MIGA STUDIO. Occhiali progettati come architetture che uniscono il tradizionale e il nuovo
La nuova collezione Spring/Summer 2025 di Miga Studio si muove esattamente su questa linea: da un lato precisione strutturale, dall’altro libertà formale. Due anime, due famiglie: Locked e Orbit.
Chi ha detto che un paio di occhiali debba limitarsi a stare bene sul proprio viso? Per Miga Studio, giovane brand indipendente nato meno di cinque anni fa, l’eyewear è prima di tutto un progetto. La linea Locked lavora non a caso con il titanio giapponese: leggero, solido, difficile da lavorare. Il risultato sono occhiali dal profilo netto, ispirati all’estetica brutalista (non vi siete persi The Brutalist con Adrien Brody al cinema, vero?), con componenti incastrati come elementi architettonici. C’è qualcosa di essenziale, quasi ingegneristico, in queste montature sottili ma decise, disegnate per durare e per resistere. Non c’è decoro, non c’è nostalgia. C’è una ricerca formale concreta, che si traduce in un equilibrio preciso tra spessore, peso, tensione. Le lenti sono Zeiss antiriflesso, a conferma che estetica e prestazione non si escludono.
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Da Milano a Tokyo: la visione progettuale di Miga Studio
Fondato nel 2021, Miga Studio nasce come progetto di ricerca e design tra Milano e Tokyo, con l’obiettivo di creare oggetti visivi in grado di connettere estetica e struttura. Il nome stesso è un manifesto: “Miga” significa texture in giapponese, ma rimanda anche alla nozione di “struttura architettonica” – due concetti che convivono nei prodotti del brand. Ogni collezione nasce da un processo interdisciplinare: il background in product design, l’influenza dell’architettura brutalista, il pensiero progettuale giapponese – che si caratterizza per la semplicità funzionale, l’attenzione ai dettagli e il miglioramento continuo, valorizzando armonia, naturalezza e bellezza nell’imperfezione – e l’eccellenza manifatturiera italiana si incontrano in un linguaggio chiaro, geometrico, senza decorazioni inutili. I materiali sono scelti per la loro resa tecnica, ma anche per la loro presenza visiva: il titanio made in Japan, l’acetato italiano da blocco, le lenti fotocromatiche Zeiss. Miga Studio non lavora per trend, ma per principi formali. Ogni occhiale è pensato per essere costruito e non puramente disegnato. E ogni forma è il risultato di una funzione, mai un’imitazione di stile. Una filosofia chiara: guardare non è solo vedere, è un atto progettuale.
Materia, volumi, dettagli: la forma diventa contenuto
Nelle nuove montature SS25 la forma è tutto fuorché neutra. La scelta dell’acetato secco, lavorato in modo da mantenere una densità piena e una trasparenza calibrata, restituisce occhiali con un peso visivo deciso, quasi scultoreo. Le linee sono spesse, angolate, ma mai eccessive. Il risultato è un equilibrio raro tra volume e portabilità. Due le colorazioni principali: una sfumatura bruno-miele, calda e materica, che enfatizza le venature naturali dell’acetato; e una variante più fredda, grigio fumo con lenti azzurre, elegante ma non impersonale, con un’allure vagamente rétro. Il taglio delle lenti è netto, quasi geometrico: niente curve superflue, ma nemmeno rigidità industriale. Dettaglio non trascurabile: la scritta ALWAYS EXPECT THE UNEXPECTED incisa all’interno dell’asta.
Orbit: superfici più morbide, ma non meno strutturate
Orbit, invece, si muove su un registro più morbido, ma altrettanto progettato. È la prima collezione completamente prodotta in Italia, utilizzando acetato ricavato da blocchi secchi, quindi più sostenibile e lavorabile senza solventi. Il design lavora sulle curve, sulle superfici che reagiscono alla luce. Le finiture alternano lucido e opaco, le lenti sono fotocromatiche, capaci di cambiare con l’intensità luminosa. Sono occhiali pensati per chi cerca fluidità e comfort, ma dentro una forma precisa.
Quello che Miga Studio porta avanti è un discorso coerente: i loro occhiali non inseguono la tendenza, non urlano per farsi notare. Lavorano per affermare un’identità attraverso la costruzione delle forme, dei materiali, dell’oggetto nel suo insieme. Miga parte dal progetto, e in questo somiglia più a un laboratorio di design industriale che a un brand moda. Forse è proprio qui la sua forza.