Perché il nero è associato all’eleganza? La storia di un colore senza tempo
Il nero supera le mode, è una scelta mai banale e di estrema eleganza, lo scelse Coco Chanel per l’eterno “Little Black Dress” e Hubert de Givenchy per vestire Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”. Ma vedremo che il nero è alla base dei look della sottocultura Punk e dei sovversivi designer giapponesi. Oggi, il nero è una costante nelle collezioni dei brand di lusso e dei designer all’avanguardia, è il colore prediletto dalle celebrities per i grandi eventi e quello più scelto dagli ospiti del Festival di Sanremo di quest’anno.
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Chiunque possiede un look total black valido per qualsiasi occasione, ma il nero è molto di più di un semplice “passe-partout”, è simbolo di un’eleganza senza tempo, formalità e serietà ma anche di ribellione e potenza. Annulla tutti gli altri colori, è al contempo omologazione e anche differenziazione e mistero. Nel corso del tempo ha cambiato i significati a esso connessi, dal colore simbolo del male e del lutto è diventato il simbolo della moda, scelto dai designer più importanti come colore chiave della maggior parte delle collezioni. Ancora oggi il nero continua a essere molto di più di un semplice colore, non è mai banale e supera la prova del tempo, ed è proprio per questo che anche gli ospiti di Sanremo hanno puntato sull’estrema eleganza del nero per i look della 74esima edizione del Festival. In questo articolo ripercorriamo la storia del nero nella moda e lo vediamo negli ultimi look di Sanremo come simbolo di eterna eleganza.
Il nero nel corso della storia, un’evoluzione di significati
Nell’antichità il nero aveva tutt’altro significato rispetto a quello attuale: per gli antichi Egizi il nero era simbolo di negatività, collegato all'oscurità e all'ignoto. Per molto tempo il nero è stato associato alle figure magiche e maligne, raffigurate spesso con dei lunghi pepli neri. È nel 1500 che il colore nero viene scelto dalle classi medio-alte della società, anche perché era molto costoso tingere di nero i tessuti, e associato all'autorità e all'onestà. In quel periodo, le cariche ecclesiastiche lo adottarono come simbolo di espiazione dai peccati e, successivamente, divenne l'uniforme comune degli imprenditori borghesi e dei burocrati.
La moda e il nero, dagli anni ’20 ad oggi come simbolo di eleganza
É Coco Chanel che compie il grande passo di far entrare il colore nero nel mondo della moda, una vera e propria rivoluzione negli anni ’20. In una società in cui i colori scuri erano tradizionalmente riservati agli uomini, Coco Chanel crea un capo destinato a sorpassare i confini del tempo: la “Petite Robe Noire”, il classico tubino nero. Questo nuovo capo, simbolo di una femminilità rinnovata, conquista rapidamente le star di Hollywood: Hubert de Givenchy disegna per Audrey Hepburn nel film “Colazione da Tiffany" un magnifico tubino nero che diventa il simbolo dell’eleganza sofisticata di quegli anni, mentre Marilyn Monroe viene fotografata da Bert Stern per Vogue indossando un abito nero creato da Christian Dior. Negli anni ’90 il nero diventa il colore d’elezione della moda intellettuale dei designer giapponesi: Yohji Yamamoto, Issey Miyake e Rei Kawakubo (Comme des Garçons) creano una rivoluzione nel Fashion System, un nuovo modo di pensare gli abiti e, a dominare nelle loro collezioni, è il colore nero. Oggi il nero è il colore più usato nella moda, austero e al contempo dalle infinite potenzialità comunicative, scelto per i capi più importanti delle collezioni e preferito al contempo dalle celebrities per gli eventi più prestigiosi.
Il nero nei look di Sanremo, le scelte degli artisti
Non è un caso che gli artisti ospiti della 74esima edizione del Festival di Sanremo abbiano puntato sul colore nero per i look del festival, simbolo indiscusso di eleganza. Tuttavia è possibile che la scelta degli artisti sia stata orientata non soltanto dalla bellezza senza tempo del nero ma anche dal “Fanta Sanremo” - il fantasy game assegnava infatti 10 “Baudi” per ogni look total black. Ghali ha scelto un ampio trench e pantaloni larghi, entrambi neri della collezione Co-Ed 2024 Maison Margiela per la seconda serata e un completo nero custom made di Marni per la serata finale, Rose Villain ha puntato su un sensuale abito Balenciaga, Mahmood ha invece puntato su un total black di Rick Owens. Annalisa ha scelto un abito nero di Dolce e Gabbana mentre Fiorella Mannoia si è presentata elegantissima in un maxi vestito nero con scollatura a cuore di Luisa Spagnoli.
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