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Ruffles, fiocchi e volant: dal romanticismo stilistico del XIX secolo a tendenza girly 2024

Simone Rocha
Simone Rocha  (getty images )

Tra le tendenze emerse dalle passerelle fw 23/24, veicolate dal potere di social come Tik Tok, emerge la tendenza Post Romance, anche detta Historical Romance

di Arianna Chirico

La moda risponde al design essenziale e alle linee prive di fronzoli del quiet luxury con un tripudio di raffinatezza, eccessi e spirito naïf, che trova nella giocosità di fiocchi, tulle e volant, ma anche chiffon, ruches, pizzi e merletti le sue principali caratteristiche. Ponendosi agli occhi del mondo come l’antidoto all’estetica minimalista, i fiocchi non sono solo fiocchi, ma si fanno portavoce di una nuova femminilità, che grida a gran voce la necessità di libertà e autoespressione. Una missione di cui il 2023 ne aveva fatto la sua battaglia principale, grazie anche alla pellicola Barbie che, dietro la sua apparente frivolezza, si prefiggeva di abbattere stereotipi e pregiudizi e di sbeffeggiare ogni tipo di misoginia, a colpi di empowerment, orgoglio e gender equality.

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Una narrativa fatta di romanticismo

La tendenza Post Romance prende le distanze dal Barbiecore, adoperando una narrativa più matura pur restando radicalmente stravagante. Si spoglia dei vezzi spensierati da eternal girlhood per avvicinarsi a suo modo al realismo. I design sono più puliti e meno eccessivi; le stratificazioni più contenute e strutturate; le palette diventano monocromatiche con giusto qualche accenno di colore, come il rosso, che sostituisce il rosa; le fantasie a fiori diventano più concettuali e i nastri si fanno ornamento di più dosata teatralità, ma maggior profondità. Sete, velluti, pizzi, mesh e perle si combinano a maniche a sbuffo, camicie lavallière, corpetti, gonne a campana, stivaletti stringati, mary jane e cuissardes e si contaminano in stili diversi, mescolandosi a chiodi di pelle, denim e biker boots. Il gioco dei contrasti è magicamente efficiente, contribuendo a una narrativa poetica adatta a chiunque, dalle più giovani alle più adulte, dalle donne agli uomini.

Patou
Patou  (getty images )

Significati e significanti 

Dai fiocchi di Marie Antoinette ai pizzi, i merletti e i volant protagonisti indiscussi dell’epoca vittoriana, le atmosfere da romanzo storico non hanno mai abbandonato la moda, in un continuo gioco di ri-adattamenti e decontestualizzazioni. Dal kitsch anni ‘80 al romanticismo impavido di Vivienne Westwood fino a quello raffinato di Simone Rocha, fiocchi, ruches e volant adornano non solo gli abiti ma anche gli accessori, facendosi portavoce di significati sempre diversi. Le loro origini sono intrinsecamente legate a una femminilità preziosa e eternamente infantile, ma la storia ha assistito a un’evoluzione delle loro accezioni, trasformandoli talvolta in segni di emancipazione.

Bora Aksu
Bora Aksu  (getty images )

Ruches e volant, poesia e seduzione

Ruches e volant nacquero per rendere più preziosi e sontuosi i vestiti della dame, offrendo sapientemente volume lì dove ne era sprovviste. Divennero una vera e propria mania: imbastite su colli, orli e maniche erano le armature del romanticismo più poetico. Attorno al 1860, previo ridimensionamento delle crinoline, la moda concepì la bustle skirt, una gonna che amplificava e sottolineava il fondoschiena grazie, nuovamente, ai volants. Un accessorio/ornamento rubato alle case di tolleranza, che finì nelle case delle giovani borghesi dando loro l’opportunità di sperimentare con uno stile diverso e rompendo quelli che erano gli stilemi del buon costume. Fu una piccola grande rivoluzione per le matrone vittoriane, che si aprirono a uno stile più civettuolo e sensuale. Oggi, perfettamente democratici, volants e ruches si adattano a ogni capo come sinonimo di leggerezza dell’abito, ma anche di una certa dose di autocritica e autoironia. Non hanno mai abbandonato la moda, ma tra alti e bassi, si prestano perfettamente ad armonizzare o a rompere le pre-dichiarate simmetrie, attraverso dei giochi di volumi che hanno il fine di valorizzare o enfatizzare alcune parti del corpo, tra eccessi e proporzioni.

Molly Goddard
Molly Goddard  (getty images )

Fiocchi: femminilità e nostalgia

Storia diversa per i fiocchi, tornati alla ribalta in maniera quasi prepotente nelle ultime collezioni FW 23/24. Simbolo di gioia, allegoria di unione profonda e suggello di ogni evento speciale, normalmente utilizzato per celebrare la nascita di un bebè, nella moda il fiocco nasce come espressione di una delicatezza infantile fino a farsi manifesto di un destino anarchico e ribelle. Alla corte del Re Sole, la duchessa Louise de Vallière iniziò a indossarlo al collo, da cui il nome di fiocco lavallière, o pussy bow: dopo la rivoluzione francese, fu adottato da artisti e intellettuali anti-borghesi come simbolo di liberazione e di lotta politica. Yves Saint Laurent, invece, lo rese un sofisticato segno di emancipazione femminile, abbinato a smoking e tailleur dal look imprenditoriale. Nel panorama delle tendenze contemporanee il fiocco è un simbolo di spirito sbarazzino e seduzione, che si rifà all’immaginario Lolita e a quello delle coquette, un’estetica nostalgica e prettamente femminile, in un un clima di maliziosa malinconia. 

Valentino
Valentino  (getty images )

Cute-ification

Quest’estetica ha invaso sì le passerelle, ma anche e soprattutto lo street style che, tra la dolcezza dei dettagli in pizzo e l'innocenza del fru fru dei fiocchi, urla l’importanza di manifestare una femminilità anche più infantile se necessario, non per forza sensuale, che si adatti a ciascun individuo. Gli accessori diventano particolarmente esplicativi, perché spesso ne racchiudono le peculiarità più emblematiche tra contaminazioni e unioni mai viste. É il caso delle sneakers iperfemminili, impreziosite di perline, pizzi, merletti e velluti, che mirano a romanticizzare un immaginario sessuale fortemente deriso da un mondo dominato dagli uomini, in cui la donna per essere sexy e femminile deve indossare scarpe col tacco.

Simone Rocha
Simone Rocha  (getty images )

Anche se le prime apparizioni delle cute sneakers non sono recenti, ma risalgono allo stile kawaii degli anni ‘80 e ‘90, nella moda occidentale sono state proposte solo nelle ultime stagioni, grazie a collabo tra brand sportivi e ready to wear, come Asics e Cecilie Bahnesen, New Balance e Ganni, in risposta a un clima culturale per cui la difesa della libertà, in ogni suo aspetto, è diventata imprescindibile.