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Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Addio al lupo specie super protetta? Con l'ultimo ddl, sarà permessa la caccia selettiva

Caccia al lupo in Italia entro fine anno? Cosa cambia davvero con l’emendamento della Lega al ddl Montagna
Caccia al lupo in Italia entro fine anno? Cosa cambia davvero con l’emendamento della Lega al ddl Montagna  (getty images)
La Lega apre alla caccia al lupo con un emendamento al ddl montagna. Il lupo non sarà più specie particolarmente protetta: ecco cosa cambia davvero, tra polemiche, lobby e nuove regole europee.
di Maya Artusi Moro

Entro la fine dell’anno la caccia al lupo in Italia potrebbe diventare realtà. A dirlo non è un’ipotesi da romanzo distopico, ma l’effetto diretto dell’emendamento della Lega al ddl montagna, appena approvato alla Camera. Con questo passaggio legislativo, il lupo viene declassato da “specie particolarmente protetta” a “specie protetta”, un cambiamento che consente — appena l’Unione europea darà l’ok definitivo — di procedere con interventi selettivi di abbattimento.

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Il lupo declassato da "specie particolarmente protetta" a "specie protetta" apre la via alla caccia selettiva

Entro la fine del 2025 l’Italia potrebbe dire addio all’intoccabilità del lupo: con un emendamento della Lega approvato al ddl montagna, si apre la strada alla caccia selettiva. Il declassamento dell’animale da “strettamente protetto” a “protetto” segue un percorso europeo già avviato. Si rischia un cambio di paradigma nella gestione della fauna selvatica.

Non è però ancora il momento per le doppiette: si attende che l’Ue concluda il percorso di modifica della direttiva Habitat, in modo che gli Stati membri possano gestire in autonomia le popolazioni locali. Ma i tempi stringono: la revisione è già in corso e Bruxelles potrebbe chiudere la partita entro dicembre.

In cosa consiste il problema dei lupi in Italia

Dietro al pressing per aprire la caccia al lupo c’è un malcontento che ribolle da anni, soprattutto nelle zone montane. Gli allevatori lamentano un aumento delle predazioni e una gestione inefficace del problema. Il parlamentare ligure della Lega Francesco Bruzzone, primo firmatario dell’emendamento, lo dice chiaramente: “Accorciamo i tempi e risolviamo un tema molto sentito dai territori”.

Secondo Bruzzone, l’emendamento serve a rendere “automatica” l’applicazione della direttiva modificata, non appena arriverà l’ok dall’Ue. “La convenzione di Berna ha già declassato il lupo, ora serve recepire quel cambiamento nella direttiva europea”.

In cosa consiste il problema dei lupi in Italia
In cosa consiste il problema dei lupi in Italia  (getty images)

Ma quanti lupi ci sono davvero in Italia?

Prima di immaginare un’Italia con il mirino puntato sui lupi, bisogna fare i conti con la realtà. L’ultimo report ISPRA del 2022 — l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale — stima circa 3300 esemplari nel nostro Paese. Di questi, un terzo abita nelle regioni alpine.

Numeri che non giustificano, secondo molti ambientalisti, una politica di abbattimenti su larga scala. Anche perché, come ricorda Raimondi, “la specie rimane protetta” e ogni piano dovrà includere obiettivi numerici precisi, autorizzati in base a studi scientifici e approvati dalle autorità competenti.

È una vittoria per i cacciatori?

Non tutti però sono convinti che questo emendamento abbia un impatto reale. Stefano Raimondi di Legambiente, responsabile Biodiversità, taglia corto: “È una mossa di pubblicità per compiacere le lobby, perché non cambia nulla. A cambiare le cose sarà la direttiva Ue”. Secondo l’ambientalista, la normativa europea già consente deroghe in casi specifici: “Nel testo attuale della direttiva erano già previsti interventi di prelievo venatorio in presenza di animali problematici o pericoli per le comunità”. La novità, semmai, è di tipo culturale: “Passa il messaggio che si risolve presto con le doppiette ciò che si stava affrontando bene con politiche di convivenza: cani da guardiania, prevenzione, gestione del pascolo”.

Lupi e uomini possono convivere? Ecco cosa si rischia davvero

Il cuore del problema non è solo ecologico, ma culturale. Aprire la caccia al lupo significa cambiare radicalmente approccio. Fino ad oggi l’Italia era considerata un modello europeo nella gestione della convivenza tra lupi e attività umane: sistemi di prevenzione, recinzioni elettrificate, cani da pastore, rimborsi ai pastori. Ma il declassamento e la possibilità di abbattere selettivamente rischiano di indebolire quelle stesse pratiche.

“È un’inversione culturale”, spiega ancora Raimondi. “Stavamo gestendo la questione con buoni risultati. Ma ora si rischia che passi l’idea che il fucile sia la soluzione più semplice”.

Cosa succede nel resto d’Europa? La “mattanza” del lupo è già iniziata
Cosa succede nel resto d’Europa? La “mattanza” del lupo è già iniziata  (getty images)

Cosa succede nel resto d’Europa? La “mattanza” del lupo è già iniziata

Se l’Italia si prepara a muovere il primo passo, altri Paesi europei hanno già agito. La Spagna, ad esempio, ha appena votato una riforma che rimuove il divieto di caccia al lupo in alcune regioni, con l’appoggio del Partito popolare e di Vox. Immediate le proteste di ambientalisti e partiti di centrosinistra, mentre il WWF spagnolo parla apertamente di “mattanza di lupi”. Anche la Svezia ha scelto la linea dura: dal primo gennaio 2025 ha autorizzato l’abbattimento di esemplari, con l’obiettivo di dimezzare la popolazione attualmente presente, nonostante sia in calo. Una tendenza che fa discutere anche a Bruxelles, dove il tema è sempre più politicizzato.

Il futuro del lupo è davvero appeso a un filo?

Tutto ruota attorno a una decisione europea che potrebbe arrivare entro pochi mesi. Se la Commissione, il Parlamento e il Consiglio Ue approveranno la modifica della direttiva Habitat, i singoli Stati avranno mano libera nella gestione dei lupi. E l’Italia, con il suo emendamento già pronto, è ai blocchi di partenza. Attenzione: caccia selettiva non significa sterminio, e gli abbattimenti dovranno comunque essere pianificati, controllati e motivati. Tuttavia, l’intoccabilità del lupo e l'approccio culturare di convivenza, che rispetta anche la vita animale, potrebbe divenire presto un ricordo del passato.