star system americano rivolte ad attori e produttori cinematografici hanno creato un vero e proprio terremoto nello showbusiness hollywoodiano, a partire dal 2016 circa e dalla nascita del movimento #MeToo a oggi. Solo dopo diversi anni, però, anche gli uomini vittime di molestie e vittime della stessa dinamica feroce stanno trovando il coraggio di confessare quanto subìto: è il caso di George Clooney, ma anche di Brendan Fraser, per esempio. L’attore si è rifiutato di presenziare ai Golden Globe, premio per il quale è stato candidato grazie al ruolo in “The Whale”: il motivo risiede nello storico che condivide con l’ex presidente dell’associazione che gestisce l’evento, Philip Berk, che l’avrebbe molestato diversi anni fa.
I vip accusati di abusi e molestie: quando Hollywood non è più la fabbrica dei sogni
Sembra che l'era di #MeToo e Time's Up, i due movimenti contro le violenze sessuali e la discriminazione femminile, abbia tristemente portato una nuova ondata di accuse contro potenti e celebri figure del mondo di Hollywood. Certo, si sta creando un clima che cerca di rendere più semplice per le vittime aprirsi e confrontarsi rispetto alle loro terribili esperienze, ma è anche vero che gli abusi sessuali si sono protratti per tanti, troppi anni. L'unica differenza è che ora si sta rivolgendo loro l'attenzione.
C'è sempre una specie di difficoltà e di shock quando si viene a sapere di atti o accuse contro delle celebrità che si amano da tanto tempo. Da chi è un appassionato dei film del grande cinema di Roman Polanski a chi, invece, apprezza la voce soul di Mariah Carey: non ci si abitua mai a quando uno scandalo del genere tocca le star del cuore del pubblico. Queste celebrità non hanno solo abusato del loro potere, ma hanno anche macchiato indelebilmente la loro carriera e l'amore dei fan nei loro confronti.
Che un'accusa sia punibile o meno, i media giocano sempre una parte importante nel creare un dialogo su questo problema, che ormai ha raggiunto dimensioni davvero estese. Mettendo queste storie sotto i riflettori, si coinvolge l'opinione pubblica, si porta la gente a riflettere e ad aprire un dibattito su come sia meglio agire a seconda dei casi e su come sia da rintracciare la verità. Nonostante resti un velo di paura di fondo, il movimento #MeToo mostra che le donne si rifiutano di essere ignorate e che le persone non vogliono più sottostare alle violenze "dei più forti".
Un caso che ha lasciato tutti quanti sconvolti è quello di Asia Argento. L'attrice - regista è stata accusata nel 2018 dal giovane attore americano, Jimmy Bennett ,di violenze sessuali nella camera di un hotel quando lui aveva solo 17 anni. Lo scandalo è stato così ampio che la figlia di Dario Argento ha dovuto lasciare il suo ruolo di giudice a X Factor 12, il cui posto è stato preso da Lodo Guenzi, cantante de Lo Stato Sociale.
Sfoglia la Gallery e scopri chi sono i vip accusati di violenze nel corso degli anni.
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La carriera di Clooney ora
Nella carriera lavorativa di George Clooney, fortunatamente, tante cose sono cambiate e ora il pubblico è riuscito a vedere i diversi lati e le sfaccettature della personalità dell’attore, oggi 61enne, che non si limita a essere un “belloccio” (e, anche se lo fosse, non sarebbe comunque meritevole di alcun tipo di molestia e oggettificazione). Nel 2006, con il film di cui è stato regista e attore protagonista, “Good night and good luck”, Clooney è riuscito a scardinare lo stereotipo e a farsi riconoscere per il suo indubbio talento, guadagnandosi 6 candidature agli Academy Awards. Ma non solo: oltre al cinema, dove si è distinto nel ruolo di regista vincendo due premi Oscar, l’attore è anche filantropo. Insieme alla moglie e avvocata Amal Clooney, ha fondato la Clooney Foundation for Justice, che si occupa di fare giustizia per tutti coloro che hanno visto negati i propri diritti umani.
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Lo stop alla carriera pe trascorrere più tempo in famiglia
Al momento, l’attore di “Ticket to paradise”, la commedia romantica in uscita in cui è protagonista insieme alla regina delle romanticate hollywoodiane, Julia Roberts, si sta prendendo una pausa dalla regia. Il suo primo desiderio è di trascorrere più tempo insieme alla sua famiglia, ossia Amal e i figli gemelli Ella e Alexander: “Sai, ho 61 anni, posso ancora fare la maggior parte delle cose che facevo prima. Ma tra 20 anni avrò 81 anni e le cose saranno diverse. Questi sono gli anni migliori: assicuriamoci di vivere la vita in modo diverso. Il che significa che probabilmente non dirigerò, a meno che non sia qualcosa che devo assolutamente fare. Recitare nei film è un lavoro facile, vengo pagato molto di più per farlo e posso ancora avere tempo con la mia famiglia”.
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