Pensione anticipata a 60 anni: come il DDL Bucalo punta sul riscatto di laurea agevolato per docenti e personale ATA
Il DDL n. 1413 del 2025, a firma della Senatrice Bucalo, mira al pensionamento anticipato e propone di ridurre l’aliquota per il riscatto degli anni universitari al 5%; con questa misura il costo per ogni anno di studi scenderebbe da circa 6.076€ a poco più di 900€.
Negli ultimi anni, molte richieste sindacali e mobilitazioni dal mondo della scuola hanno evidenziato un problema crescente: lo stress professionale le difficoltà nel fare carriera e mantenersi nel ruolo docente o ATA con adeguati riconoscimenti previdenziali. In risposta, è stato presentato al Senato il Disegno di Legge (DDL) Bucalo n. 1413 del 2025, che intende introdurre misure concrete per agevolare l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per il personale del comparto istruzione e ricerca.
Al centro della proposta c’è il riscatto agevolato degli anni di laurea con un’aliquota ridotta al 5%, il costo si abbassa sensibilmente, rendendo più accessibile il diritto a maturare contributi utili. Questo strumento, se approvato, potrebbe aprire la strada alla pensione già a 60 anni per molti insegnanti e ATA, favorendo anche un rinnovamento del personale docente.
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Cos’è il DDL Bucalo n. 1413
L’obiettivo della proposta di legge
Il Disegno di Legge Bucalo, presentato al Senato nel 2025, mira a introdurre un meccanismo di pensionamento anticipato a 60 anni per docenti, dirigenti scolastici e personale ATA. L’iniziativa nasce dalla volontà di rispondere al crescente malessere della categoria, che lamenta carichi di lavoro elevati e scarse prospettive di ricambio generazionale.
DDL Bucalo: chi riguarda?
Il DDL è rivolto a tutto il personale del comparto istruzione e ricerca. Non si limita quindi ai soli insegnanti, ma include anche dirigenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario, riconoscendo il ruolo centrale che tutti rivestono nel sistema scolastico.
Pensione anticipata a 60 anni: come funziona
I requisiti contributivi richiesti
Per accedere al pensionamento anticipato restano fondamentali i requisiti contributivi. Il DDL prevede, infatti, la possibilità di riscattare gli anni di laurea con un costo fortemente ridotto, così da raggiungere prima la soglia necessaria di contributi. La misura è destinata a chi si trova interamente nel sistema contributivo, ovvero i lavoratori che hanno iniziato a versare dopo il 1° gennaio 1996.
Chi resta fuori dal provvedimento?
Il riscatto laurea con aliquota ridotta non è accessibile a chi ha iniziato a versare i contributi prima del 1° gennaio 1996. Chi appartiene al sistema misto o retributivo, quindi, continuerà a seguire le regole tradizionali. Il disegno di legge non tocca infatti la disciplina già in vigore per il riscatto ordinario, che rimane valida e immutata per tutti i lavoratori con anzianità contributiva precedente al 1996.
Il ricambio generazionale come priorità
Anticipare l’età pensionabile significa liberare spazi occupazionali per i giovani laureati e aspiranti insegnanti. Il ricambio generazionale diventa così un obiettivo strategico, che garantisce nuove energie e innovazione metodologica all’interno delle scuole.
Riscatto di laurea agevolato a 900 euro l’anno
Chi può chiedere il riscatto di laurea?
Possono accedere al riscatto tutti coloro che hanno conseguito un titolo universitario riconosciuto: laurea triennale, magistrale, diploma universitario, master o dottorato di ricerca. Il riscatto riguarda esclusivamente gli anni di studio, che non coincidono con periodi già coperti da contribuzione previdenziale derivante da attività lavorativa.
Come si calcola l’aliquota ridotta al 5%
Con la normativa attuale, il riscatto di un anno universitario può arrivare a costare circa 6.076 euro. Il DDL Bucalo propone, invece, di abbassare drasticamente la soglia, portandola a circa 900 euro per anno, rendendo così l’operazione sostenibile per un numero molto più ampio di lavoratori. La riduzione è resa possibile da un’aliquota fissata al 5% sul reddito imponibile, invece del 33% previsto dal sistema ordinario. Questo taglio rende più accessibile la valorizzazione del percorso universitario e favorisce chi intende anticipare la pensione.
Quali anni sono riscattabili?
Sono ammessi soltanto gli anni previsti come durata legale del corso, cioè quelli stabiliti dal piano di studi ufficiale, senza includere eventuali fuori corso.