Un esercito di uomini in pelle e motocicletta in protezione di bambine e bambini: i (favolosi) B.A.C.A italiani
Condividi su
L'acronimo è B.A.C.A. "Bikers against child abuse": motociclisti contro gli abusi sui minori, nato nel cuore degli Stati Uniti nel 1995, nello Stato dello Utah, è un movimento di solidarietà che ha macinato chilometri fino all’Europa portando anche in Italia una missione insolita, commovente, potente. I Motociclisti contro l’abuso sui bambini e sulle bambine, si sono formalmente istituiti qui in Italia nel 2010 come Organizzazione di Volontariato (ODV), con sede legale nella provincia di Cremona.
i motociclisti dal volto rude che proteggono piccole e piccoli
La sua ragion d'essere si fonda su un principio semplice ma fortissimo: creare un ambiente sicuro per i bambini e bambine vittime di abuso, affinché non vivano più nella paura del mondo in cui crescono. Un’intenzione incarnata fisicamente - e splendidamente simbolica - nella presenza costante, protettiva e rassicurante di bikers dal volto rude pronti a essere quell’ostacolo tra il bambino, la bambina, e la minaccia di nuovi abusi.
Le sezioni italiane sono diffuse su gran parte del territorio (da Aosta a Reggio Calabria, passando per Brescia, Verona, Imperia), operano in sinergia con le istituzioni locali, dalle Questure ai Servizi Sociali, offrendo un sostegno alternativo ma complementare a quello già previsto nei protocolli.
Cosa fanno: promuovono esempi tangibili di empatia attiva con visite programmate, eventi ludici, gite in moto, presentazioni pubbliche, conferenze tematiche e momenti di affetto concreto. Il gesto simbolico della patch e del gilet consegnati al bambino simboleggia l’ingresso in una “famiglia” alternativa, fatta di lealtà, onore, protezione e fiducia. Una famiglia di motociclisti che “sanno farsi piccoli” per giocare, ma forti abbastanza da proteggere, come si legge sul sito italiano dei B.A.C.A.
il tema degli abusi sui minori: un quadro inquietante e tutto italiano
Secondo l’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia redatto da Cesvi, circa il 50 per cento dei bambini assistono a violenza in famiglia, mentre il 10 per cento la subiscono direttamente. Il quadro territoriale è comunque disomogeneo: le regioni del Sud (Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Basilicata, Abruzzo e Marche) risultano in condizioni di “alta crisi” per vulnerabilità e scarsa risposta dei servizi e al contrario, regioni come Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Veneto, Liguria, Toscana e Umbria si collocano tra le più “virtuose”.
L’indagine nazionale del Garante dell’Infanzia (2018) documenta che 47,7 minori ogni milla sono seguiti dai servizi sociali (circa 401.766 bambini), e di questi oltre 91mila (1 ogni 5) risultano vittime di maltrattamento. Tra le forme rilevate: grave trascuratezza (47,1%), violenza assistita (19%), maltrattamento psicologico (13,7%) e violenza fisica (8,4%).
I dati Istat e gli studi collegati agli abusi sui minori stimano una prevalenza del 10,6 per cento delle donne che hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni, con 0,8 per cento casi di abusi gravi (come lo stupro). Tra i minorenni sottoposti a maltrattamento affrontato dai servizi, il 4,2 per cento ha subito abusi sessuali, valore in lieve calo rispetto al 6,1% rilevato nel 2013.
Infine, secondo ECPAT Italia (2021–2022), su 2 285 reati denunciati contro i minori, 681 erano violenze sessuali, 624 adescamento, 589 violenze sessuali aggravate e 391 atti sessuali con minori. Allarmante è la diffusione del fenomeno nell'ambiente familiare: circa il 40 per cento dei casi coinvolge abusatori appartenenti alla cerchia di fiducia, spesso i genitori. Le stime mondiali parlano di milioni di bambini vittime di violenza ogni anno, in ogni contesto, anche quelli che dovrebbero essere più protetti come casa o scuola.
B.A.C.A. International Italy si pone in questo scenario come una forza eterogenea, dal volto inatteso, ma da sempre pronta a tutelare i più deboli. In un mondo dove i numeri raccontano tragedie diffuse, l’azione concreta di quei bikers rappresenta un baluardo di protezione, un segno visibile e pulsante che ribadisce: ogni bambino, ogni bambina merita di vivere senza paura.
Condividi su