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Emis Killa: concerto annullato per polemiche su una canzone che parla di femminicidio

Emis Killa: il concerto annullato  

Il sindaco leghista di Ladispoli, Alessandro Grando, ha deciso di annullare il concerto di Capodanno di Emis Killa, in programma nella cittadina laziale. 

La decisione è stata presa a seguito delle polemiche scatenatesi contro il testo di un brano del rapper in cui parla di femminicidio attraverso gli occhi di un femminicida, ma anche per la spesa di 200mila euro di fondi pubblici per l'evento. Nel suo annuncio su Facebook, Grando ha sottolineato la volontà di "ristabilire un clima di serenità".

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Le contestazioni e il costo del concerto

La partecipazione di Emis Killa e Guè Pequeno al concerto di Capodanno di Ladispoli ha suscitato indignazione tra i cittadini e i consiglieri comunali di opposizione. Oltre alle critiche per il contenuto dei testi, da alcuni ritenuto di natura violenta, in particolare per una canzone di Emis Killa che affronta il tema del femminicidio, si è sollevata la questione del costo dell'evento. La somma di 200mila euro destinata ai compensi dei due rapper ha alimentato le proteste, che hanno definendo la spesa "eccessiva" e "immorale", soprattutto in un momento in cui l'Italia è scossa da nuovi casi di femminicidio. Una protesta che si scaglia contro le parole di un testo che non inneggia al femminicidio, ma che lo racconta attraverso gli occhi del carnefice. 

La decisione del sindaco

Il sindaco Grando ha motivato la decisione di annullare il concerto con l'obiettivo di preservare la serenità della comunità. Ha sottolineato che, nonostante Emis Killa si sia già esibito in città nel 2022, l'annullamento è avvenuto di comune accordo con tutti gli interessati. La dichiarazione del sindaco riflette anche la volontà di evitare che il concerto diventasse un momento di tensione, affermando che il Capodanno dovrebbe essere "una festa, non un momento di scontro".

Emis Killa risponde alle critiche

Dopo la decisione del sindaco, Emis Killa ha risposto alle critiche sulla sua canzone "3 messaggi in segreteria", affermando che nel rap esiste una tecnica chiamata storytelling, che consiste nel rappresentare storie, belle o brutte che siano. Ha difeso il suo lavoro, affermando che le storie raccontate nelle canzoni rappresentano fatti spiacevoli che purtroppo accadono nella realtà. Emis Killa ha sottolineato che non è lui che parla nei testi e ha respinto le accuse di istigazione al femminicidio, definendo le polemiche come "incomprensioni".

Nelle sue stories Instagram si legge: "Nel testo non è Emiliano (vero nome del cantante, ndr) che parla, e non penso nemmeno di dover dare troppe giustificazioni a chi non vuole capire"; "Potete cancellare tutti i concerti che volete (...), non cambierete così la realtà che gente come me ha il coraggio di raccontare, anche quando questo mi torna indietro nel peggiore dei modi. Cercate i colpevoli tra i colpevoli, non tra chi è dalla vostra parte pur avendo un altro modo di affrontare le cose".

La critica sulla spesa "immorale"

Il gruppo consiliare del Partito Democratico (PD) ha criticato la scelta di ospitare Emis Killa nel contesto attuale, caratterizzato dalle recenti tragedie legate al femminicidio. Hanno definito la decisione "criticabile a prescindere" e hanno etichettato la spesa complessiva di 345mila euro per l'evento come "immorale". Il sindaco Grando ha risposto, difendendo la cifra come non proibitiva per il bilancio cittadino e annunciando che saranno comunicati nuovi ospiti al concerto non appena possibile.