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Fiction addiction Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Zerocalcare torna con "Due Spicci": di cosa parla la nuova serie, trama e significato

Zerocalcare torna su Netflix con Due Spicci, la nuova serie animata che racconta precarietà, amicizia e crisi personali. Accanto a Zero tornano Cinghiale e l’Armadillo, con la voce di Valerio Mastandrea.
 
di Marcella La Cioppa

Dopo il successo di Zerocalcare con Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, arriva su Netflix Due Spicci, la nuova serie animata creata, scritta e diretta dal fumettista romano. La storia segue Zero e Cinghiale alle prese con difficoltà economiche, relazioni complicate e nuove responsabilità, mentre il ritorno di vecchi fantasmi del passato mette in crisi il fragile equilibrio del gruppo. Nella serie torna anche l’iconico Armadillo, ancora doppiato da Valerio Mastandrea.

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La nuova serie di Zerocalcare Due Spicci

Il terzo capitolo dell’universo animato di Zerocalcare

Da oggi 27 maggio debutta su Netflix Due Spicci, nuova serie animata firmata da Zerocalcare, che segna il ritorno dell’universo narrativo creato dal fumettista romano e riporta in scena personaggi ormai diventati iconici come Zero, Cinghiale e l’Armadillo.

Con Due Spicci, Zerocalcare firma la sua terza serie animata dopo Strappare lungo i bordi del 2021 e Questo mondo non mi renderà cattivo del 2023. Anche questo nuovo progetto è prodotto da Movimenti Production e mantiene lo stile narrativo che ha reso celebri le opere dell’autore: dialoghi realistici, ironia amara e riflessioni generazionali.

La trama di Due Spicci

Zero e Cinghiale alle prese con problemi economici e personali

La nuova serie segue Zero e Cinghiale nella gestione di un piccolo locale, esperienza che si rivela molto più complicata del previsto. Le difficoltà economiche, i problemi quotidiani e i rapporti personali sempre più fragili mettono a dura prova il loro equilibrio.

A rendere tutto ancora più complesso ci sono vecchie questioni irrisolte e responsabilità inattese che riportano a galla paure e insicurezze. Accanto a Zero torna anche l’Armadillo, la sua coscienza interiore, doppiata ancora una volta da Valerio Mastandrea.

Il significato del titolo Due Spicci

Durante il Salone del Libro di Torino, Zerocalcare ha raccontato alcuni dettagli sul progetto, mostrando anche in anteprima i primi minuti della serie. L’autore ha descritto Due Spicci come una riflessione sul senso di smarrimento e sui percorsi che cambiano improvvisamente, usando la metafora del navigatore che ricalcola la strada dopo un imprevisto. Il titolo non fa riferimento soltanto al denaro o alle difficoltà economiche, ma anche ai “debiti” emotivi: ossia relazioni lasciate a metà, conti aperti con il passato e situazioni irrisolte che prima o poi tornano a pesare nella vita dei protagonisti.

Due Spicci chiude la trilogia di Zerocalcare

Una serie più malinconica e introspettiva

Lo stesso Zerocalcare ha definito Due Spicci una serie “crepuscolare”, spiegando di aver attraversato personalmente un periodo simile a quello raccontato nella storia. L’autore ha inoltre dichiarato che questo progetto rappresenta, almeno idealmente, la conclusione della trilogia iniziata con le precedenti produzioni Netflix.

Secondo il fumettista, il progetto segna un momento di bilancio per i personaggi e per il suo percorso creativo, lasciando aperta la possibilità di nuove direzioni future.

La canzone originale di Coez

Ci vuole una laurea accompagna la serie

Per accompagnare il lancio della serie è stato realizzato anche un brano originale di Coez intitolato Ci vuole una laurea. Il pezzo, prodotto da Golden Years e pubblicato l’8 maggio, anticipa le atmosfere della serie attraverso un mix di malinconia, ironia e riflessioni sulle fragilità personali. La canzone affronta temi come relazioni complicate, crescita personale e difficoltà emotive, elementi centrali anche nella nuova storia raccontata da Zerocalcare.