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Manuale di sopravvivenza Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Assegno Unico, se entro il 30 giugno non fai questo perdi tutti gli arretrati

Assegno Unico giugno: perché presentare l'ISEE entro il 30 giugno 2026?
Assegno Unico giugno: perché presentare l'ISEE entro il 30 giugno 2026?  (getty images)

Migliaia di famiglie stanno ricevendo l’importo minimo dell’Assegno Unico, senza sapere che possono ottenere una cifra più alta. Per recuperare gli arretrati maturati da marzo è necessario aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno.

di Marcella La Cioppa

Il conto alla rovescia è iniziato, e per molte famiglie il rischio è quello di perdere una parte importante dell’Assegno Unico. Chi non ha ancora presentato l’ISEE aggiornato per il 2026 sta infatti ricevendo l’importo minimo previsto dalla normativa. La buona notizia è che c’è ancora tempo per recuperare gli arretrati maturati da marzo, ma la finestra utile si chiude il prossimo 30 giugno. Dopo questa data l’INPS continuerà a riconoscere l’assegno sulla base dell’importo minimo, e gli arretrati non saranno più recuperabili, con una perdita economica che in alcuni casi può superare diverse centinaia di euro.

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Assegno Unico giugno, attenzione alla scadenza: senza ISEE rischi di perdere gli arretrati

Per molte famiglie si avvicina una data da segnare in rosso sul calendario. Entro il 30 giugno 2026, infatti, è necessario aggiornare l’ISEE per ottenere l’importo corretto dell’Assegno Unico e recuperare le somme non percepite nei mesi precedenti. Chi non provvede in tempo continuerà a ricevere soltanto l’importo minimo previsto e potrebbe perdere definitivamente gli arretrati maturati da marzo.

Perché l’ISEE è fondamentale per l’Assegno Unico

L’Assegno Unico non ha un importo uguale per tutti, perché la cifra riconosciuta alle famiglie varia in base a diversi elementi, tra cui il valore dell’ISEE, che fotografa la situazione economica del nucleo familiare. In generale, più basso è l’indicatore economico e più elevato sarà l’importo dell’assegno, al contrario, all’aumentare dell’ISEE l’importo si riduce progressivamente. Per questo motivo il documento deve essere aggiornato ogni anno.

Cosa succede senza ISEE aggiornato

Quando manca un’attestazione valida, l’INPS non può calcolare l’importo personalizzato spettante alla famiglia. In questi casi viene applicato automaticamente l’importo minimo previsto dalla normativa. Anche se il diritto alla prestazione non viene meno, il pagamento risulta notevolmente inferiore rispetto a quello che potrebbe spettare in base alla reale situazione economica.

Assegno Unico giugno: la scadenza del 30 giugno è decisiva

La prima data utile per aggiornare l’ISEE è tradizionalmente il 28 febbraio. Chi non presenta la nuova DSU entro quel termine non perde l’Assegno Unico, ma dal mese successivo riceve soltanto la quota minima. Esiste però una seconda e ultima possibilità per regolarizzare la propria posizione: il 30 giugno 2026, e chi aggiorna l’ISEE entro questa data può beneficiare di diversi vantaggi come:

  • ricalcolo dell’Assegno Unico sulla base della situazione economica effettiva;
  • pagamento dell’importo corretto nei mesi successivi;
  • recupero degli arretrati maturati da marzo;
  • conguaglio delle somme non percepite nei mesi precedenti.

Per molte famiglie si tratta di importi che possono raggiungere diverse centinaia di euro.

Assegno Unico giugno: dopo il 30 giugno gli arretrati vanno persi

La scadenza non è soltanto formale, perché una volta superato il termine, il diritto agli arretrati decade. E cosa accade dal 1° luglio? Chi presenterà l’ISEE dopo il 30 giugno continuerà a ricevere l’Assegno Unico, ma l’adeguamento scatterà soltanto dal mese di presentazione della nuova attestazione, ma le somme non corrisposte nei mesi precedenti non verranno più recuperate. Questo significa che molte famiglie potrebbero rinunciare involontariamente a importi significativi, in alcuni casi superiori a 500 euro.

Come aggiornare l’ISEE prima della scadenza?

Per ottenere il nuovo indicatore economico è necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), il documento che contiene dati reddituali, patrimoniali e informazioni sul nucleo familiare. Per farlo, la soluzione più utilizzata consiste nel rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato, e in questo caso sarà sufficiente consegnare la documentazione richiesta e l’operatore provvederà all’invio della pratica. In alternativa è possibile procedere autonomamente attraverso i servizi telematici dell’INPS, accedendo con SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Una volta completata la DSU, l’Istituto elaborerà l’attestazione e aggiornerà automaticamente l’importo dell’Assegno Unico senza necessità di presentare ulteriori domande.

Quindi, per chi non ha ancora aggiornato l’ISEE, il 30 giugno rappresenta l’ultima occasione per ottenere il ricalcolo dell’Assegno Unico e recuperare tutte le somme maturate da marzo 2026. Lasciare trascorrere questa data significa continuare a percepire l’importo minimo e rinunciare definitivamente agli arretrati spettanti.