Assegno Unico marzo: nuovi importi, quando arriva e perché aggiornare l'ISEE
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L’Assegno Unico di marzo porta con sé alcune novità importanti per le famiglie con figli. Con l’aggiornamento annuale legato all’inflazione cambiano infatti gli importi e le soglie ISEE, che determinano quanto spetta ogni mese. In alcuni casi il pagamento sarà più alto grazie agli adeguamenti e agli arretrati, mentre chi non ha aggiornato l’ISEE entro la scadenza rischia di ricevere soltanto la quota minima. Ecco cosa sapere sugli importi dell’assegno unico di marzo, sulle tabelle aggiornate e sui nuovi calcoli applicati dall’INPS.
Assegno Unico marzo 2026: quando arriva il pagamento
Il pagamento dell’assegno unico di marzo 2026 è atteso tra il 19 e il 20 del mese, per le famiglie che già percepiscono il beneficio senza variazioni nella domanda. La grande novità è che, in questa mensilità, l’INPS applica anche gli aggiornamenti annuali legati all’inflazione.
Per il 2026 gli importi sono stati infatti rivalutati dell’1,4% sulla base dei dati Istat; l’adeguamento riguarda sia le somme base riconosciute per ogni figlio sia le soglie ISEE e le varie maggiorazioni previste per specifiche situazioni familiari.
Gli importi aggiornati dell'Assegno Unico
Con la rivalutazione entrata in vigore nel 2026, l’importo massimo dell’assegno unico può arrivare fino a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne nelle famiglie con ISEE fino a 17.468,51 euro. All’estremo opposto, per chi non presenta l’ISEE aggiornato o supera determinate soglie di reddito, il beneficio scende all’importo minimo previsto, pari a 58,30 euro mensili per figlio.
La differenza tra importo massimo e minimo può quindi superare i 145 euro al mese per ciascun figlio, quindi per le famiglie con due figli, non aggiornare l’ISEE può tradursi in una riduzione significativa dell’assegno complessivo.
ISEE non aggiornato: cosa succede all’importo dell'Assegno Unico?
L’Assegno Unico continua a essere erogato anche senza la presentazione della nuova DSU, ma in questo caso viene pagato automaticamente con l’importo minimo stabilito dalla normativa; di conseguenza non vengono applicati né gli importi più alti legati alle fasce ISEE più basse né l’aumento derivante dalla rivalutazione annuale. L’aggiornamento dell’indicatore diventa quindi fondamentale per ricevere la cifra corretta.
Assegno Unico: gli arretrati della rivalutazione
Nel pagamento di marzo possono essere inclusi anche gli arretrati legati alla rivalutazione degli importi. L’INPS provvede infatti a riconoscere le differenze spettanti a partire dall’inizio dell’anno dopo l’adeguamento all’inflazione. Chi ha un ISEE aggiornato riceverà, quindi, la somma ricalcolata, comprensiva degli eventuali importi non ancora corrisposti nei mesi precedenti.
Arretrati Assegno Unico: la scadenza del 30 giugno
Esiste però una data limite da tenere presente: le famiglie che presentano la DSU entro il 30 giugno 2026 possono ottenere il ricalcolo dell’assegno unico e ricevere anche gli arretrati spettanti a partire da marzo. In pratica, anche se l’ISEE arriva con qualche mese di ritardo, l’INPS ricalcola l’importo dovuto e paga la differenza maturata. Se invece la DSU viene presentata dopo il 30 giugno, il ricalcolo non riguarda più le mensilità già pagate e, in questo caso, si perde definitivamente il diritto agli arretrati e alle somme non percepite nei mesi precedenti.
Perché l’ISEE 2026 è indispensabile?
L’ISEE ha validità annuale e scade automaticamente il 31 dicembre di ogni anno; quindi, dal 1° gennaio 2026 l’attestazione ISEE del 2025 non è quindi più utilizzabile per accedere alle prestazioni collegate al reddito. Il rinnovo è necessario non solo per l’assegno unico ma anche per numerosi altri aiuti e agevolazioni destinati alle famiglie, poiché senza l’indicatore aggiornato molti bonus rischiano di essere ridotti o sospesi.
Come presentare la DSU?
Per ottenere l’ISEE 2026 bisogna compilare e presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), il documento che raccoglie le informazioni su redditi, patrimoni e composizione del nucleo familiare.
La dichiarazione può essere inviata direttamente online attraverso il portale dell’INPS oppure tramite CAF, patronati e professionisti abilitati. Negli ultimi anni è stato introdotto anche l’ISEE precompilato, che utilizza dati già disponibili presso l’Agenzia delle Entrate e l’INPS e richiede solo la verifica o l’integrazione delle informazioni mancanti.
Le principali maggiorazioni dell’assegno unico
Oltre all’importo base, l’assegno unico prevede diverse maggiorazioni che aumentano la cifra riconosciuta alle famiglie in presenza di determinate condizioni L’assegno cresce, ad esempio, per i figli più piccoli, con un incremento significativo per i bambini sotto un anno e per quelli tra uno e tre anni nelle famiglie numerose con ISEE basso. È prevista, inoltre, una quota aggiuntiva forfettaria per i nuclei con almeno quattro figli. Altre maggiorazioni riguardano situazioni particolari come la presenza di figli con disabilità, le madri con meno di 21 anni e le famiglie in cui entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro.
Le novità ISEE 2026 che possono aumentare i bonus
La legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune modifiche che potrebbero rendere il calcolo dell’ISEE più favorevole per molte famiglie: tra le principali novità c’è l’aumento della franchigia sulla prima casa, che passa da 52.500 a 91.500 euro. Nei capoluoghi delle città metropolitane la franchigia può arrivare fino a 120.000 euro.
È stata inoltre incrementata la franchigia di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo, e aggiornata la scala di equivalenza utilizzata nel calcolo dell’indicatore. Questo meccanismo riduce l’ISEE per le famiglie con più figli, aumentando così le possibilità di accedere a importi più alti dell’assegno unico e ad altre agevolazioni.
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