Esame di maturità 2026: orale obbligatorio su 4 materie e nuove commissioni – tutte le novità
Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma dell'Esame di Maturità; tra le principali novità ci sono l’orale obbligatorio su quattro materie selezionate dal Ministero, commissioni più snelle con membri formati appositamente e nuove modalità di valutazione basate sulle competenze trasversali.
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Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato una riforma significativa dell'Esame di Maturità, che entrerà in vigore nel 2026. Questa riforma mira a rendere l'esame più centrato sulle competenze effettive degli studenti, riducendo l'ansia e migliorando l'efficienza delle commissioni. Le modifiche riguardano principalmente la prova orale, la composizione delle commissioni e i criteri di valutazione.
Orale obbligatorio su quattro materie
Materie selezionate dal Ministero
A partire dal 2026, gli studenti dovranno affrontare un orale obbligatorio concentrato su quattro materie stabilite annualmente dal Ministero dell’Istruzione. Questa scelta punta a ridurre lo stress derivante dalla preparazione di tutte le discipline e a permettere una valutazione più approfondita sulle competenze realmente acquisite. Gli studenti dovranno quindi concentrare i propri sforzi su un numero limitato di materie, con l’obiettivo di rendere l’esame più mirato e significativo.
Commissioni ridotte e formazione specifica
Composizione delle commissioni
Le commissioni d’esame saranno ridotte da sette a cinque membri, e comprenderanno due commissari interni, due esterni e un presidente. Questa struttura più snella dovrebbe rendere le procedure più efficienti e meno dispersive, garantendo comunque un controllo equilibrato sull’esame. I commissari riceveranno una formazione specifica per valutare in modo più equo e competente gli studenti. Inoltre, è previsto un aumento della retribuzione per incentivare l’impegno e garantire una maggiore professionalità durante le prove.
Nuove modalità di valutazione
Le valutazioni non si baseranno più esclusivamente sui voti numerici delle prove scritte e orali. Verranno considerati anche fattori come autonomia, responsabilità, impegno e attività extrascolastiche significative, incluse esperienze sportive, culturali o di volontariato. L’obiettivo è premiare competenze trasversali e capacità pratiche, andando oltre il tradizionale approccio basato solo sui contenuti accademici.
Bocciatura in caso di “scena muta” – la polemica degli studenti
Una delle novità più discusse riguarda la regola secondo cui gli studenti che rifiutano di sostenere l’orale o fanno “scena muta” saranno considerati automaticamente bocciati. Questa disposizione ha riacceso le proteste della scorsa sessione, durante la quale alcuni ragazzi hanno deciso di non sostenere l’esame orale, perché contrari ai criteri di valutazione scolastici, accusati di aumentare la competitività e, soprattutto, alla scarsa attenzione alle reali esigenze degli studenti da parte del corpo docenti. Alcuni ricorderanno le parole di uno degli studenti coinvolti: "I voti da alcuni alunni vengono vissuti malissimo. In classe c’è molta competizione. Ho cominciato a rifletterci vedendo le reazioni di alcuni compagni: come vivevano la cosa, senza capire che cosa significasse davvero un voto".
Lo scorso anno, infatti, almeno cinque studenti – tre in Veneto, uno in Toscana e uno nelle Marche – non hano partecipato all’esame orale di maturità ma, nonostante questo, grazie ai crediti accumulati e ai risultati ottenuti nelle prove scritte hanno comunque conseguito il diploma. Questo episodio è stato condannato dal Ministro Valditara che ha dichiarato: "Chi farà volontariamente scena muta sarà bocciato".
Eliminazione della discussione sul documento iniziale
Altra novità dell'esame di maturità riguarda la discussione sul documento iniziale, prevista nelle sessioni precedenti, che verrà eliminata. Di conseguenza, l’orale si concentrerà esclusivamente sulle quattro materie selezionate, questa novità vuole semplificare l’esame e ridurre le criticità legate alla preparazione di documenti complessi. L’obiettivo, quindi, è rendere la prova più lineare e coerente con le competenze effettivamente maturate dagli studenti.
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