"Non stavo bene, pesavo 100 kg, mi ero annientato per fare un disco": la foto e il racconto di Cesare Cremonini
Condividi su
Lo scatto postato dal cantante su Instagram risale al 2016, fu rubato dalla sua ragazza; Cesare Cremonini vi è ritratto seduto sul letto, con la chitarra in mano e la barba folta. A sorprendere tutti è la sua corporatura: all’epoca era arrivato a pesare 100 chili. Stavo iniziando a scrivere Nessuno vuole essere Robin, il singolo di punta del suo sesto album in studio, Possibili scenari. “Non stavo bene." Scrive nella descrizione della fotografia: "Pesavo 100 kg. Mi ero annientato per fare un disco. Una cosa stupida.”
"Non stavo bene": cosa era successo a Cesare Cremonini
L’uomo spiega lo stato emotivo in cui era sprofondato mentre era intento a scrivere la sua musica: “Avevo annientato i sentimenti nei confronti di chi mi circondava, perché ero entrato in una folle simbiosi con il resto del mondo. Non so come e perché ma ci ero cascato dentro, in totale connessione con le emozioni delle persone che non conoscevo. Dei ragazzi e delle ragazze che vedevo camminare per strada, dei cuori che non erano il mio ma che amavo lo stesso perché pulsavano dentro alla mia città, delle notizie che ascoltavo in televisione e di chi le annunciava, delle foto che guardavo sui social.”
L’ispirazione per Nessuno vuole essere Robin
Una specie di trance ispirata che lo ha costretto a sprofondare sempre più lontano dalla realtà: “Ho capito più tardi che era un peso che alla lunga mi poteva distruggere. Ma una notte mi sono seduto sul letto con la chitarra e… come mai sono venuto stasera? Bella domanda…” Conclude, citando i primi versi della canzone più conosciuta e rappresentantiva dell’album, che infatti è pervasa da un profondo senso di alienazione e solitudine. Di fatto, il testo racconta proprio di quanto “in questo mondo di eroi nessuno voglia essere Robin”, cioè la spalla, il sostegno eternamente in secondo piano, sempre di aiuto agli altri e mai protagonista per sé stesso.
100 chili e un cuor di leone
Nonostante nel suo discorso non siano citati disturbi alimentari, l’atto di condivisione compiuto da Cesare, il quale ha scelto di esporre al mondo un momento di grande fragilità, è da considerare un atto di coraggio degno di nota, soprattutto considerando che nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento (così come nella realtà) la fatphobia – il disprezzo, la paura e la discriminazione di origine culturale espressa nei confronti delle persone grasse – è un problema endemico e terribilmente attuale. Diverse star, negli ultimi anni, hanno fatto sentire la loro voce a riguardo: si pensi all’autobiografia A Better Me di Gary Barlow, che affronta con una limpidezza senza filtri la storia di come l'ex cantante della boy-band britannica Take That, in seguito alla rottura del gruppo e alla guerra mediatica contro Robbie Williams, si trovò a soffrire di una grave forma di bulimia, che lo ha portò, allo stesso modo, a superare la soglia dei cento chili. L’unico modo, forse, di riguadagnare una voce su un passato su cui, in ogni caso, tutti gli intervistatori, anche a distanza di anni, non fanno che battere il chiodo, alimentando la curiosità morbosa della propria audience.
I fan di Cesare Cremonini all’appello
Fortunatamente, i commenti dei fan di Cremonini sono ben lontani dall’essere critiche crudeli e superficiali: anzi, sono colmi di gratitudine. In un momento di sofferenza, Cesare ha realizzato qualcosa di bello ed artistico, una canzone, in grado di far breccia nel cuore degli altri e parlargli, aiutandoli a superare ed esorcizzare gli stessi demoni con cui lui stava combattendo: “Succede alle persone molto, forse troppo, sensibili. In parte ti capisco,” e “Sei entrato in empatia con il mondo (purtroppo a tuo discapito), ma sappi che con una sola canzone hai aiutato in parte me (e credo molti altri) ad esorcizzare il dolore di quegli anni, attraversandolo fino a non sentirlo più” sono alcune delle frasi che troviamo scritte al di sotto della fotografia. Non c’è niente di più bello che ricordarsi della propria capacità di ispirare gli altri anche nei momenti più neri e difficili della vita.
Condividi su