“Ci hanno lasciati soli”: Pietro Orlandi e le figlie raccontano Emanuela 42 anni dopo
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42, come gli anni trascorsi dalla scomparsa inspiegabile di Emanuela Orlandi, la cui famiglia non ha mai ottenuto risposte né una vera chiusura. Un documentario animato firmato dalle figlie di Pietro Orlandi diventa il racconto corale di chi resta e non smette di cercare la verità. “Ci sono persone che sanno, ma tacciono”, dice Pietro. Ma il suo grido e quello della sua famiglia non si spegne: “La verità arriverà, se non con me, con chi verrà dopo”.
42, il documentario che racconta il tempo sospeso di Emanuela Orlandi
“Non bisogna accettare passivamente un’ingiustizia. Piccola o grande, va sempre combattuta”. Con queste parole Pietro Orlandi ha aperto l’incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival, dove ha presentato 42, il documentario animato realizzato dalle figlie Elettra e Rebecca Orlandi, dedicato alla sorella Emanuela, scomparsa 42 anni fa in Vaticano.
Un’opera che non vuole essere un’inchiesta ma un racconto personale, familiare, emotivo, costruito attorno a quel numero che dà il titolo al film e rappresenta non solo la distanza temporale dalla sparizione, ma un nodo di dolore mai sciolto. “Ogni minuto sembrava eterno quando la cercavamo. Per me 42 anni non sono lontani, sono tutti in un gomitolo”, ha detto Pietro. Il documentario è prodotto da Alessandra De Vita, con la regia di Elettra Orlandi e l’assistenza alla regia di Rebecca.
“Ci sono persone che sanno, ma tacciono”: il silenzio che dura da 42 anni secondo il fratello Pietro
Al Giffoni, Pietro Orlandi ha parlato senza filtri del muro di silenzio che avvolge da sempre il caso Emanuela Orlandi, rapita il 22 giugno 1983. “Ho visto mancanza di umanità anche da chi consideravamo parte della nostra famiglia. La parola perdono l’ho cancellata dal vocabolario. La verità è dolorosa ma va detta”, ha dichiarato.
Le dichiarazioni del Vaticano da Papa Francesco a Leone XIV
E se un tempo sperava nell’aiuto del Vaticano, oggi non ha più illusioni: “Mi illusi quando papa Francesco disse ‘Emanuela sta in cielo’. Ma poi tutto si è fermato. Nessuna parola di conforto, nessuna telefonata, neanche per mia madre”.
Il nuovo pontefice, Leone XIV, “può essere una speranza – dice Pietro – ma le sue parole dovranno presto diventare fatti”.
La scelta delle figlie Orlandi: un film che parla di chi resta
A dirigere 42 sono state le stesse figlie di Pietro, Elettra e Rebecca Orlandi, che hanno scelto di non realizzare un documentario d’inchiesta. “Ce ne sono già tanti, e ben fatti. Noi abbiamo scelto di raccontare la sospensione vissuta da chi rimane”, ha spiegato Elettra. Rebecca, invece, ha scritto e interpretato la canzone Mantello di quercia, che chiude il film.
Un testo scritto quasi per caso, che ha emozionato il padre: “Sembrava che fosse Emanuela a cantare. Quando dice ‘una barca in mezzo al bosco e non posso aprire le vele’, è come se parlasse lei”. Un passaggio che racchiude il senso dell’intero documentario: un dolore che resta immobile, ma che cerca ancora una direzione.
Chi è Pietro Orlandi
Pietro Orlandi è il fratello maggiore di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno 1983 a soli 15 anni, in uno dei casi più oscuri e irrisolti della cronaca italiana. Da oltre quattro decenni è il volto e la voce instancabile della battaglia per la verità su sua sorella. Nato e cresciuto in Vaticano, Pietro ha vissuto da vicino i meccanismi interni della Santa Sede, ma ha scelto di rompere il silenzio e denunciare quello che considera un insabbiamento istituzionale. Negli anni ha partecipato a programmi televisivi, scritto lettere aperte a Papi e autorità, e seguito ogni pista investigativa, divenendo simbolo di resilienza familiare e attivismo civile. La sua determinazione ha contribuito all'apertura di più inchieste parlamentari e giudiziarie, italiane e vaticane, ancora in corso.
Chi sono Elettra e Rebecca Orlandi
Elettra Orlandi e Rebecca Orlandi sono le figlie di Pietro Orlandi. Entrambe hanno deciso di partecipare attivamente al racconto della storia della zia Emanuela attraverso il documentario “42”, presentato in anteprima al Giffoni Film Festival. Elettra è regista del docufilm, mentre Rebecca è assistente alla regia e autrice del brano originale “Mantello di quercia”, che chiude il progetto. Il loro lavoro nasce dall’urgenza di raccontare non solo il mistero del rapimento, ma soprattutto il vissuto emotivo di chi resta
Tre inchieste aperte, e ancora nessuna risposta
A oggi, sono tre le inchieste ancora in corso sul caso Orlandi: una della Commissione parlamentare, una della Procura di Roma e una interna al Vaticano. “Dopo 42 anni è tutto meno che normale”, dice Pietro, “ma il fatto che ci siano tre indagini contemporanee è comunque un segnale. Se c’è volontà di andare avanti, qualcosa può ancora cambiare”.
Tuttavia, sottolinea Orlandi, esiste ancora oggi un clima di omertà. “Sono convinto che ci sia un ricatto in atto. Ma anche se io non dovessi esserci più, ci saranno altri. Il sacrificio di Emanuela non deve essere vano”.
Il futuro al Giffoni Film Festival: la speranza passa dalle nuove generazioni
Pietro Orlandi ha parlato ai ragazzi del Giffoni come testimone civile e padre. “Voi siete lo spartiacque tra il passato e un mondo migliore”, ha detto. E ha aggiunto: “La nostra famiglia non avrà pace finché non ci saranno verità e giustizia. Ma ho fiducia nelle nuove generazioni. Vedo in voi un forte senso di giustizia. È con voi che può cambiare qualcosa”.
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