Manuale d'uso all'armocromia: come evitare che limiti la tua libertà di scelta
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L’armocromia ha travolto il mondo della moda da qualche anno, ma siamo davvero sicuri che sia una disciplina così nuova? La psicologia dei colori non è una novità: esistono tonalità che ci trasmettono determinate sensazioni e questo è un dato di fatto. Con l’armocromia si arriva a qualcosa di più: questa disciplina ci aiuta a scegliere i colori che, se abbinati al nostro incarnato, riescono a farci apparire più luminosi. Scopriamo insieme chi ha teorizzato per prima le basi dell’armocromia e come possiamo utilizzarla a nostro vantaggio, senza sentirci necessariamente limitate nella scelta dei capi da indossare!
Un po’ di storia dell'armocromia
L’armocromia non nasce negli ultimi anni, come erroneamente siamo portati a pensare: questa disciplina, infatti, ha radici più antiche. La prima persona a gettare le basi dell’armocromia è stata Carole Jackson, consulente d’immagine e autrice di bestseller. Nel 1980 Jackson pubblica Color me Beautiful che non è altro che un testo che teorizza tutta la filosofia sulla quale verterà l’armocromia moderna.
Carole spiega quindi che esistono colori che ci donano più luminosità di altri e scegliere queste tonalità può rivelarsi utile per dare una svolta al proprio guardaroba. Scopriamo insieme perché.
Le stagioni nell'armocromia
In Color Me Beautiful, Carole Jackson suggerisce la divisione in stagioni, basandosi sulle quattro stagioni dell'anno. Queste vengono suddivise a seconda delle cromie dell'incarnato, degli occhi e dei capelli per accostarli così ai colori pensati per valorizzare quella determinata stagione.
Le stagioni non sono determinate dal periodo della nostra nascita, ma dipendono dal colore del sottotono della nostra pelle.
In Italia, è Rosella Migliaccio la prima consulente di immagine ad aver diffuso le basi dell'armocromia nel nostro Paese, anche grazie al suo libro Armocromia, un vero e proprio manuale su questa disciplina. Non solo, Rossella ha anche fondato l'Italian Image Institute, primo ente dedicato esclusivamente alla formazione dei consulenti di immagine, specializzati anche in armocromia.
Facciamo degli esempi
Le stagioni armocromatiche sono quattro e ogni stagione si suddivide a sua volta in quattro categorie o sottogruppi.
Le persone che appartengono alla stagione Inverno-Winter hanno un viso con grandi contrasti che potemmo riscontrare tra il colore degli occhi, dei capelli e della pelle. Alle persone Inverno stanno molto bene i colori freddi e intensi. Un esempio famoso? Audrey Hepburn.
La stagione Winter si suddivide in:
- bright: un esempio è Katy Perry;
- cool: un esempio è Lily Collins;
- deep: un esempio è Victoria Beckham.
Le persone Estate-Summer, invece, hanno delle tonalità chiare ma non accese, come per le persone Inverno. Anche per loro le tinte migliori sono fredde, ma dai toni tenui, delicati e tendenti al pastello. Una personalità di spicco della stagione Estate è Grace Kelly.
La stagione Summer si suddivide in:
- light: un esempio è Elle Fanning;
- cool: un esempio è Bianca Balti;
- soft: un esempio è Jennifer Aniston.
Per quanto riguarda la Primavera-Spring, le persone che fanno parte di questa stagione hanno tonalità più calde sia di capelli che nell’incarnato, per questo dovrebbero preferite colori caldi ma accesi e luminosi. Un esempio iconico? Charlize Theron!
La stagione Spring si suddivide in:
- bright: un esempio è Katie Holmes;
- warm: un esempio è Cristiana Capotondi;
- light: un esempio è Chiara Ferragni.
Ultima stagione, ma non per importanza, l'Autunno-Autumn. Le persone autunno hanno sfumature calde ma molto più intense rispetto alla primavera. Nella scelta dei colori da indossare, dovrebbero puntare su tonalità calde, profonde e soft. Un autunno famosissimo è senz’altro Sofia Loren, tipico esemplare di bellezza mediterranea.
La stagione Autumn si suddivide in:
- deep: un esempio è Elisabetta Canalis;
- warm: un esempio è Emma Watson;
- soft: un esempio è Gigi Hadid.
Non è un limite
L’armocromia non è un limite, anche perché la decisione spetta sempre a noi. Questa scienza, infatti, va concepita come un’opportunità, un consiglio, non una costrizione che ci impone di rivoluzionare il nostro armadio da un giorno all'altro. Come in tutte le cose, ciò che occorre è una buona dose di equilibrio, buon senso e un pizzico di curiosità. Conoscere discipline e stili nuovi è sempre interessante, ma ricordiamoci che la scelta finale spetta sempre e solo a noi. Perché la moda è personalità e libertà di scelta. Ogni trend può essere adattato al proprio gusto e non deve essere visto come un limite, ma come un'occasione per arricchire il proprio stile.
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