Il dilagare incessante di trend effimeri e nuove estetiche può davvero interferire con la nostra salute mentale?
La fascinazione per i social media e la sua community potrebbe averci resi ossessionati dalle tendenze e vittime di FOMO
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Dal Latte Make-up alla Strawberry Girl, dall’estetica Clean Girl allo Skinmalism, dalle Cherry Cola Lips al Retinol Sandwich, la compulsione da trend impazza sui social ma anche nella vita reale. Sommersi dal lancio di un nuovo prodotto, di un nuovo make-up, di una nuova influencer a cui ispirarsi, che propone mix and match originali e innovativi, sono pochissimi coloro che riescono a non piegarsi alla nuova estetica proposta. Una missione che spesso vacilla, anche quando il beauty tip non convince del tutto o non si addice al proprio stile personale.
Fear of Missing Out
Che sia una predisposizione alla sperimentazione o il desiderio di essere parte di una community, la velocità con cui ci si imbatte in queste effimere e fugaci estetiche dice molto della solitudine generazionale a cui ci siamo condannati e della conseguente necessità di connessione umana. Non si tratta solo di apparire più convenzionalmente desiderabili optando per un’estetica popolare né di dimostrare che siamo sempre sul pezzo e aderenti alla contemporaneità perché indossiamo l’ultimo prodotto lanciato dalla Hailey, Kylie o Selena del momento. Un ruolo fondamentale verso la compulsione da trend è svolto dalla FOMO, acronimo di Fear Of Missing Out, cioè la paura di perdersi qualcosa di importante o piacevole, di essere tagliati fuori dalle situazioni sociali che gli altri stanno vivendo, o almeno ostentando online. Questo potrebbe aver superato i confini tra vita offline e online ed essersi convertita in un beauty trend a sé stante.
Ricompense neurochimiche
Secondo Taryn Thrasher, docente di psicologia alla California State University di Long Beach: "Gli esseri umani sono predisposti a cercare cose nuove. Questo attiva i centri di ricompensa nel nostro cervello, quindi quando c'è una nuova tendenza, non c'è solo l'opportunità di coltivare un senso di appartenenza, ma c'è anche una ricompensa neurochimica per ottenere apprezzamento da parte degli altri membri della comunità una volta replicata con successo la moda. La convalida da parte degli altri rafforza la partecipazione alle tendenze e contribuisce al ciclo di viralità”. Insomma, individuare e sperimentare una tendenza rende parte di un circolo, o comunque più vicino a chi è più simile a noi, con cui riconoscersi, confrontarsi, dialogare.
Desiderio di connessioni, anche umane
Gli esseri umani sono dotati di un bisogno intrinseco di affiliarsi agli altri ed essere accettati socialmente: ottenere questo senso di appartenenza è parte integrante della salute emotiva e fisica. Essere dei fruitori attivi ci introduce in una conversazione aperta con chi la pensa e agisce allo stesso modo, o al contrario, per i quali trasformarsi in fonte di ispirazione reciproca e dai quali ricevere addirittura stima e supporto. La bellezza dello spazio virtuale sta proprio nell’essere il luogo di tutti, nel quale riconoscere la propria rappresentanza di nicchia.Vista in quest’ottica, la pletora di tendenze beauty - e non - effimere e fugaci ha del positivo. Sembra funzionale, auspicabile, catartica. Offre momenti di condivisione e connessione che durante la quotidianità si fa fatica a raggiungere. I social, visti come spazio di confronto virtuale, connettono gli essere umani grazie a trend e nuovi modi di concepire il beauty, la moda, la vita.
Modalità offline
Non è esattamente così. Il senso di solidarietà generale viene automaticamente asfaltato da una falsa percezione di inclusione e socializzazione. Parte del problema è che abbiano iniziato a vivere in maniera disfunzionale la nostra connessione con la realtà, perdendo i legami con gli spazi fisici. La partecipazione ai trend dell’ultimo minuto diventano il riflesso di un privilegio superficiale e volubile, del consumismo più radicale e della compulsione allo shopping sfrenato che, quando non soddisfatti, aumentano il senso di isolamento.
Come ci si difende da questi meccanismi? Non c’è niente di male nel provare un trend e nel condividere la gioia di farlo con altri sui social, ma questa non dovrebbe essere l’unica interazione. Mentre si continua a partecipare alle tendenze, sia che si tratti di auto-esplorazione e creatività, o di comunità e attenzione, è necessario sapere che questo desiderio umano è naturale e inevitabile. Il punto però è chiedersi, per esempio, perché si fa una determinata cosa e perché si segue un trend, e non agire in modo automatico per imitazione. Quale sia la risposta definitiva è una prerogativa ampia e variabile che si addice ai desideri di una società diversificata, ma che dovrebbe agire non perché tutti lo fanno, ma perché piace e fa sentire bene. Per creare un senso di appartenenza e connessione stabile e duraturo, tuttavia, potrebbe essere il momento di disconnettersi, rinunciare all'ultima tendenza lips e nails e investire le energie nel trascorrere del tempo offline con le persone nella vita reale.
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