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Publishing hit: è arrivato il momento di parlare di quel calendario romano con i preti sexy

Publishing hit: è arrivato il momento di parlare di quel calendario romano con i preti sexy
(getty)
Un certo tipo di immaginario erotico trova il suo feticcio perfetto tra le edicole e i negozi di souvenir di Roma e Città del Vaticano: è il calendario dei preti sexy, un progetto a metà tra sacro e profanissimo che vende ogni anno, da vent'anni, milioni di copie
di Eugenia Nicolosi

Come quasi tutti i temi legati al sesso e all'erotismo, anche la cotta per un prete è al centro di un episodio della serie Sex and the City: "Padre, convertimi" urla Samantha Jones a un certo punto. Ma chiaramente non se ne fa nulla. Comunque, è più o meno il sentimento che si risveglia in chi subisce un genere preciso di fascinazione erotica, sull'onda lunga di Uccelli di Rovo, non appena si intercetta il calendario dei sexy preti. 

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Appeso all'esterno di ogni edicola o negozio di souvenir di Roma e in vendita su molti, molti siti web e soprattutto in circolazione ormai da quasi vent'anni, più che un vero reportage sui volti di giovani preti sembra uno shooting di modelli. E in effetti la storia che c'è dietro è abbastanza singolare.

Si chiama, in teoria, "Calendario Romano": ma è comunemente conosciuto dai turisti e dalle turiste come il calendario dei preti sexy, è stato lanciato vent'anni fa o quasi, nel 2003. Ma nel corso degli anni ha acquisito popolarità fino a diventare cult - alla fine pare sia un souvenir imperdibile che si trascina dietro un unico grande mistero: chi sono questi preti, dove sono e soprattutto: sono davvero preti? No: sono modelli o giovani, bellissimi, fotogratati in giro per le strade di Roma. In copertina, per esempio, con tanto di tonaca da gesuita, c'è un ragazzo che si chiama Giovanni, è palermitano e di lavoro fa l'assistente di volo: è amico di alcuni amici (carissimi) di chi sta scrivendo, non è mai stato prete e nel momento dello scatto aveva 17 anni. Si: i ragazzi nelle fotografie oggi hanno almeno quarant'anni. No: non ricevono nessun tipo di compenso né royalties sulle vendite del calendario che intanto, anno dopo anno, è diventato un publishing hit.

non sono tutti veri preti, ovviamente

L'equivoco sull'identità dei dodici volti immortalati è stato creato con grande maestria: su quelle pagine in formato A4, i ritratti in bianco e nero sono quelli di giovani e bellissimi ragazzi con il colletto bianco o con un cappello clericale a testa larga o che appaiono immersi in attività legate alla religione: processioni, lettura di testi sacri, contemplazione. Stando a un vecchio editoriale del magazine statunitense The Local, il fotografo veneziano che ha lavorato al calendario, Piero Pazzi, dichiara di aver fotografato i ragazzi a Roma durante una Settimana Santa. "Li incontro per strada a Roma e chiedo loro di poterli fotografare", aveva raccontato ai colleghi d'oltreoceano aggiungendo che gli era capitato di fare lo stesso lavoro anche a Siviglia, dove ha immortalato alcuni religiosi durante le processioni della Settimana Santa spagnola. Il calendario avrebbe, secondo Pazzi, uno scopo informativo. "Gli uomini sono belli ma è semplicemente un prodotto, un modo per informare meglio i turisti sul Vaticano".

Il che non è del tutto falso: le ultime pagine del calendario contengono informazioni sulla storia della Chiesa Cattolica, lo storico dei pontefici e gli orari di apertura dei musei Vaticani, per esempio. Anche sul sito ufficiale del Calendario Romano si leggono cenni storici sullo Stato Vaticano oltre che la dichiarazione di intenti del progetto: fornire informazioni e curiosità su Roma e sul Vaticano "a turisti/e che diversamente non avrebbero come intercettarle".

Nonostante ciò, il calendario non è ufficialmente legato alla Chiesa Cattolica e il Vaticano ci ha tenuto a disconoscere il progetto dicendo - sin da subito - che è l’iniziativa "di un privato”. Cioè Piero Pazzi. E, secondo quanto si legge alla fine del calendario stesso, devolverebbe i profitti delle vendite a un’associazione benefica internazionale chiamata Snap (Survivor Network of those Abused by Priests), che sostiene a vario titolo le vittime di abusi da parte di autorità religiose.

Insomma che storia c'è dietro il calendario dei preti sexy

Intervistato nel 2024 da alcuni quotidiani il fotografo Piero Pazzi ha dichiarato di vendere migliaia e migliaia di copie di quello stesso calendario ogni anno. I ragazzi - ormai uomini - non erano tutti dei veri preti, ma solo alcuni. Si trattava in molti casi di giovani avvenenti, nemmeno dei veri modelli professionisti, che Pazzi ha incrociato per la strada e che ha conosciuto addirittura anche dopo averli immortalati, sia a Roma che a Siviglia, durante le processioni della Settimana Santa.

Ma l'identità dei giovani è del tutto irrilevante secondo l'ideatore del fortunatissimo progetto che ha ricordato a tutti e tutte di quando, secoli fa, i grandi pittori e decoratori dipingevano i volti di personaggi sacri ispirandosi a persone comuni. La scelta di fotografare giovani e affascinanti ragazzi mediterranei è presto giustificata: la gioventù "vende" perché evoca il futuro. E non solo quello, evidentemente.