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La cavallerizza Caroline March sceglie il suicidio assistito dopo essere rimasta paralizzata: "Non è la vita che voglio"

Caroline March ha scelto il suicidio assistito, rimasta paralizzata dopo una caduta da cavallo 

La cavallerizza è rimasta paralizzata dopo una brutta caduta da cavallo; la notizia comunicata con una lettera postuma.

Un grave incidente a cavallo nel 2022 aveva messo la parola fine alla carriera di Caroline March, che aveva fatto dell'equitazione e dei cavalli la sua intera vita. Una caduta a seguito della quale ha perso i sensi, una lesione al midollo spinale e la perdita dell'uso delle gambe: a due anni dall'incidente, la cavallerizza ha scelto il suicidio assistito e in una lunga lettera ha spiegato perché.

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Chi è Caroline March

31enne originaria del Regno Unito, Caroline March in poco tempo è diventata una stella dell'equitazione a livello mondiale. Le sue imprese a cavallo l'hanno portata a vincere diverse gare e competizioni anche internazionali, oltre a farla diventare una vera e propria addestratrice. La sua passione non l'ha mai tradita, salvo quel 16 aprile 2022 che ha cambiato la sua vita e l'ha portata, sabato 23 marzo, a optare per il suicidio assistito.

Caroline March: la caduta da cavallo

La caduta da cavallo di Caroline March è avvenuta il 16 aprile 2022 durante una gara nel Norfolk. La cavallerizza ha perso il controllo dell'animale mentre saltava un ostacolo e dopo essere caduta ha perso i sensi: trasportata d'urgenza in ospedale, ha riscontrato la frattura di due vertebre e una lesione del midollo spinale che l'hanno portata a una condizione di paraplegia, paralizzata dalla vita in giù. Si sono susseguiti mesi e anni di terapia, che tuttavia non le hanno permesso di riprendere in mano la sua vita.

Caroline March dopo la caduta da cavallo

Nonostante i primi mesi di fisioterapia, che sembrava dare risultati incoraggianti e portava Caroline March a scrivere sui social "Sto facendo progressi", la cavallerizza non ha mai ripreso l'uso delle gambe. Poco tempo dopo, infatti, i suoi messaggi social si sono fatti sempre più cupi e demoralizzati: "Non mentirò, sono in difficoltà, sono davvero in difficoltà. Sono distrutta, questa non sono io. Andare a cavallo per sollevarmi, fare esercizi per schiarirmi le idee, andare a passeggio coi miei cagnolini: tutto questo mi è stato completamente tolto. Questo non è un grido d'aiuto, beh non credo che lo sia. Sto solo mettendo le mie carte in tavola. È estenuante essere forti, avere una faccia coraggiosa e dire che sono OK. Non lo sono, sono tutt'altro che OK. Sto davvero a pezzi, fisicamente, mentalmente ed emotivamente".

Caroline March ha scelto il suicidio assistito

La condizione decretata dalla caduta da cavallo ha portato Caroline March a scegliere di andarsene con il suicidio assistito all'età 31 anni. La cavallerizza è morta lo scorso sabato 23 marzo all'estero, negli Stati Uniti, in quanto nel Regno Unito l'eutanasia è al momento illegale. La notizia è stata diramata il giorno seguente, quando sul suo profilo è comparsa una lunga lettera scritta prima di morire e pubblicata postuma in cui spiega le ragioni della sua scelta e manda un saluto ad amici, famigliari e fan.

La lettera d'addio di Caroline March

Nella lunga lettera pubblicata postuma dopo essersene andata con il suicidio assistito, Caroline March ha motivato la sua scelta, spiegando che era arrivata al punto di non riuscire più ad andare avanti con una "nuova" vita che non sentiva sua: "Non mentirò, non avrei mai immaginato che potesse realizzarsi, ma eccoci qui. Nessuno può veramente capire quello che devo passare. Ci sono molti nuovi trattamenti per la lesione del midollo spinale e gli sviluppi sono entusiasmanti. Per il bene di chiunque altro, spero che continui così, quindi il mio futuro previsto non è lo stesso per tutti. Presto una schiena rotta potrà essere trattata come un braccio rotto.

"Personalmente ritengo, a torto o a ragione, che non si possa trovare una cura per una lesione midollare. Il mio massimo rispetto per chiunque non solo si sia costruito una vita dopo un infortunio, ma ha anche prosperato. Mi tolgo il cappello davanti a voi, siete davvero una fonte di ispirazione, ma non sono io. Non è un'esistenza che voglio. Ho sentito così tanto amore da così tante persone negli ultimi anni, vorrei solo che l'amore potesse aggiustare la mia condizione o addirittura renderla sopportabile, ma non può"