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Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Oscar 2024: costumi e curiosità dei film vincitori

Oscar 2024
Oscar 2024  (getty images)

La 96esima edizione degli Academy Awards è stata celebrata il 10 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles, sancendo, come consuetudine annuale, i miglior film della stagione

di Arianna Chirico

La cerimonia degli Oscar 2024 è stata decisamente tranquilla: nessun colpo di scena particolare, nessun discorso straordinariamente esilarante. I vincitori designati erano già stati ampiamente pronosticati in precedenza, ma la conduzione di Jimmy Kimmel e gli attori del film Barbie hanno regalato qualche momento divertente. Un esempio? L’esibizione di Ryan Gosling, il Ken umano della pellicola di Greta Gerwig, che ha performato la sua canzone I’m just Ken in modo ironico e entusiasmante. O John Cena, nelle vesti di un tritone in Barbie, che ha annunciato l’Oscar ai migliori costumi, senza costumi. 

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Un uomo nudo sul palco

Partiamo proprio da questo.  

Il wrestler è salito sul palco degli Academy Awards senza abiti, in una gag che rimandava a un episodio accaduto circa cinquant'anni fa, nel 1974, quando l'attivista per la pace Robert Opel interruppe la 46esima edizione degli Oscar piombando sul palco alle spalle di David Niven che stava per annunciare il premio a Elizabeth Taylor. Attimi di imbarazzo per la star de I cannoni di Navarone, sorpreso dall’incursione. Pochi secondi passati alla storia degli Oscar, archiviati con qualche sorriso e una battuta. 

A rendere funny l’episodio è stato il discorso di John Cena sull'importanza dei costumi per gli attori. “Non credo di poter aprire la busta” è stato il suo commento. Ma in realtà John Cena nudo non era e le foto di backstage hanno svelato il trucco: il wrestler indossava uno slip color carne. 

John Cena
John Cena  (getty images)

Lo stile vittoriano di Poor Things!

L'Oscar per i migliori costumi della 96° edizione degli Academy Awards è andato a Povere Creature! di Yorgos Lanthimos. La statuetta è stata vinta da Holly Waddington, che ha dato prova di quanto un costume possa contribuire all’immediatezza di una storia.

Poor Things! è un film sci-fi comico, a tratti dark, ambientato a fine Ottocento, che riecheggia i temi di Frankenstein affiancati alla liberazione sessuale e politica delle donne. Inizialmente la protagonista indossa camicie da notte e abiti baby doll bianchi, poi un bustle cage indossato a mo’ di coda da sirena coglie il lato giocoso delle silhouette del tempo. Ha spesso le gambe scoperte, i piedi nudi e i lunghi capelli sciolti o intrecciati. L’evoluzione psicologica della protagonista si traduce anche nelle scelte stilistiche, che prediligono colori accesi e vibranti che innescano alla libertà: pantaloncini gialli, abiti dalle maniche extra e tanti volant. Nei suoi viaggi, Bella Baxter indossa stivaletti bianchi alla caviglia che hanno un’apertura sulla punta, da un’ispirazione all’estetica space-age portata alla ribalta da Courrèges negli anni ’60. 

I costumi non si sforzano di essere storicamente accurati quanto piuttosto di evocare una generale stravaganza, partendo da silhouette di epoca vittoriana per esagerarle, decostruirle e riassemblarle in un bizzarro contemporaneo, pur di riflettere la personalità della protagonista: una donna fuori dagli schemi che desidera vivere liberamente e sbagliare, se necessario per conto suo.

Bella Baxter - Poor Things!
Bella Baxter - Poor Things!  (my movies)

Emma Stone come Bella Baxter 

A dare un volto straordinario a Bella Baxter, Emma Stone, la cui interpretazione le ha permesso di aggiudicarsi la statuetta come Miglior Attrice Protagonista. In un turbinio di emozioni, incredulità e commozione, l’attrice è salita sul palco confidando e mostrando al pubblico il funesto destino del suo abito griffato Louis Vuitton, scucito sul retro. Ha poi ringraziato la platea, il suo team e la sua famiglia: “La cosa più bella di fare un film è che il risultato è più della somma delle parti: voglio condividere questa statuetta con tutti quelli che hanno lavorato al film. Yorgos grazie di averci regalato Bella Baxter”. 

Povere creature! ha vinto anche per la migliore scenografia, premio conferito a James Price e Shona Heath e Zsuzsa Mihalek per la decorazione del set, e per il miglior make up e hairstyling a Nadia Stacey, Mark Coulier e Josh Weston

Emma Stone
Emma Stone  (getty images)

Moda e storia

A fare incetta di premi però, come da previsioni, è stato Oppenheimer, la pellicola diretta da Christopher Nolan, che si è aggiudicata l’Oscar per miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista a Cillian Murphy; miglior attore non protagonista a Robert Downey Jr.; miglior montaggio; miglior fotografia; miglior colonna sonora originale. 

Il film aveva ricevuto una candidatura anche per i miglior costumi, curati da Ellen Mirojnick che, attraverso scelte di stile non casuali, ha utilizzato la moda per delineare le personalità dei personaggi, raccontandone insicurezza e forza.

Oppenheimer
Oppenheimer  (getty images)

Costumista di grandi successi come il cult Basic Instinct, il film-musical The Greatest Showman e Bridgerton, Ellen Mirojnick propone completi in perfetta linea con la moda maschile degli anni Quaranta: pantalone a gamba dritta e vita alta, camicia con colletto di una certa importanza, bretelle, cravatta corta e giacca con spalle rinforzate. Non tutti all'epoca, però, indossavano il completo.  Chi non lo faceva, optava per abiti ugualmente intrisi di potere: dall’uniforme militare a camici, grembiuli in pelle e giubbotti in cotone spalmato, che rappresentavano un workwear alternativo e particolarmente dignitoso.

Cillian Murphy
Cillian Murphy  (getty images)

Oppenheimer: icona di stile ante litteram

Lo stile di J. Robert Oppenheimer è un mezzo utilizzato inconsapevolmente dal fisico per sottolineare il suo potere. Christopher Nolan e Ellen Mirojnick, consapevoli del potere della moda, hanno scelto il cappello come simbolo iconografico di prestigio. Oppenheimer è l’unico che lo indossa e lo fa senza temere di risultare poco serio, ma accrescendo inconsapevolmente la sua fama di fashion icon ante litteram. Il cappello in questione non è che un ibrido di un pork pie e un cowboy hat. Altro elemento complementare dei suoi look è la fibbia della cintura in argento con inserti turchesi, che stride sui calzoni grigi en pendant con il di sopra, e che si rifà ad un reale accessorio che il fisico indossava.

J. Robert Oppenheimer
J. Robert Oppenheimer  (my movies)

Oscar 2024

Una piccola menzione anche agli Oscar, pochi, aggiudicati da altre pellicole in concorso.

L’Oscar come migliore attrice non protagonista è andato a Da’vine Joy Randolph per il ruolo di Mary Lamb in The Holdovers - Lezioni di vita di Alexander Payne.
Quello per miglior film straniero a La zona d’interesse di Jonathan Glazer, spazzando l’unico film italiano candidato agli Oscar, Io capitano di Matteo Garrone; mentre quello per la miglior sceneggiatura originale è andato a Anatomia di una caduta di Justine Triet. Barbie invece si aggiudica l’Oscar per la miglior canzone con What Was I Made For? di Billie Eilish.