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Rara Avis: la mostra che, tra abiti di piume e cristalli, indaga sul rapporto tra moda e mondo aviario

Alexander McQueen, primavera estate 2008 

Una preziosa overview sugli abiti-uccello più sorprendenti e affascinanti realizzati nel corso degli anni, provenienti dagli archivi di Haute Couture delle più celebri maison di moda

RARA AVIS. Moda in volo alle Uccelliere Farnesiane è la mostra ospitata dal 24 aprile al 21 luglio dalle Uccelliere Farnesiane sul Palatino, uno dei luoghi più simbolici della Roma rinascimentale e barocca, incastonate negli Orti Farnesiani, il primo giardino botanico del mondo, voluto nel XVI secolo dal cardinale Alessandro Farnese. Curata da Sofia Gnoli, con l’organizzazione e la promozione del Parco archeologico del Colosseo, il percorso espositivo si snoda all’interno dei due padiglioni ed è suddiviso in tre sezioni: Il Mito; Caleidoscopiche Visioni; Le ALI, irreALI, reALI. La alata fantasia della ‘mitica’ Anna Piaggi, con una selezione di accessori provenienti dalla sua collezione personale, tra cui una borsa gabbietta con canarini e cappelli di Schiaparelli e Philip Treacy.

L'armocromia con Rossella Migliaccio

Il mondo aviario, tra suggestione e paura

Il fil rouge che unisce la mostra è il fascino esercitato dal mondo degli uccelli sulla nostra cultura, dalla letteratura all’arte fino alla moda, con le sue forme, i suoi simbolismi e i significati metaforici che, in una costante re-interpretazione, forniscono rappresentazioni di desideri e ambizioni umane, ma anche nuovi e diversi immaginari. Inquietanti o benevoli, comunque metaforici, gli uccelli fanno parte del lessico delle apparenze sin dall’antichità. È il caso di Maat, dea della giustizia dell’Antico Egitto, spesso rappresentata con ali piumate, così come delle Arpie della mitologia greca, mostruose creature con viso da donna e corpo da uccello.

Da sempre sospeso tra sacro, profano e terreno, il mondo dei volatili ha rappresentato una serie infinita di suggestioni, grazie alla loro maestria nell’arte del volo che ha sempre incantato - da Icaro a Leonardo da Vinci, che ne hanno provato per primi ad imitare le caratteristiche - e allo charme dei loro piumaggi e dei loro colori. 

Anna Piaggi 

Ispirazioni moda

Pappagalli, aquile, struzzi e pavoni hanno periodicamente incantato cavalieri e regine, principesse e muse del gusto, ma anche artisti, scultori e poeti. Se in passato gli uccelli venivano continuamente imbalsamati per preservarne la bellezza e trasformarli in oggetti d’arredo, nel Settecento, diventano gli accessori delle torreggianti acconciature di Maria Antonietta, giocosamente soprannominata da suo fratello Joseph “Testa di piume”. L’appellativo le fu conferito, proprio perché fu lei a lanciare il trend di altissime acconciature pullulanti di uccellini imbalsamati e piccole gabbie, create da Léonard, il suo parrucchiere personale. Dopo di lei, in epoca vittoriana, non era insolito vederli montati sui cappellini con tanto di fili che ne riproducevano i movimenti. Più tardi, come emerge da certe descrizioni di Proust che, in un passo della Recherche, vede trasfigurare la duchessa di Guermantes in uccello del paradiso, le donne iniziarono a subire vere metamorfosi.

Un amore per lo stile ispirato dal regno alato che si spinge fino al XXI secolo, espresso nelle creazioni,  tutte plumage, tra capi e accessori, di grandissimi designer, da Jean Paul Gaultier a Mcqueen, da Alessandro Michele a Versace, fino al cappellino-uccello che Carrie Bradshaw, la leggendaria protagonista della serie-tv Sex and The City, indossa il giorno delle sue mancate nozze per impreziosire l’abito di Vivienne Westwood, alla Pigeon Clutch Bag di JW Anderson.

Carrie Bradshaw in Sex and The City 

Abiti visionari per una location delle meraviglie

La mostra Rara Avis guarda a questa multiforme ispirazione aviaria restringendo il campo d’indagine agli abiti “uccello”. “È un focus su pezzi rari, scelti per i loro significati allegorici, che raccontano di magie e metamorfosi”, spiega Sofia Gnoli. I due padiglioni dell’edificio, che in origine ospitavano uccelli rari ed esotici provenienti dal nuovo mondo, “diventano l’alveo più naturale e filologico per accogliere gli undici abiti d’archivio di altrettante maison e svariati accessori, tornando simbolicamente all’uso per cui erano nati”. “La mostra è piccola, ma molto preziosa” spiega la curatrice. “Proprio come due Wunderkammer, le stanze delle meraviglie, che tra Cinquecento e Seicento ospitavano rarità naturali e artificiali, le Uccelliere Farnesiane accolgono oggi le creazioni selezionate per Rara Avis. Quando con Alfonsina Russo (direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, che organizza e promuove la mostra) ci chiedevamo che mostra fare in quegli scrigni di stupefacente bellezza, abbiamo pensato di restituirle all’uso per cui erano nate e di popolarle di visionari abiti e accessori uccello”. 

Katy Perry al Met Gala 2018 in un abito Versace 

Cosmo strabiliante 

Alfonsina Russo spiega invece che la mostra “conferma la volontà del Parco archeologico del Colosseo di vivificare i suoi importanti complessi architettonici con eventi culturali che traggano la loro ispirazione dal genius loci, in dialogo con le energie creative che progressivamente emergono dalla società civile. Grande attenzione è stata riservata, oltre che alla scelta degli oggetti, anche all’allestimento della mostra, che sarà immersivo con proiezioni di un paesaggio idilliaco, dei suoni e dei rumori della natura per la voliera che ospita la sezione Caleidoscopiche Visioni e la simulazione di tuoni e lampi nell’altra per la sezione Il Mito”. Sofia Gnoli aggiunge: "Vorremmo far vivere ai visitatori un’esperienza di stupore, come se si immergessero in un piccolo cosmo strabiliante, in cui c’è una corrispondenza tra uomo e animale, per guardare più lontano al rapporto stesso con la natura”. 

Gli abiti uccello

Tra le meraviglie che sarà possibile ammirare durante la visita nella prima voliera dedicata al Mito, ci sarà l’abito cigno nero di Alexander McQueen, con bustier di piume d’oca, un collo e una testa di cigno avvolta intorno alla nuca, disegnato per la Haute Couture di Givenchy autunno-inverno 1997. McQueen, l’ornitologo della moda animato da profonde inquietudini, una volta dichiarò di essere affascinato dagli uccelli in volo. «Mi ispira la forma della piuma, e anche i suoi colori, la grafica, l’assenza di peso, l’ingegneria: è tutto molto elaborato. In realtà quello che cerco di fare è trasporre la bellezza degli uccelli nelle donne».

Cruise 2022 Dior 

Un focus particolare al maestoso abito cigno bianco, una spuma di tulle completata da candide ali di Maria Grazia Chiuri per la Cruise 2022 di Dior, ispirato a un costume indossato da Marlene Dietrich a un ballo in maschera nel 1935; al lungo abito nero, guarnito sul retro da una cascata di caleidoscopiche piume di Thierry Mugler per la collezione haute couture SS 1997.

Thierry Mugler, Haute Couture primavera estate 1997, Les Insectes  

Ma anche al micro-abito dorato, in metal mesh ed enormi ali di piume di struzzo disegnato da Donatella Versace appositamente per Katy Perry e dai lei sfoggiato sul tappeto rosso del Gala del MET nel 2018; al look esclusivo realizzato da Alessandro Michele per Gucci con ricami in cristalli 3D e indossato da Florence Welch, al MET Gala del 2019, così come alla mise, con bolero pappagallo, della prima sfilata haute couture di Jean-Paul Gaultier autunno-inverno 1997. Un posto speciale merita inoltre l’abito “Vittoria del colibrì”, progettato appositamente per “Rara Avis” da Tiziano Guardini, realizzato in seta non violenta(senza l’uccisione dei bachi)e dedicato al tema della sostenibilità.