La verità sullo studio che ha rilevato metalli pesanti come piombo e arsenico negli assorbenti interni
Gli assorbenti sono utilizzati dall'80% delle donne che hanno le mestruazioni. Un numero molto alto, se si considera la diffusione, sempre più a macchia d'olio, di prodotti mestruali sostitutivi (coppetta e mutande assorbenti soprattutto). Una recente indagine, la prima sulla questione, ha rilevato che in alcuni assorbenti interni potrebbero esserci tracce di metalli pesanti, tra cui arsenico e piombo. Niente paura, perché lo studio non ha dimostrato negatività e/o pericoli per la salute.
A fare uscire la notizia è uno studio portato avanti da alcuni ricercatori della University of California di Berkeley. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Environment International e non vuole assolutamente lanciare allarmismi: ma che cosa è emerso?
"In un mondo ideale gli assorbenti verrebbero forniti come la carta igienica": Lisa Iannello parla di salute mestruale
Che cosa c'è dentro gli assorbenti interni? Uno studio parla della presenza di possibili metalli pesanti
La ricerca portata avanti dall'Università è partita da una valutazione ben precisa. Dopo avere preso un campione di 30 assorbenti interni di 14 brand differenti venduti sia negli Stati Uniti, sia in Europa, i ricercatori hanno valutato i livelli di 16 metalli presenti al loro interno. I metalli oggetti dell'indagine erano: arsenico, bario, calcio, cadmio, cobalto, cromo, rame, ferro, manganese, mercurio, nichel, piombo, selenio, stronzio, vanadio e zinco. Da questa base di partenza si è poi sviluppato tutto il resto, con tanto di variabili e concentrazioni differenti.
Che cosa ha dimostrato la ricerca sugli assorbenti interni?
Piombo e arsenico i principali metalli, ma variano in base a specifici fattori
Analizzando i dati, i ricercatori si sono subito accorti che le concentrazioni dei metalli dipendevano sia dal luogo di acquisto dei prodotti mestruali, sia dalla tipologia e infine anche dalla marca. A prescindere da questo, un elemento è sempre rimasto costante: i metalli erano presenti in tutti i tipi di assorbenti. Il piombo è risultato in quantità maggiori negli assorbenti interni non organici, mentre l'arsenico in quelli organici. "Non c'era uno specifico che abbiamo testato che sembrava avere una concentrazione inferiore di tutti i metalli", ha spiegato A. Shearston, l'autrice principale della ricerca.
Ma perché proprio gli assorbenti interni? La parola ai ricercatori
Forse vi starete chiedendo il perché dell'indagine solo sugli assorbenti interni, ma la risposta ce la forniscono direttamente i protagonisti coinvolti nello studio. A quanto pare la letteratura scientifica non si è quasi mai soffermata sulla composizione dei tamponi interni, motivo per il quale è nata la necessità di farlo il prima possibile. "Per quanto ne sappiamo, questo è il primo documento che misura i metalli negli assorbenti interni", ha dichiarato l'autrice dello studio, sottolineando l'importanza di compierlo per andare a fondo della questione.
Che cosa comporta la presenza di metalli pesanti negli assorbenti interni? I rischi
Il fatto che in letteratura non ci fossero abbastanza studi a riguardo ha chiaramente fatto suonare il campanello della curiosità nei ricercatori. Una situazione piuttosto insolita, hanno dichiarato, dato che, pensandoci bene, la pelle della vagina "ha una capacità di assorbimento chimico più alta rispetto alla pelle di altre parti del corpo", quindi viene da sé che gli assorbenti interni, toccando direttamente le pareti della vagina, potrebbero diventare una potenziale fonte di esposizione a questi metalli.
"Abbiamo trovato concentrazione di tutti i metalli che abbiamo analizzato"
L'esperta ha parlato chiaramente dei rischi legati all'esposizione a metalli pesanti, ma come vedremo non ha voluto lanciare alcun tipo di allarme in merito all'uso di tamponi e alle possibili conseguenze. "Abbiamo trovato concentrazioni di tutti i metalli che abbiamo analizzato, inclusi metalli tossici come l’arsenico e il piombo", ha esordito. Gli autori dello studio ricordano che sì, l'esposizione ai metalli aumenta il rischio di demenza, di infertilità, di diabete e di cancro, oltre a dare eventuali problemi ai reni, al fegato, al cervello e a tutto l'apparato cardiovascolare, endocrino e nervoso. "Sebbene i metalli tossici siano onnipresenti e siamo esposti a bassi livelli in qualsiasi momento, il nostro studio mostra chiaramente che i metalli sono presenti anche nei prodotti mestruali e che le donne potrebbero essere maggiormente a rischio di esposizione utilizzando questi prodotti", ha dichiarato Kathrin Schilling, co-autrice della ricerca.
Niente panico: i metalli negli assorbenti non rappresentano un danno per la salute, mancano le prove evidenti...e i numeri
La verità sullo studio: pochi campioni, poche percentuali di metalli, nessuna prova scientifica
Sebbene gli oggettivi rischi dell'esposizione ai metalli ci sia e debba essere esposta, i ricercatori ci tengono a rassicurare tutte le donne che fanno uso di tamponi interni: "Secondo questo studio, la quantità media di piombo trovata negli assorbenti interni è in realtà molto piccola e molto inferiore a quella considerata preoccupante per il nostro cibo o nell'acqua", ha affermato Jennifer Lincoln, esperta in materia. Finora lo studio ha solamente testato la presenza dei metalli all'interno, non se questi possano fuoriuscire o meno dai tamponi: sarà proprio questo il prossimo step, necessario e, aggiungiamo, doveroso.
"Le persone non devono farsi prendere dal panico"
È importante che in questa situazione non si semini panico, perché non ce n'è assolutamente bisogno. "Non abbiamo stabilito se questi prodotti siano pericolosi o causino malattie. Non penso che sia così. Penso che questi livelli di metalli pesanti siano molto bassi", ha detto Mitchell Kramer, di professione ginecologo. Lo studio (che resta, appunto, uno studio) ha confermato la presenza di piombo e arsenico negli assorbenti interni, ma nessuno ha dichiarato che questi siano pericolosi per la salute delle donne (a volte sono le aziende stesse a inserirli per questioni di igiene, funzionalità, sicurezza e benessere generico della persona), quindi limitiamoci a prendere atto di questo senza trarre conclusioni allarmistiche.
Le donne, il ciclo mestruale, i prodotti dedicati: la period poverty continua
Sapete che ogni mese nel mondo circa 500 milioni di persone non hanno accesso a prodotti e servizi mestruali? Nonostante di passi avanti ne siano stati fatti, la questione legata all'igiene mestruale continua a essere al centro di molti dibattiti, spesso portati avanti dalle donne, anche grazie alla grande sensibilizzazione che si sta facendo ultimamente sui social. Attualmente in Italia l'Iva sugli assorbenti è tornata al 10%, stessa percentuale della Slovenia: la tampon tax is back e colpisce tutti i prodotti mestruali, dicendo addio, almeno per ora, alla possibilità di abbassare l'Iva al 5%.
Abbattere la period poverty in modo che ogni donna possa accedere alla vita di tutti i giorni
Senza i prodotti mestruali le donne non possono vivere. Le mestruazioni possono davvero rappresentare un limite, soprattutto quando implicano un allontanamento dalla vita quotidiana, dal lavoro, dalla scuola, dall'integrazione più semplice. Ancora oggi il ciclo è tabù: manca la giusta educazione, mancano le informazioni, mancano soprattutto i servizi e i progetti che rendano un processo fisiologico, appunto, naturale. Ogni donna dovrebbe avere il diritto di vivere le mestruazioni senza vergogna, ma dovrebbe anche avere l'accesso ai servizi e ai prodotti in modo del tutto spontaneo, senza limite (economico soprattutto) alcuno.
La strada pare essere ancora molto lunga, ma la resa non è affatto contemplata.