Sanremo 2025, gran finale: i look che ci hanno lasciati a bocca aperta
La moda si conferma–di nuovo–protagonista indiscussa della kermesse. Dalle metamorfosi di Achille Lauro ai tributi pop di Lucio Corsi, anche durante la quinta e ultima serata del festival sanremese i look sul palco hanno sorpreso e affascinato il pubblico, offrendo una straordinaria varietà di stili che hanno saputo dare vita a momenti di pura bellezza visiva.
Condividi su
La moda a Sanremo non è solo abbigliamento: è cultura, tendenza e linguaggio popolare. Dal look punk androgino di Anna Oxa nel 1978 al kimono di Versace di Patty Pravo, fino alla minigonna in latex di Loredana Bertè del 1986, sul palco dell'Ariston è possibile inseguire o sfidare il senso comune. Nella serata conclusiva del Festival della Canzone Italiana, Carlo Conti ha condiviso il palco con Alessia Marcuzzi, Alessandro Cattelan, Valeria Scalera, Gabry Ponte (con la sigla di Sanremo 2025 intitolata Tutta l'Italia), Alberto Angela, Mahmood (a presentare il suo nuovo singolo), Edoardo Bove e Antonello Venditti come ospiti. La platea ha festeggiato il trionfo di Olly con la canzone Balorda Nostalgia, mentre al secondo posto si è classificato Lucio Corsi, seguito da Brunori Sas al terzo. Ripercorriamo insieme gli abiti e i look che abbiamo amato di più per la quinta e ultima serata del Festival.
Bresh, semplicità che brilla
Bresh ha dimostrato più volte di non amare le strutture complesse e gli atteggiamenti ampollosi, ma l'eleganza di ieri sera ci ha lasciati piacevolmente stupiti. Per il gran finale ha infatti optato per un look casual-chic firmato AMI Paris, casa di moda francese fondata nel 2011 da Alexandre Mattiussi: t-shirt color fango e jeans decorati con dettagli dorati a forma di rombi. Un ensemble semplice ma efficace, arricchito da una collanina APM Monaco. Mix & match equilibrato, ci piace.
All’improvviso una visione: Clara
Ogni volta che appare Clara abbiamo bisogno di una decina di minuti per riprenderci. Incanta l'Ariston con un capolavoro di Balmain Haute Couture racchiuso in un abito celeste su misura, impreziosito da un corsetto ricamato e una gonna drappeggiata. Un omaggio alle top model degli anni '90 e 2000 (Linda Evangelista in Dior by John Galliano, sei tu?), ma soprattutto un'opera d'arte che ha richiesto oltre trecento ore di lavoro per l'applicazione 5000 elementi in vetro tinti in diverse sfumature di blu ghiaccio e cristallo. Le décolleté Petalo di Le Silla in pelle azzurra chiudono il look ed esaltano la figura con un tacco stiletto.
Smoking 2.0 per Olly
Olly reinterpreta lo smoking in chiave moderna insieme a Emporio Armani. Rinuncia alla giacca perchè preferisce un rigore morbido e opta per una camicia in raso di seta azzurra sbottonata sul petto che rivela una canotta a costine. Abbina il tutto a un paio di pantaloni sartoriali a palazzo con banda laterale e fascia da smoking. Mentre canta Balorda Nostalgia attraversa il palco da vincitore, ma ancora non lo sa.
Le metamorfosi di Achille Lauro
In ogni sua apparizione Lauro è un’opera d’arte vivente: dal mantello ispirato a San Francesco nel 2020, al look genderless alla David Bowie nel 2021, fino al battesimo in diretta durante il Festival del 2022. Questa volta rende omaggio alle grandi icone maschili con un cappotto ricamato a mano ispirato al Grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. Sotto, t-shirt bianca, pantaloni aderenti e scarpe classiche, con una cintura quasi cardinalizia a sottolineare l'essenza italiana del suo stile, ovviamente Dolce & Gabbana. Una sola domanda: abbiamo scoperto perché piace così tanto alle mamme?
Coma Cose + Alessandro Michele = Cuoricini
Durante la quinta e ultima serata del Festival il duo si è affidato nuovamente ad Alessandro Michele, direttore creativo di Valentino da marzo 2024, e alla sua collezione Pavillon des Folies. California scende le scale in un abito in chiffon nero con inserti in pizzo e nastri ton sur ton abbinato a una tuta in pizzo a collo alto, mentre Fausto sceglie un completo in lana navy con nappe, dolcevita nero e una gorgiera in chiffon di seta rossa. Lo stesso rosso riprende la tonalità del cappello in paglia firmato Valentino Garavani in testa a California. Manca la leggerezza, ma c'è sempre una fantastica sinergia stilistica.
Solo D&G per Alessia Marcuzzi
Alessia Marcuzzi dimostra ancora di vantare gusti sofisticati con tre cambi d'abito firmati Dolce & Gabbana. Il primo–un long dress scultoreo dal design dolcevita con schiena scoperta–esprime un minimalismo seducente che ricorda quasi il famoso revenge dress di Lady Diana. Il secondo, un corset dress in raso rosso, è glamour puro. Il terzo invece è un abito nero composto da un corsetto ricamato con scollo a cuore e una fascia in raso che segna perfettamente il punto vita, per poi trasformarsi in una gonna dalla silhouette sinuosa, arricchita da un maxi spacco che irrompe nella visuale dello spettatore. Femminilità semplice ma potentemente affascinante.
Lucio Corsi è una fiaba pop
Lucio conquista il secondo posto e regala un sorriso al pubblico con un look ispirato a Toy Story. Sì, Toy Story, quello che guardavamo da bambini quando ancora non esistevano i siti di streaming. Canta Volevo essere un duro con il volto coperto di cerone bianco, in stile giovane Renato Zero, e le spalline rosse a forma di chitarra. Il vero omaggio è la scritta "Andy" incisa sotto lo stivale. Un tributo nostalgico che non ha richiesto stylist, brand o particolari preparazioni e lascia spazio alla fantasia. Come sempre, vince chi è davvero se stesso.
Shablo, Guè, Tormento e Joshua. Architettura dello stile
Brioni veste Shablo, Guè Pequeno, Tormento e Joshua per la finale di Sanremo 2025. Il senso c'è e si vede, e il risultato è un ritorno ai video musicali dei rapper americani degli anni Novanta su MTV. Tutti e quattro indossano completi doppiopetto in lana, abbinati a camicie, cravatte e trench tono su tono, in una palette di colori che varia dal beige al marrone bruciato fino al grigio. Shablo finalizza l'outfit con un trench in lana leggermente più scuro rispetto al completo che aggiunge profondità al look. Guè, Joshua e Tormento seguono lo stesso concept, e il richiamo alla sartorialità italiana anni 2000 è fortissimo.
Ma il vero accessorio protagonista è il Flower Block, una console personalizzata per l'esibizione disegnata dal designer Luca Ricci. Realizzata in plexiglass trasparente ondulato, ridefinisce l’estetica del palco e rende l'esibizione visivamente indimenticabile. Ne avevamo davvero bisogno? Sì. Promossi a pieni voti.
Condividi su