Piante carnivore: come curare e coltivare questi arbusti dal fascino irresistibile
Queste esotiche piantine sono speciali e destano molto interesse e curiosità, anche perché sono le predatrici del mondo vegetale e sono state spesso l'attrazione di film horror o fantascienza. Ma in realtà non sono davvero carnivore e si nutrono soprattutto di insetti per trarne i nutrienti di cui sono carenti.
Le piante carnivore sono arbusti molto particolari con specifiche esigenze e necessità. Richiedono attenzioni diverse dalle piante di cui ti prendi cura abitualmente ma con un po' di abilità, anche se non sei una vera esperta di giardinaggio, riuscirai a farle crescere. Sappi che le piante hanno proprietà straordinarie: guarda questo breve video e scopri tutte le specie più belle in grado di purificare l'aria della tua casa.
piante che purificano l aria
Piante carnivore: cosa sono e come si comportano
Le piante carnivore sono considerate delle vere e proprie predatrici all'interno del mondo vegetale. Sono state protagoniste indiscusse in alcuni film horror o romanzi di fantascienza e questo ha contibuito ad aumentare il loro fascino. Quando si pensa a una pianta carnivora si immagina una pianta con vere e proprie fauci, provviste di denti, pronti a uccidere chi incontra. In realtà non tutte le piante carnivore hanno i denti, anzi a voler essere precisi l'unica pianta carnivora dentata è la Dionaea, che di fatto è anche la più nota delle carnivore. Non si tratta naturalmente di denti reali, ma di qualcosa che visivamente ricorda i denti.
Esistono poi tante tipologie di piante carnivore, e ognuna di queste ha il suo metodo di nutrimento e cattura delle prede. Le piante sono dette carnivore ma naturalmente non mangiano la carne. Pensa che le carnivore si nutrono di insetti e artropodi, di solito uccidono l'insetto ma non lo mangiano del tutto. Come carnivora è una parola fuorviante, anche "mangiare" lo è, in reltà non si nutrono realmente della preda ma ne ricavano azoto, fosforo e preziosi oligoelementi indispensabili per la crescita. Si tratta sempre di specie vegetali, e sono considerate piante parziamente eterotrofe cioè che non si alimentano solo con la sintesi clorofilliana. Immagina che queste piante, pur di trovare i nutrimenti a loro necessari, nel tempo si sono evolute, cacciando piccoli organismi.
Caratteristiche delle piante carnivore
Le piante carnivore sono delle ottime predatrici, possiamo dire che sono delle piante geniali perché si procurano da sole il cibo. La più famosa è la Dionea, il suo è un sistema di cattura con intrappolamento a scatto. In pratica ha un funzionamento quasi meccanico, quando un insetto si appoggia su una foglia lei innesca una trappola mortale che imprigiona l'insetto. I suoi vengono definiti denti ma sono in realtà delle ciglia che trattengono l'insetto e gli impediscono di volare. A questo punto la pianta produce degli enzimi che gli servono per digerirlo, mentre l'insetto è ancora vivo.
Un'altra pianta carnivora molto conosciuta è la Sarracenia, con una forma che ricorda dei grossi coni gelato che possono arrivare anche a un metro di altezza. Ha un'arma particolare, una specie di pozzo da cui gli insetti non riescono più a uscire. Il pozzo di chiama ascidio. Una volta che l'insetto entra nell'ascidio, questo si riempie di liquido ricco di enzimi per digerirlo. A volte i ragni approfittano di questo pozzo speciale e, senza cadere dentro, cercano di tirare via con le zampette gli insetti intrappolati.
La Drosera ha un sistama di cattura delle prede ancora diverso, come la Dionaea ma piccolo: ha foglie ricche di tentacoli coperti da una sostanza collosa e appicicosa che blocca le prede. C'è poi anche la Cephalotus follicularis, una pianta carnivora che come la Sarracenia ha un ascido profondo ma pieno di aculei per pungere i malcapitati insetti.
Piante carnivore: le più diffuse e come prendersene cura
La Drosera ha sui tentacoli dei fili rossi che pare abbiano il compito di fare riserva di acqua. Gli insetti vengono catturati da una sostanza appiccicosa, che li imprigiona con i suoi filamenti. Le foglie di alcune specie si piegano completamente sulle prede. La Drosera ama i raggi diretti del sole, ma non durante le ore più calde, e richiede un alto livello di umidità dell’ambiente in cui vive e del terreno. A questo scopo va nebulizzata con acqua ogni giorno o posizionata in un terrario. Questa pianta non ama le temperature troppo basse sia all'aperto sia in casa.
La Venere acchiappamosche (Dionaea muscipula) è una pianta davvero eccentrica e originale con le sue grandi bocche, le trappole, che si serrano, acchiappando la preda. Questa pianta carnivora sta bene a pieno sole, se vi si abitua gradualmente, e anche con l’immersione nel sottovaso. Le sue bocche o meglio le sue trappole dopo essersi alimentate per circa sei volte muoiono, ed è bene tagliarle per evitare la formazione di agenti micotici. Infine, la Nepenthes, al contrario della Dionaea muscipula e della Drosera, non ama il sole diretto, che rischia di bruciarle le bocche.
Come coltivare una pianta carnivora
La pianta carnivora si procura cibo da sé. Negli anni si è evoluta per questo scopo. Se le procuri tu il cibo, fai qualcosa contro natura, e non fai del bene alla tua pianta. La pianta carnivora, infatti, mangia insetti solo quando sente di avere una carenza di certe sostanze. Non deve mangiare ogni giorno o quando decidi tu. Se vuoi darle amore e attenzioni, cura la posizione del suo vaso, fai attenzione che abbia la giusta umidità e un terreno non troppo ricco di nutrienti. In linea generale, le piante predatrici hanno bisogno di alcune importanti attenzioni che devi assolutamente conoscere.
Per la loro irrigazione se hai modo privilegia acqua piovana, più non alteri il ciclo naturale della piante più lei te ne sarà riconoscente. Se non hai acqua piovana, scegli acqua distillata, o di condensa del freezer o del deumidificatore. Scegli un terreno non fertile e con ph elevato. Una miscela di 3:1 di torba bionda acida di sfagno e sabbia orticola è ideale. Non deve contenere azoto, per le piante carnivore è praticamente una sostanza tossica.
Hanno bisogno di tanta luce perché la luce stimola la produzione di pigmenti e le rende ancora più belle. Alcune carnivore fanno eccezione: la nepenthes ad esempio sta bene anche a una minore esposizione solare. Per quanto riguarda la temperatura preferita, invece, possiamo dire che ogni pianta carnivora ha le sue preferenze: assicurati di conoscere bene le esigenze della tua.
Piante carnivore: cura e manutenzione
La pianta carnivora è eterotrofa, cioè non si nutre attraverso la fotosintesi clorofilliana, ma è sempre un vegetale, che nella sua evoluzione è riuscita a sfruttare gli elementi (ad esempio, azoto e fosforo) di piccoli organismi per compensare le sue carenze. In natura esistono almeno 600 specie di piante carnivore di vario genere e famiglia. Queste piante catturano e divorano soprattutto gli insetti, per penuria di sostanze nutrienti. Originarie di luoghi con terreni poveri, catturando vermi, insetti e piccoli anfibi, addirittura pesci, possono procurarsi il nutrimento necessario. Sono piante simili alle altre: la loro coltivazione non comporta particolari difficoltà, se si rispettano delle semplici regole, anche se non hai molta pratica di giardinaggio.
Se vuoi coltivarle in casa puoi organizzare un terrario, una specie di giardino in miniatura di vetro. Così potrai osservare le nuove radici che fanno capolino, le foglioline che nascono e i cambiamenti graduali della pianta. Puoi crearlo con un barattolo, dei piccoli ciottoli colorati e qualche piantina. Fai in modo che le foglie non si attacchino al vetro, per non rischiare che marciscano. Durante la notte con la fotosintesi si produce acqua e anidride carbonica e questo mantiene in vita la piantina. Il terrario è insieme un complemento dell’arredamento della casa e un attraente spettacolo del mondo vegetale, un incontro particolare con la natura.
L’illuminazione è importante anche da sole diretto, ma in modo graduale; l’ambiente deve avere un buon grado di umidità, ma non troppo ventilato. Se non utilizzi il terrario, puoi collocarla su una finestra luminosa dell'appartamento, sempre in modo graduale e non continuo. Utilizza l'acqua piovana o distillata per annaffiarla, in modo da non danneggiarla con il calcare. Poi puoi nebulizzarla con uno spray anche più di una volta al giorno. Il terreno deve essere acido; per questo sarà composto di torba acida, di sfagno umidificante misti a sabbia.
La pianta va protetta dai ristagni di acqua e il drenaggio deve funzionare perfettamente. Non aggiungere mai fertilizzanti al terreno di queste piante. Potrebbero avvelenarle fino a farle morire. Le piante carnivore si cibano con le loro prede, ma questo non deve portarti a dar loro da mangiare mosche morte o carne a pezzettini. Se davvero ti va di dar da mangiare a queste piante procurati degli insetti, delle zanzare magari. Ma la scelta migliore è senz’altro farle nutrire spontaneamente.
Di quanta acqua hanno bisogno le piante carnivore?
Riproducendo il più possibile all’interno della casa l’ambiente naturale di una pianta, le vedremo adattarsi e crescere senza difficoltà e la loro coltivazione si semplifica. Le piante carnivore che compriamo nei vivai di solito sono coltivate all’interno, con un alto livello di umidità e luce solare controllata. Quindi, in casa vanno posizionate nel luogo più luminoso dell’appartamento, nei pressi di un balcone o di una finestra che ricevono tanta luce da fuori, per abituarle poi man mano ai raggi diretti del sole. Per quanto riguarda il vaso, sarà perfetto un contenitore in plastica, che conserverà meglio il grado di umidità. Prima di trapiantarle è bene farle adattare al clima del nuovo ambiente.
Come non vanno utilizzati dei fertilizzanti così non va bene per queste piante un terriccio ricco di nutrienti, che potrebbe rovinarle definitivamente, essendo assuefatte ai terreni poveri del loro habitat naturale. Il terriccio non deve essere pressato, ma spugnoso. Va infatti inumidito con acqua distillata in modo che sia meno compatto e che le radici possono prendere aria. Per irrigarle un giusto metodo è quello dell’immersione in un sottovaso pieno di acqua, in modo che possa abbeverarsi da sola. Una permanenza troppo lunga nell'immersione, però, potrebbe provocare marciume nelle radici. Ricorda, inoltre, di non usare nel sottovaso acqua del rubinetto, ma solo acqua distillata o piovana o ancora acqua oligominerale della bottiglia.
Piante carnivore: malattie e parassiti
Le piante carnivore come abbiamo visto si nutrono dei piccoli insetti ma a loro volta temono i parassiti, il più pericoloso per loro è la muffa grigia (Botrytis cinerea), una malattia diffusa nel mondo dei vegetali. Solitamente questa muffa si sviluppa quando temperatura e umidità sono elevate. Per combattere la muffa grigia e gli altri parassiti che possono colpire queste pianta carnivore è ben adoperare un prodotto fungicida.
Probabilmente se stai leggendo questo articolo desideri portare a casa tua una pianta carnivora e imparare a coltivarla. Precisiamo subito un aspetto importante, le piante carnivore non sono dei giocattoli, puoi coltivarla tranquillamente ma devi prestarle le cure di cui ha davvero bisogno. Ad esempio, se desideri avere una Dionea, pensa che non può mai vivere in casa, ma solo all'esterno anche se fa freddo. Si accontenta di un vaso su un bel balcone, non pretende un giardino enorme, anche perché durante l’inverno entra in una specie di letargo.
Prendersi cura delle piante carnivore può essere un'esperienza gratificante e affascinante per gli appassionati di giardinaggio di ogni livello. Queste meraviglie naturali aggiungono un tocco unico ed esotico a qualsiasi ambiente, mentre offrono un'opportunità unica di osservare da vicino la natura in azione.
È fondamentale comprendere le esigenze specifiche di ciascuna specie di pianta carnivora e fornire loro un ambiente adatto per prosperare. Dalla corretta esposizione alla luce e all'umidità alla corretta alimentazione e cura del terreno, ogni aspetto della cura delle piante carnivore richiede attenzione e dedizione.