Cos’ha detto Roberto Vannacci: la pallavolista Paola Egonu querela il generale per diffamazione a causa della frase sui suoi tratti somatici
In seguito alla pubblicazione del libro del generale Robert Vannacci, la pallavolista della Nazionale azzurra Paola Egonu ha aperto una querela per diffamazione: l’oggetto della denuncia sarebbero le frasi discriminatorie del militare sui suoi tratti somatici che, essendo lei nata da genitori nigeriani, non sarebbero rappresentativi della sua nazionalità italiana.
La pallavolista azzurra della Nazionale Paola Egonu ha querelato per diffamazione il generale Roberto Vannacci per le parole a lei dedicate nell’ultimo libro del militare, Il Mondo al Contrario (“Anche se è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità”). Il caso segue le indagini su Vannacci aperte dalla Procura di Roma per istigazione all’odio razziale e la condanna a 11 mesi di sospensione del servizio per “carenza del senso di responsabilità” e "lesione al principio di neutralità/terzietà della Forza Armata".
L’arma più potente contro pregiudizi e razzismo? La conoscenza
Paola Egonu contro Vannacci
La giocatrice di pallavolo della Nazionale azzurra ha querelato Vannacci, depositando a Bergamo l’atto, poi trasmesso alla città di Lucca per competenza territoriale (il generale, infatti, risiede a Viareggio): un fascicolo è stato conseguentemente aperto grazie all’azione della campionessa, stella della squadra italiana di pallavolo, dopo l’uscita di Il Mondo al Contrario, l’ultima impresa editoriale di pugno del militare. Il tema della denuncia sarebbero le frasi sui tratti somatici di Paola Egonu, che, secondo l’uomo, non rappresenterebbero l’italianità, nonostante la sportiva sia a tutti gli effetti di nazionalità italiana.
Dove è nata Paola Egonu? In che squadra gioca?
Figlia di una coppia dalla Nigeria, già residente in Italia da anni, la pallavolista è nata a Cittadella e gioca sia nella Nazionale azzurra che nella squadra Pro Victoria Monza.
Il Mondo al Contrario: cosa ha detto Vannacci?
Le parole incriminate, collocate all’interno del capitolo dal nome La società multiculturale e etnica sono queste: “Anche se Paola Egonu è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri”.
La querela di Paola Egonu
La ragione alla base della querela, come riportato dall’avvocato dell’atleta, è che l’affermazione - di matrice discriminatoria - è stata offensiva e lesiva nei confronti della cittadinanza italiana di Paola Egonu e “risulta essere fondata su idee di superiorità razziale o etnica, istigando altresì la commissione di atti di discriminazione per motivi razziali”. L’istigazione all’odio razziale è qualcosa per cui il generale è già stato indagato dalla Procura di Roma.
Roberto Vannacci accusato di omofobia
Le affermazioni razziali non sono l’unico punto dolente del testo: anche le argomentazioni sulle persne omosessuali e i conseguenti modi utilizzati per definirle sono centro della denuncia presentata invece dal collega di Roberto Vannacci, il maresciallo Luca Comellini, vertice del Sindacato dei militari per la tutela dei cittadini in difesa e maresciallo in congedo dell’Aeronautica militare.
La condanna di Vannacci
Fino ad ora, la procura di Lucca ha scelto di archiviare la richiesta di querela presentata da Paola, senza esercitare sanzione penale nei confronti dell’uomo. Le motivazioni del pm, Elena Leone, sono le seguenti: “Quanto scritto non si tratta di una specifica invettiva nei confronti dell’atleta, quanto piuttosto di una presa di posizione ideologica che, seppur potenzialmente idonea a degenerare in pensieri discriminatori di diversa portata, come la storia purtroppo insegna, esprime soltanto uno sconcertante disagio del militare nel confronto con altre culture non privo di discutibili cadute di stile, in termini etici”.
Paola Egonu si oppone
Esiste tuttavia un ulteriore passaggio: poiché la pallavolista si è opposta all’archiviazione, il caso rimane aperto. Starà al gip Alessandro Dal Torrione stabilire, nel corso delle prossime settimane, se la vicenda sia da dichiararsi conclusa o se sarà possibile riaprire il procedimento.