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Esame di Maturità 2026: materie scritte e 4 discipline per l’orale. Cosa cambia per studenti e commissioni

Esame di Maturità 2026: le materie della seconda prova e dell'orale. Tutte le novità. 

L'Esame di Maturità 2026 cambia con nuove regole: entro fine gennaio il Ministero annuncerà le materie degli scritti e le 4 discipline dell’orale. Altra importante novità sono le commissioni ridotte e una valutazione più mirata per gli studenti.

L’Esame di Maturità 2026 si prepara a cambiare profondamente: entro il 31 gennaio il Ministero dell’Istruzione e del Merito renderà note le materie della seconda prova scritta e le quattro discipline dell’orale, frutto della nuova riforma. Addio all’orale “all inclusive”: da quest’anno si sostiene il colloquio su quattro materie specifiche scelte ogni anno, con commissioni più snelle e valutazione che considera anche alternanza scuola-lavoro ed educazione civica.

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Maturità 2026: l’annuncio atteso entro il 31 gennaio del Ministero dell'Istruzione e del Merito

Per gli studenti che affronteranno la Maturità 2026 è iniziata la settimana decisiva; sì, perché entro sabato 31 gennaio, il Ministero dell’Istruzione e del Merito comunicherà ufficialmente le materie della seconda prova scritta. Cresce però l’attesa: molti maturandi sperano che l’annuncio arrivi con qualche giorno di anticipo, così da avere più tempo per organizzare lo studio. Quest’anno, a differenza del passato, insieme alle prove scritte verranno rese note anche le discipline previste per il colloquio orale, che non comprenderà più tutte le materie dell’ultimo anno.

Esame di Maturità 2026: le materie dell’orale e addio al colloquio “all inclusive”

Quattro discipline, diverse ogni anno

La principale novità della Maturità 2026 riguarda l’esame orale. Per scelta del ministro Giuseppe Valditara, viene definitivamente superato il modello del colloquio su tutte le materie. Da ora in poi, l’orale verterà su quattro discipline soltanto, selezionate annualmente e comunicate insieme alle materie della seconda prova scritta. Gli esempi cambiano in base all’indirizzo:

  • al Liceo Classico, latino o greco (nel 2026, seguendo l’alternanza, è atteso il greco);
  • allo Scientifico, matematica o fisica, con quesiti che spesso includono problemi a contenuto fisico.

Questa impostazione richiama l’esame di maturità sostenuto dalle generazioni precedenti, quando l’orale era limitato a poche materie. Una formula introdotta dopo il Sessantotto, che aveva ridotto l’impianto originario dell’esame, molto più ampio e articolato.

Esame di Maturità 2026: commissioni più snelle e nuove regole

Meno commissari, stessa struttura esterna

Tra le altre novità della Maturità 2026 c’è una commissione ridotta: quattro commissari invece di sei, di cui due esterni, più un presidente esterno. Una scelta che punta a rendere l’esame più snello e meno costoso, pur mantenendo la presenza di valutatori esterni. Diventa vincolante la partecipazione a tutte le prove d’esame: la norma nasce dopo i casi di boicottaggio dell’orale registrati negli anni scorsi: chi rifiuta volontariamente di sostenere il colloquio verrà bocciato. Diversa la situazione di chi, per ansia o difficoltà emotiva, non riesce a esprimersi adeguatamente.

Esame di Maturità 2026: punteggio finale e bonus ridotto

Il cosiddetto bonus maturità viene ridimensionato: passa da 5 a 3 punti. Potrà ottenerlo solo chi raggiunge almeno 90 punti complessivi, sommando i crediti del triennio e i risultati delle tre prove d’esame.

Esame di Maturità 2026: educazione civica, lavoro e curriculum dello studente

Più peso alle esperienze formative

Durante il colloquio orale della Maturità 2026 verrà attribuita maggiore importanza all’educazione civica e alle attività di alternanza scuola-lavoro, che tornano a essere esplicitamente collegate al tema del lavoro. La commissione potrà, inoltre, tenere conto delle informazioni contenute nel curriculum dello studente, comprese le esperienze extrascolastiche considerate particolarmente meritevoli. 

Torna ufficialmente l’“esame di Maturità”

Ultima novità, non solo formale è il ritorno alla denominazione ufficiale di “esame di Maturità”, eliminata nel 1997 ma rimasta nel linguaggio comune. Secondo il Ministero, la scelta vuole restituire valore simbolico a un passaggio chiave del percorso scolastico, ribadendo i principi di merito, impegno e responsabilità personale. In quest’ottica si inseriscono anche il divieto di boicottaggio dell’orale e l’attenzione all’impegno dimostrato dallo studente dentro e fuori la scuola.