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Aggiornato il: 2 minuti di lettura

Tutti pazzi per i pee stain jeans di Jordanluca 

Jordanluca
Jordanluca  (getty images)

Il confine tra moda e provocazione diventa sempre più labile: a far ironia, questa volta, sono i viralissimi jeans che evocano un bisogno fisiologico

di Arianna Chirico

Conosciuti dagli addetti del fashion system sin dalla presentazione delle collezioni per la Fall Winter 2023/2024 durante la Milan Fashion Week, i pee stain jeans, sono stati posti sotto i riflettori da siti come TMZ o il New York Post, che hanno diffuso la notizia della loro esistenza, correlandola ad una discussione che si chiedeva se l’apparenza estetica di questo prodotto corrispondesse al suo reale valore economico.

I jeans in questione sono stati definiti pee stain jeans, proprio perché realizzati volutamente con una macchia all’altezza del cavallo che assomiglia ed emula una minzione imprevista ed improvvisa. Inutile dire che, sull’onda dello stupore, questo abbia innescato una viralità tale da mandare i jeans sold out

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The stain jeans

L’alone che richiama alla mente uno spiacevole incidente fisiologico, più che un’ispirazione di alto e altro tipo, è la particolarità dei jeans al centro del mirino, nonché una creazione del brand Jordanluca, che li aveva battezzati con il nome The Stain Jeans, letteralmente "i jeans con la macchia".

Il brand è guidato dal duo italo-britannico Jordan Bowen e Luca Marchetto: il primo, inglese con esperienze nella moda new romantic; il secondo, un designer italiano che ha lavorato con Vivienne Westwood, regina della moda punk. La macchia sui jeans è ottenuta da un tipico effetto stonewashed del tutto comune nel campo del denim, anche se solitamente posizionato altrove e in modo più uniforme. A rendere unici i jeans macchiati di Jordanluca è senza dubbio l'idea, dissacrante, che segue il filone di un fare moda provocando, citando in questo caso un'eventualità che per molti non sarebbe qualcosa di cui vantarsi.

Jordanluca
Jordanluca  (getty images)

Provocazione o design?

Il modello in questione, in denim scuro e parte della collezione Fall Winter 2023/2024, propone sulle tasche posteriori il dettaglio del corno Demonology ricamato: da un lato, quindi, una signature identificativa, dall’altro la sua stessa trasgressione. Ormai notoriamente sold out, il jeans aveva un prezzo che si aggirava attorno ai 600 euro. Per non suscitare troppo dispiacere, il brand ha riproposto questo modello in un denim più chiaro e con la macchia alla stessa altezza dell’altro, anche per la Primavera Estate 2024. Il prezzo di quest’ultimo è di circa 567,95 euro, ma al momento sembra anch’esso esaurito online, segno che questa bizzarra tendenza ha più fan di quanto si creda. Accanto a chi si chiede perché dovrebbe indossare un jeans che evoca un bisogno fisiologico non contenuto, c’è chi ne apprezza la provocazione, accogliendola con ironia: “Non c’è più bisogno di aspettare per andare in bagno, puoi semplicemente fartela addosso e dire che è di design”. 

Jordanluca
Jordanluca  (getty images)

Jordanluca: tradizione e sovversione

JordanLuca ha debuttato alla London Fashion Week nel 2018 ed è rapidamente diventato noto per l’approccio sovversivo al design, lanciando a volte collezioni che toccano l'estetica BDSM e fetish, altre volte tematiche più intime, come la vulnerabilità e la precarietà. In ogni caso, gli va riconosciuta la capacità di fondere l'elettrizzante dinamismo londinese con la sartorialità del Made in Italy, la tradizione con le sottoculture urbane e le loro espressioni identitarie.

“La mascolinità che raccontiamo è la nostra storia, la nostra relazione, la nostra vita. Di sicuro dentro ci sono il Regno Unito e l’Italia. C’è un contrasto fra l’approccio inglese e quello italiano. Mettiamo insieme questi due bagagli culturali, con idee che all’inizio non hanno senso sulla carta, perché sono uno scontro più che una fusione, e ci lavoriamo dandogli una forma”, avevano dichiarato i designer. 

Nelle collezioni di JordanLuca si respira l’attimo di paura e delirio della fuga; il mondo della notte sui marciapiedi delle periferie londinesi sotto la pioggia, tra bagliori di lampioni e angoli bui che all’improvviso svelano nuovi scenari. Nel caso dei pee stain jeans, il brand rimanda ad una zona scomoda, opposta al comfort normalmente dato dagli abiti, che “custodiscono” generalmente i corpi. Evocano la dimensione dell’urgenza, rappresentata da un segno imbarazzante, quello di una minzione imprevista, che può provocare disagio o liberazione, a seconda dell’interpretazione che le si vuole dare e delle reazioni che può suscitare negli altri.