Possessività non è cura 2 minuti di lettura

Chiara Francini sfugge ad un amore tossico

Chiara Francini, attrice perla d'Italia, scrittrice, stella del web, conduttrice di Sanremo 

Attrice, co-conduttrice di Sanremo, scrittrice, e donna più cercata su Google nel 2023: Chiara Francini racconta al pubblico di come anche lei sia stata vittima di una relazione tossica. 

Chiara Francini è indubbiamente la star nazionale del web; è l’attrice più ricercata su Google dagli italiani nel 2023 (a rivelarlo la classifica ufficiale di Google Trends) e co-conduttrice di Sanremo 2023, dove ci ha regalato un indimenticabile monologo sul tema della maternità. Non si può dire che nemmeno quest’anno la donna sia stata con le mani in mano: a giugno è uscito per Rizzoli il suo libro autobiografico, Forte e Chiara, e presto sarà protagonista con Nino Frassica del film firmato Leonardo Pieracconi Pare parecchio Parigi, in uscita a gennaio 2024. “Spero che chi mi ha trovata continui a cercarmi,” ha commentato la toscana con un sorriso. 

Sara Ventura: "Il corpo è una forma d'arte"

Il possesso non è amore, la storia tossica di Chiara Francini 

“La donna dell’anno potrebbe essere Elena Cecchettin, la sorella di Giulia Cecchettin,” ha detto in un’intervista al Corriere della Sera, descrivendola come una voce dignitosa e tragica che cerca di volgere il negativo impensabile in qualcosa di positivo (attraverso, per esempio, i suoi appelli per il riconoscimento dei problemi insiti alla cultura patriarcale). Anche la quarantatreenne – che spesso, tanto nei suoi libri quanto nei suoi pezzi di teatro, si è soffermata a parlare in chiave personale della condizione femminile, concentrandosi sulla difficoltà di conciliare le proprie ambizioni con il desiderio di maternità – in passato si è trovata coinvolta in una relazione tossica e possessiva. 

La ripercorre con queste parole: “Ho avuto un fidanzato che amava la mia vitalità ma allo stesso tempo la voleva possedere. Le mie amiche erano sbagliate, i miei amici dei disgraziati. Ho capito che dovevo lasciarlo quando mi accusò di aver fatto una cosa che non avevo fatto, e disse: Se confessi ti perdono. Mentire per essere perdonata? ...No.” 

"Non avendo storie di corna, forse le persone si sono interessate ai miei lavori", ha commentato scherzando l'attrice. 

Il compagno Frederick Lundqvist: un gentleman contemporaneo 

Oggi, invece, è insieme al suo partner svedese, Frederick, da ben diciotto anni: cuoco eccellente che sfama le voglie improvvise di lei, al punto che, in questi giorni che è via, l'attrice nemmeno si era accorta avesse chiuso il gas: ha perso l’abitudine a farsi il caffè, ci pensa sempre lui. Il fidanzato le ha perfino preparato un calendario dell’avvento personalizzato, con venticinque palline nascoste in altrettante finestrelle, e a dopo Natale ha pianificato di portarla nella sperduta campagna svedese per un po’ di relax. “Quello che sono lo devo soprattutto a lui: mi ha reso serena, libera. Mi ha sostenuta anche dicendo che non sarebbe potuto stare con una donna che non fosse ambiziosa”. 
L'attrice sta insieme al suo compagno svedese, Frederick Lundqvist, da più di diciotto anni. 

Lost in Translation: qualche incomprensione tra l’attrice e il fidanzato 

Già dagli albori della loro relazione qualche misunderstanding tra culture c’è stato: “Io l’iniziativa non l’ho mai presa in tutta la mia vita: sono insicura. Però la prima volta che ho visto Frederick l’ho trovato molto bello e gli ho detto che assomigliava a Cicciobello”. Una figura completamente sconosciuta allo svedese, che infatti le lanciò un’occhiataccia ma alla fine la invitò comunque ad uscire, riportandola a casa religiosamente alle 22; voleva dimostrare da subito che le sue intenzioni erano serie. Anche oggi, con suocero e cognata, c’è qualche difficoltà, che l’attrice racconta con la sua grande ironia: “Capisco poco la lingua, ma sono affascinata: per esempio per dire 'sì' fanno un verso 'ogh', che ogni volta mi viene un infarto e dico: oddio che ho fatto di male”. 

Il tema del suo monologo a Sanremo 2023 è stato la maternità mancata, un grande desiderio irrealizzato di Chiara. 

La maternità mancata: il monologo di Sanremo 

Ritorna anche sul monologo performato a Sanremo, incentrato sulla sua lacerazione interiore tra una maternità irrealizzata e la sua aspirazione professionale. Era consapevole, dice, che avrebbe raggiunto l’audience più estesa di Italia e pertanto non poteva lasciarsi sfuggire l’opportunità di portare sul palcoscenico sé stessa in tutta la sua autenticità. “Quel monologo ero e sono disposta a difenderlo fino alla morte, perché è quello che penso: non parlava solo di maternità ma soprattutto di essere donna, di questo devastante e proficuo senso di colpa che ci caratterizza”. 

Nascere donna e la felicità mutilata 

Anche nel suo libro Chiara aveva scritto, parlando di questo stesso rimorso colpevole che il genere femminile si porta con sé iscritto nel DNA e alimentato dalla società che ci circonda, ancor di più se, come lei, non ci si sposa mai e non si diventa mai mamma: “Sono destinata ad una felicità, per definizione, mutilata. Perché la parte più complessa per una donna è nascere tale. Bello e terrificante.