Moda anni ‘70: un evergreen attualissimo e continuamente reinterpretato in chiave moderna
I Seventies hanno cambiato la sorti della società e della moda contemporanea, ergendosi a must da cui prendere ispirazione e da rispolverare continuamente
Tra i decenni migliori della moda, gli anni ‘70 hanno introdotto molte idee e tendenze che non sono mai del tutto scomparse: alcune sono diventate letteralmente iconiche ed intramontabili, altre vengono riesumate di tanto in tanto per nuove reinterpretazioni e ri-contestualizzazioni in chiave contemporanea. Dalle contaminazioni inizialmente flower power all'uso generoso di crochet e suede, fino all'evoluzione in uno stile più practicewear, composto da camicie dalle mille balze e ruches abbinate a pantaloni a zampa, stivaletti con la punta arrotondata e giacche formali in velluto; dagli abiti lunghi e fluttuanti alle frange fino all’estetica boho chic, si può dire, senza remore, che gli anni ‘70 non siano mai passati di moda!
Com'è la giornata tipo di una modella durante la Fashion Week?
Le influenze della cultura Hippie
La moda anni ‘70 è il frutto di tutte quelle suggestioni, eventi e cambiamenti che avvengono all'esterno. Tutto ha inizio con ciò che il ‘69 lascia in eredità al nuovo decennio, dallo stile nato a Woodstock alla cultura Hippie, una controcultura che grida alla rivoluzione sessuale, all'uso di stupefacenti per allargare lo stato di coscienza, agli ideali di pace, amore e libertà. Le sperimentazioni stilistiche diventano fondamentali per esprimere le proprie idee politiche e per permettere alla società di perseguire la propria libertà: l’abbigliamento si trasforma quindi in uno strumento di comunicazione, che lancia messaggi e si identifica con un orientamento politico rispetto ad un altro, solo attraverso la scelta di una giacca di pelle su un parka, o attraverso un occhiale da sole. La passione per India e Oriente, introdotta in Occidente dagli Hippie, si diffonde nella moda, con contaminazioni etniche ed edonistiche. Le rockstar diventano icone di uno stile di vita eccentrico e rivolto al consumo.
Studio 54: moda ed eccessi
Sono gli anni del famosissimo Studio 54, il club più leggendario della storia, che dal 1977 al 1980 ha dettato la moda e lo stile di vita di tutto il mondo. In un breve lasso di tempo, tutti sognano di poter varcare la soglia dello Studio 54 almeno una volta perché, partecipare è uno status: significa essere accettati dal mondo che conta e che detta le regole. Il night club diventa famoso come vera e propria istituzione, per le sue performance sontuose ed eccessive e gli abiti favolosi dei suoi frequentatori. Si popola dei personaggi più famosi dell'epoca: qui è possibile incontrare Andy Warhol e Truman Capote, i Jagger e Madonna, o ballare con Grace Jones e Liza Minnelli. Nella lista super esclusiva, sono presenti anche gli italiani Loredana Bertè, Gianni Agnelli e Elio Fiorucci. É frequentato assiduamente dagli stilisti più in: Ray Halston, che firma l'eleganza delle modelle e attrici più cool del momento, o Calvin Klein, che si presenta con la giovanissima Brooke Shields; Yves Saint Laurent, che trascorre il tempo con le sue amiche-muse-modelle e Diane Von Furstenberg, sempre al fianco di suo marito Egon, regina dei party newyorkesi.
Gli influencers degli anni ‘70
Sono proprio questi gli stilisti che dettano le regole della moda anni ‘70: Diane Von Furstenberg diventa un'icona nel 1974 con la creazione del super sexy wrap dress, l’abito a portafoglio in jersey di seta, diventato popolare grazie alla sua vestibilità versatile e rilassata, adattabile alla forma del corpo di tutte le donne, ancora oggi un must. Yves Saint Laurent, vero e proprio innovatore del guardaroba femminile, introduce look androgini ed unisex nel womenswear: dallo smoking al trench, dai knikerbokers al tailleur pantalone. Roy Halston Frowick è l’ideatore degli abiti più popolari visti sulle piste da ballo degli anni '70, in jersey, morbidi e senza bottoni o cerniere, perfetti per ballare tutta la notte.
In quegli anni si diffonde il colore e i pattern vivaci e psichedelici: lo stilista afroamericano che per primo ha reso popolare il blocco dei colori negli anni '70 è Stephen Burrows; Ottavio Missoni è il re della maglieria con motivi colorati e a zig zag, riconoscibile allora come oggi; Emilio Pucci diventa famoso per i suoi pantaloni attillati in shantung e stampe vivaci di abiti, camicette in jersey di seta e dei foulard, indossati da celebrità come Jackie Kennedy e Sophia Loren.
Sono anche gli anni dei primi passi di Vivienne Westwood, che ha avuto un ruolo importantissimo nella diffusione del punk nella moda, con i suoi pantaloni bondage, scarpe con zeppe eccentriche, borchie e sperimentazioni. Le passerelle sfoggiano outfit scintillanti, ispirati a quelli delle star del cinema anni ’30 e si vive all’insegna del motto “sex, drug e rock’n’roll’’.
Estetica boho chic e punk
Tra gli elementi più iconici dei Seventies, non mancano i pantaloni a zampa e le maniche svasate; gli abiti fluttuanti e quelli in crochet; i caftani in stile etnico e le tuniche; le tute e i minidress; le stampe floreali e le grafiche geometriche; l’estetica boho chic e quella punk; le frange e le trecce. In questi anni si riscopre il potere della semplice t-shirt, che non viene più vista come un semplice indumento intimo, ma diventa un vero e proprio capo di abbigliamento ed espressione del proprio stile. Le scarpe con la zeppa colorate e stravaganti, associate al mondo punk, alla disco music e a diversi cantanti e gruppi di quell'epoca. Le clutch, le bisacce, gli zaini e le tracolle realizzate in diversi materiali, dalla pelle alla rete, dalla paglia al midollino. I gioielli sono etnici: gli argenti sono messicani o indiani; le collane in perline dei nativi americani, come le piume e i girocolli.
La primavera estate 2024 si tinge di Seventies
Le collezioni primavera estate 2024 hanno fortemente subito l’influenza dei Seventies: Etro, Victoria Beckham, e Michael Kors si concentrano su abiti e gonne fluttuanti, eterei, nostalgici e leggeri, in stile boho chic, rigorosamente bianchi, anche se non mancano le versioni colorate. Dai tagli morbidi o svasati, hanno un DNA bohemian chic, che li rende versatili e senza dubbio incantatori.
I jeans di Diesel e di Ralph Lauren abbracciano lo stile bohémien, mixando raffinatezza, comfort e audacia. Isabel Marant riporta in auge i bracciali rigidi, bangles di legno o metallo che permettono di giocare con gli abbinamenti tra colori e texture. Ralph Lauren li propone in un finish sfumato, decorato con raffinate stampe floreali; Diesel lavora artigianalmente il tessuto per sbiadirlo e ridurre all'essenziale la trama solo in alcuni punti, creando una sensuale (ma anche grunge) texture che gioca sullo spessore. Per questa SS24, le calzature subiscono l’influenza degli anni ‘70 tra sabot, stivali cuissardes in morbido cuoio e contemporanee ballerine interpretate in stile boho-chic.
E, infine, le frange impreziosiscono stivali texani rivisitati in chiave slouchy, morbidissime maxi pochette o gonne ed abiti. Per la Fall Winter 2024-2025, Chemena Kamali nella sua sfilata d’esordio per Chloè, ha presentato, tra chiffon leggerissimi e ruches frou frou, un inno allo stile boho chic e all’eleganza e alla sexiness femminile che non ha nulla da chiedere a un uomo per auto-definirsi.