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"Pratiche commerciali scorrette" Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Chiara Ferragni: maxi multa da un milione di euro per pubblicità ingannevole sul pandoro solidale Balocco

Chiara Ferragni: maxi multa da un milione di euro per pubblicità ingannevole sul pandoro solidale Balocco
Il mondo dell'influencer marketing è stato scosso da una maxi multa da 1 milione di euro inflitta a Chiara Ferragni e alla società dolciaria Balocco: ecco cos'è successo.
di Redazione

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato le società coinvolte per una pratica commerciale scorretta legata alla pubblicità del "Pandoro Pink Christmas", griffato Chiara Ferragni. La vicenda ha suscitato scalpore, poiché coinvolge non solo una delle influencer più seguite al mondo, ma anche un marchio di dolci di fama internazionale. 

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Il contesto della multa a Chiara Ferragni e Balocco

La storia prende forma quando Balocco annuncia la creazione di una serie limitata di pandori griffati Chiara Ferragni, il cosiddetto "Pandoro Pink Christmas". L'intento dichiarato era quello di sostenere la ricerca sull'osteosarcoma e sul sarcoma di Ewing, destinando parte dei ricavi alla beneficenza a favore dell'Ospedale Regina Margherita di Torino. Tuttavia, l'Autorità ha rivelato che la donazione, di 50mila euro, era già stata effettuata dalla Balocco in precedenza, e le società riconducibili a Chiara Ferragni hanno incassato oltre 1 milione di euro senza destinare alcun contributo all'ospedale.

La sanzione da un milione dell'Antitrust

L'Antitrust ha inflitto una multa di 1 milione di euro alle società Fenice S.r.l. e TBS Crew S.r.l., gestite da Chiara Ferragni, e una sanzione di 420 mila euro a Balocco S.p.A. Industria Dolciaria. La decisione dell'Autorità è stata presa in seguito alle accuse di pratica commerciale scorretta. In particolare, le società sono state sanzionate per aver fatto credere ai consumatori che l'acquisto del pandoro "griffato" avrebbe contribuito a una donazione, inducendo così in errore i consumatori sensibili a cause benefiche.

Le condanne dell'autorità sulle pratiche "scorrette"

L'Autorità ha individuato diverse condotte scorrette nelle azioni di marketing delle società coinvolte. Prima di tutto, nel comunicato stampa di presentazione dell'iniziativa, è emerso che si è fatto intendere che l'acquisto del "Pandoro Pink Christmas" avrebbe contribuito a una donazione, mentre la cifra era già stata fissata da Balocco mesi prima. Inoltre, i cartigli apposti sui pandori griffati contenevano informazioni ingannevoli sulla destinazione del ricavato. Anche sui canali social di Chiara Ferragni è stata diffusa la falsa percezione che l'influencer stesse contribuendo direttamente alla donazione, nonostante le sue società avessero incassato la somma senza versare nulla all'ospedale.

Impatto sulla libertà di scelta dei consumatori

L'Antitrust ha evidenziato come il prezzo del pandoro "griffato" avesse contribuito a indurre in errore i consumatori, e nella nota scrive: "Le suddette società hanno fatto intendere ai consumatori che acquistando il pandoro “griffato” Ferragni avrebbero contribuito a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino. 

Il prodotto è stato proposto a un prezzo circa due volte e mezzo superiore rispetto al pandoro classico Balocco. Questa strategia di marketing ha limitato la libertà di scelta dei consumatori, sfruttando la loro sensibilità verso iniziative benefiche, in particolare quelle a favore dei bambini affetti da gravi malattie. In questo modo, le società coinvolte hanno violato il dovere di diligenza professionale e integrato una pratica commerciale scorretta.