Assegno Unico Universale 2026: ampliata la platea beneficiari. Ecco cosa cambia per le famiglie
Novità per l’Assegno Unico Universale, perché più famiglie potranno accedere al contributo economico, in quanto cambiano requisiti e platea dei beneficiari.
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Nel 2026 l’Assegno Unico Universale si amplia, e arriva a coinvolgere una platea più vasta di beneficiari. Le nuove disposizioni puntano, infatti, a rafforzare il sostegno economico alle famiglie, estendendo l’accesso al contributo e aggiornando i criteri di inclusione. Un intervento che mira a rendere la misura ancora più equa e capillare, in linea con le esigenze sociali ed economiche attuali.
Assegno Unico Universale 2026: platea ampliata anche ai lavoratori UE
L’assegno unico universale si prepara a un importante ampliamento della platea dei beneficiari, includendo anche i lavoratori provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea che svolgono attività lavorativa in Italia senza essere residenti. Si tratta di una novità rilevante, che punta a rendere la misura più inclusiva e coerente con il contesto europeo.
In base alle nuove disposizioni, quindi, potranno accedere al contributo anche quei lavoratori che, pur operando in Italia, hanno figli fiscalmente a carico residenti in un altro Stato membro. Questo significa che, ad esempio, un cittadino residente in Francia o in Romania, ma occupato nel nostro Paese, potrà beneficiare dell’assegno unico anche se la propria famiglia vive all’estero.
Assegno Unico Universale 2026: modifiche alla normativa del 2021
Revisione dei requisiti di accesso
L’ampliamento della misura arriva attraverso un emendamento al decreto Pnrr, destinato ad avviare il proprio iter parlamentare nei prossimi giorni alla Camera. Il testo interviene direttamente sul decreto legislativo 29 dicembre 2021 n. 230, che disciplina l’Assegno Unico Universale, modificando alcuni dei requisiti fondamentali per l’accesso al beneficio.
In particolare, la normativa vigente esclude attualmente i lavoratori che non risultano residenti in Italia da almeno due anni oppure i cui figli non risiedono sul territorio nazionale; mentre, con la modifica proposta, queste limitazioni verrebbero superate, consentendo una maggiore apertura verso i lavoratori europei e adeguando il sistema italiano a un contesto sempre più caratterizzato dalla mobilità internazionale.
Assegno Unico Universale 2026: le stime sui nuovi beneficiari e sui costi
Quante famiglie in più coinvolte
Secondo quanto riportato nella relazione tecnica allegata all’emendamento, l’estensione dell’assegno unico potrebbe coinvolgere circa 50mila nuovi figli beneficiari. Si tratta di una platea significativa, che evidenzia l’impatto concreto della riforma soprattutto per le famiglie dei lavoratori transfrontalieri o con legami familiari distribuiti tra più Paesi dell’Unione europea.
L’allargamento del perimetro dei beneficiari è, quindi, destinato ad avere effetti tangibili sul sistema di welfare, ampliando la copertura della misura e rendendola più aderente alle dinamiche del mercato del lavoro europeo. Dal punto di vista finanziario, inoltre, l’intervento comporterà un incremento della spesa pubblica: per il 2026, limitatamente ai mesi residui, è previsto un costo di circa 20 milioni di euro. Negli anni successivi, la spesa è destinata a crescere progressivamente: si stimano oltre 31 milioni nel 2027 e un aumento graduale fino a superare i 36 milioni annui a partire dal 2035.
Assegno Unico Universale: nuove regole per erogazione e domanda
Durata del beneficio legata al lavoro in Italia
L’emendamento introduce anche criteri più precisi per determinare l’erogazione dell’assegno. In particolare, l’importo sarà parametrato alla durata effettiva della presenza in Italia, considerando non solo la residenza, ma anche il domicilio o il periodo di attività lavorativa svolta nel Paese.
Un approccio che mira a rendere il sistema più flessibile e proporzionato, evitando erogazioni non coerenti con il reale legame del lavoratore con il territorio italiano, e garantendo al tempo stesso una distribuzione più equa delle risorse. Per quanto riguarda i lavoratori non residenti, vengono introdotte regole specifiche anche per la presentazione della domanda. La richiesta dell’assegno, infatti, dovrà essere effettuata in relazione alla durata del rapporto di lavoro in Italia e, in ogni caso, sarà necessario procedere al rinnovo ogni anno a partire dal 1° marzo.
Assegno Unico Universale 2026: perché questo ampliamento?
Il richiamo dell’Unione europea
L’intervento del Governo non risponde solo a esigenze interne di riforma, ma si inserisce anche in un quadro più ampio di adeguamento alle normative europee. Nel 2024, infatti, la Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per alcune criticità legate all’assegno unico.
La procedura nasce, perciò, dalla valutazione secondo cui alcune condizioni previste dalla normativa italiana risultano in contrasto con i principi comunitari. Al centro delle contestazioni europee vi è in particolare il requisito dei due anni di residenza in Italia, considerato discriminatorio nei confronti dei lavoratori provenienti da altri Stati membri. Secondo Bruxelles, tale vincolo viola le norme sulla libera circolazione dei lavoratori e sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale all’interno dell’Unione.
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