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5 canzoni italiane come "Quando sarai piccola" di Simone Cristicchi che parlano dei genitori anziani o malati di Alzheimer

5 canzoni italiane come "Quando sarai piccola" di Simone Cristicchi che parlano dei genitori anziani o malati di Alzheimer 

Chi non è stato toccato da Quando sarai piccola, la piccola meraviglia di Simone Cristicchi che ha commosso il pubblico di Sanremo affrontando il tema della fragilità legata all'invecchiamento? Ma ci sono altre canzoni italiane che parlano di genitori anziani o malati di Alzheimer? Ecco cinque brani che, come quello di Cristicchi, raccontano con poesia e dolore questa realtà.

Il brano Quando sarai piccola di Simone Cristicchi al Festival di Sanremo 2025 ha toccato una corda profonda nell'animo del pubblico, che ogni sera tributa all'artista una standing ovation commossa. La canzone affronta il delicato tema dell'invecchiamento dei genitori e del capovolgimento dei ruoli, quando sono i figli a prendersi cura di chi li ha cresciuti. È un argomento universale che trova eco in molti cuori, poiché riflette un'esperienza che prima o poi tocca quasi tutte le famiglie. Nella tradizione della musica italiana, diversi artisti hanno esplorato questa tematica così intima e toccante attraverso le loro composizioni: scopriamo 5 canzoni insieme.

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"Quando sarai piccola": l'intervista a Simone Cristicchi, che a Sanremo canta il dolore di un figlio che diventa genitore

Quando sarai piccola: commuoversi con Simone Cristicchi a Sanremo

Quando sarai piccola ha già toccato il cuore di molti: “Nel momento in cui ho comunicato solo il titolo, Quando sarai piccola, ho ricevuto migliaia di mail, migliaia di messaggi da persone che si sono sentite in qualche modo toccate dal brano”. Simone Cristicchi spera che il pezzo possa sensibilizzare sul tema della fragilità legata all'invecchiamento, un argomento che riguarda tantissime famiglie ma che soprattutto è ispirato alle vicende da lui personalmente vissute quando si è trovato ad affrontare l'emoraggia cerebrale della madre.

Il brano è una poesia che racconta il momento in cui i genitori diventano figli. Cristicchi ha spiegato che la canzone nasce da una storia personale e che era ferma in un cassetto da cinque anni, in attesa del momento giusto per essere condivisa: “Per presentarvi questa canzone voglio dire che è vita vera, vita vissuta ogni giorno e per questo probabilmente mi sentirò nudo sopra quel palco, perché racconto qualcosa che mi è successo, che mi succede quotidianamente”.

5 canzoni come Quando sarai piccola che parlano dei genitori anziani o malati di Alzheimer 

5 canzoni come Quando sarai piccola che parlano dei genitori anziani o malati di Alzheimer

1) Nei giardini che nessuno sa di Renato Zero: come racconta la fragilità degli anziani?

Nei giardini che nessuno sa, brano del 1994 scritto da Renato Zero e Danilo Riccardi, affronta il tema della solitudine e della vulnerabilità degli anziani. La canzone, riproposta anche da Laura Pausini nel 2006, dipinge con dolcezza e malinconia la realtà di chi è costretto a vivere gli ultimi anni tra ricordi sbiaditi e speranze spezzate.

Testo:

"Non dar retta a quelle bambole.
Non toccare quelle pillole.
Quella suora ha un bel carattere,
ci sa fare con le anime.
Ti darei gli occhi miei,
per vedere ciò che non vedi.
L'energia, l'allegria,
per strapparti ancora sorrisi.
Dirti si, sempre si,
e riuscire a farti volare,
dove vuoi, dove sai,
senza più quei pesi sul cuore.

(...)

Nasconderti le nuvole, 
quell'inverno che ti fa male. 
Curarti le ferite e poi, 
qualche dente in più per mangiare. 
E poi vederti ridere, 
e poi vederti correre ancora. 
Dimentica, c'è chi dimentica 
Distrattamente un fiore una domenica 

(...) 
Non sai come è bello stringerti, 
ritrovarsi qui a difenderti, 
e vestirti e pettinarti si. 
E sussurrarti non arrenderti 
nei giardini che nessuno sa, 
quanta vita si trascina qua, 
solo acciacchi, piccole anemie. 
Siamo niente senza fantasie. 
Sorreggili, aiutali, 
ti prego non lasciarli cadere. 
Esili, fragili,  

non negargli un po' del tuo amore. 
Stelle che ora tacciono, 
ma daranno un segno a quel cielo. 
Gli uomini non brillano 
Se non sono stelle anche loro. 
Mani che ora tremano, 
perché il vento soffia più forte... 
non lasciarli adesso no. 
Che non li sorprenda la morte. 
Siamo noi gli inabili, 
che pure avendo a volte non diamo. 
Dimentica, c'è chi dimentica, 
distrattamente un fiore una domenica 
e poi silenzi. E poi silenzi.

2) Per un vecchio bambino di Roberto Vecchioni: il padre visto con occhi nuovi

Per un vecchio bambino è una canzone intensa e struggente che Roberto Vecchioni ha dedicato al padre Aldo. Il brano, contenuto nell'album Samarcanda (1977), racconta il rapporto tra padre e figlio in un rovesciamento di ruoli, in cui il genitore diventa fragile come un bambino.

Testo:

"E il tempo diventava ieri,
e con il tempo non crescevi,
eri la mia disperazione...
io ti dicevo 'Non si fa,
insomma un po' di serietà';
e rispondevi 'Stà tranquillo,
adesso è presto, adesso no,
ma un giorno o l'altro crescerò'.

E tutto quello che volevi, 
giusto o sbagliato loprendevi, 

senza pensarci su un minuto, 
e poi non obbedivi mai 
e combinavi sempre guai... 

(...) 
E a volte un po' soprapensiero 
in qualche foglio in qualche cielo 
non riesco a disegnar le stelle, 
ho voglia di vedre te, 
soltanto il tempo di un caffè, 
e la tua faccia e l'allegria... 
ma al bar mi dicono che tu 
sei sempre appena andato via. 
Bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio 
Bimbo, bimbo mio, bimbo, bimbo mio 
che strano sogno 
voltarsi intorno. 

3) Dimentico di Enrico Ruggeri: un padre che perde la memoria

Dimentico è una delle poche canzoni italiane che affrontano il dramma dell'Alzheimer dal punto di vista di chi lo vive. Enrico Ruggeri racconta in prima persona la condizione di un padre che non riconosce più la sua famiglia, costretto a convivere con un'identità che sfuma giorno dopo giorno.

Testo:

"Non ricordo più chi sono
e quando ho consumato la mia vita
mentre vedo gli occhi ed il sorriso
di una faccia sconosciuta

Eppure so di aver viaggiato a lungo 
su una strada che mi è stata tolta 
con i quadri appesi al muro 
che vedo per la prima volta 
C’è una donna che mi dice 
“riposati papà” 

capisco che mi ama e non so come si chiama 
Io lo so che sono stato un essere pensante 
un padre ed un amante 
marito figlio e confidente 
so che io ho vissuto la mia storia 
tra immagini che non ricordo più 
Dimentico dimentico chi sono stato prima 
ricordo e poi dimentico 
persone cose lacrime e sorrisi condivisi 
Non capisco più chi sono 
non conosco più la mia scrittura 
non ho più un carattere 
non mostro più la mia natura 
C’è chi mi sorride 
e mi dice “amore mio” 
capisco che mi ama e non so come si chiama 

Io lo so che per qualcuno sono stato anche importante 
un padre ed un amante 
marito figlio e confidente 
qui c’è chi conosce la mia storia 
e tutto ciò che non ricordo più 
Dimentico dimentico chi sono stato prima 
ricordo e poi dimentico 
persone cose lacrime e sorrisi condivisi 
Io lo so che sono stato un essere pensante 
dimentico dimentico 
dimentico dimentico 
Non ricordo più chi sono 
e non so che fine ha fatto la mia vita.

4) Le tracce di te di Francesco Renga: la perdita e il ricordo

Presentata a Sanremo 2002, Le tracce di te di Francesco Renga parla della perdita di una persona cara, lasciando spazio al dolore e alla malinconia dei ricordi.

Testo:

"Lungo questo cammino io trovo di nuovo
Le tracce di te
Sai... di te ho sempre quel ricordo:

Seduta mi accarezzi il volto e poi
Resti lì, con quel sorriso sordo
Di chi sa che ha finito i giorni suoi
(...)"

5) Michele Bravi: la canzone sull'Alzheimer rifiutata a Sanremo

Michele Bravi ha rivelato di aver scritto una canzone dedicata all'Alzheimer, ispirata alla storia d'amore dei suoi nonni. Il brano, purtroppo, è stato rifiutato per due anni di fila sia da Amadeus che da Carlo Conti.

Bravi ha raccontato: “Si tratta di una canzone in cui io racconto la storia d'amore delle due persone più importanti della mia vita, nonno Luigi e nonna Graziella [...] A un certo punto arriva anche una malattia che è quella che cancella i ricordi, la malattia dell'Alzheimer”.

L'esclusione del brano dal Festival ha avuto conseguenze anche sul suo contratto discografico, portando alla sua rescissione. Ma il pubblico vuole ascoltarla: speriamo che Bravi riesca a pubblicarla al più presto!