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Lutti Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Come è mancata la madre di Marco Masini: “A 19 anni crollò tutto”

Come è mancata la madre di Marco Masini: “A 19 anni crollò tutto”
Come è mancata la madre di Marco Masini: “A 19 anni crollò tutto”  (getty images)
Marco Masini si è raccontato in un commovente monologo a Le Iene, dove ha ricordato la dolorosa perdita della madre a 19 anni e le sfide della sua carriera, segnate da successi, cadute e un riscatto insperato.
di Maya Artusi Moro

Marco Masini, uno degli artisti più noti della musica italiana, ha condiviso un momento particolarmente toccante della sua vita durante un’apparizione a Le Iene. Nel suo monologo, Marco ha rivissuto, senza riserve, un periodo complesso segnato dalla perdita prematura della madre e da una carriera oscillante tra il successo sfavillante e la caduta più dura. La sua storia di resilienza e passione per la musica, raccontata con sincerità e profondità, offre uno spaccato su ciò che significa davvero affrontare il dolore e ricostruirsi.

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Marco Masini a Le Iene: il coraggio di raccontarsi senza filtri

In occasione della puntata de Le Iene a cui era stato invitato, quella del 10 novembre, Marco ha deciso di aprirsi completamente, mostrando un lato vulnerabile della sua persona e della sua carriera. Conosciuto per i suoi testi intensi e la sua voce graffiante, ha parlato delle difficoltà che hanno segnato la sua strada, mettendo in luce il peso delle dicerie e delle false superstizioni che hanno perseguitato la sua carriera, un’ombra già sofferta da Mia Martini e da altri artisti “maledetti” della musica italiana.

Chi è Marco Masini?

Nato a Firenze il 18 settembre 1964, Marco ha costruito una carriera eccezionale e inconfondibile, piena di successi e riconoscimenti. Canzoni come Ci vorrebbe il mare, Perché lo fai, T'innamorerai e Bella stronza hanno lasciato un’impronta nel repertorio della musica italiana. Dopo aver vinto Sanremo nella categoria Novità con Disperato nel 1990, la consacrazione definitiva è arrivata nel 2004, quando Marco ha trionfato con L’uomo volante. La sua voce e i suoi testi hanno sempre parlato di sentimenti profondi, di verità scomode, elementi che lo hanno reso unico nel panorama musicale.

L’infanzia, il rapporto con la famiglia e gli esordi musicali di Marco Masini

Marco ha avuto un'infanzia segnata da difficoltà e sacrifici. Cresciuto in una famiglia fiorentina che si aspettava molto da lui, si divideva tra la scuola e i sogni di musicista. Con il passare del tempo, quella duplice vita divenne insostenibile, e durante il quarto anno di ragioneria abbandonò gli studi per dedicarsi alla musica. Tuttavia, la scelta non fu priva di conseguenze: i rapporti con la famiglia, specialmente con il padre, si incrinarono, provocando dolore anche alla madre, figura di riferimento per Marco. La sua famiglia gestiva un bar, dove Marco lavorava spesso, tra una lite e l’altra, cercando di trovare il proprio equilibrio in un ambiente complesso e pieno di aspettative.

La perdita della madre: “A 19 anni crollò tutto”

La vita di Marco cambiò drammaticamente all’età di 19 anni, quando perse la madre. Un evento devastante, di cui ha parlato così: "Non credo esista un’età “giusta” per perdere la madre, ma 19 anni sono veramente pochi". Marco si trovò a dover affrontare un dolore immenso proprio nel momento in cui la sua vita stava iniziando a prendere forma. Tuttavia, fu proprio la musica a offrirgli una via di fuga dal dolore. Il pianoforte era il mio modo per anestetizzare il dolore, ha confessato, ricordando quel periodo. Lavorare come musicista per altri cantanti gli dava una sensazione di felicità e di realizzazione, un balsamo momentaneo per il vuoto che sentiva.

Il successo: tra sogno e disillusione

Con il passare degli anni, il talento di Marco lo portò al successo. Partecipò a Sanremo e vinse, un evento che segnò la sua carriera, aprendogli le porte della fama. Tuttavia, la notorietà comportò anche nuove sfide: “Forse non ero preparato a tutto quello, forse ho fatto degli errori, mi sono comportato in modo sbagliato con persone che non lo meritavano, o con persone importanti del mondo dello spettacolo”. In quegli anni, Marco si lasciò sedurre dalla vita sfarzosa, auto di lusso, case costose e uno stile di vita che sembrava garantire una felicità senza fine. Ma come raccontato a Le Iene, questo stile di vita finì per allontanarlo da ciò che davvero contava.

La nomea del “porta sfortuna”: la caduta e la rinascita di Marco Masini

Come Mia Martini prima di lui, Marco venne colpito da una fama negativa. Gli venne attribuita la triste etichetta di “porta sfortuna”, una credenza che rischiò di distruggere la sua carriera. “Quando qualcuno nell’ambiente cominciò a far girare quelle voci fastidiose... l’unica persona a cui avevo portato sfiga ero io”, ha spiegato con amarezza. Le conseguenze furono pesanti: contratti interrotti, l’assenza di inviti in televisione e radio che smettevano di trasmettere le sue canzoni. Questa fase oscura lo portò a una drastica decisione: smettere di suonare, ritirarsi dalle scene, e affrontare nuovamente il dolore che sentiva fin da ragazzo, con solo il pianoforte a fargli compagnia.

La nomea del “porta sfortuna”: la caduta e la rinascita di Marco Masini
La nomea del “porta sfortuna”: la caduta e la rinascita di Marco Masini  (getty images)

Il ritorno a Sanremo: un nuovo inizio

Dopo anni di assenza, Marco tornò sul palco di Sanremo con uno spirito rinnovato. Questa volta, il ritorno non era più motivato dalla ricerca del successo, ma dalla necessità di esprimere la propria arte, di riconnettersi con la passione autentica che lo aveva spinto a intraprendere il cammino musicale. “Quando capisci che, molto più dei numeri e dei trofei e delle macchine, conta quella passione che ti muove da sempre, allora quel rigore, stavolta, lo segnerai”, ha detto Marco, sottolineando come il ritorno al Festival rappresentasse per lui un momento di riscatto personale