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Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Le spalline bold ritornano tra i trend più glamour dell’autunno-inverno 2023/2024 

Saint Laurent
Saint Laurent  (getty images)

Dal cinema alla moda, da feticcio a empowerment femminile, storia e semantica delle big shoulders 

di Arianna Chirico

La moda, non di certo esente alle leggi della fisica e ai fenomeni contemporanei, riporta ciclicamente in vita tendenze e vezzi passati, riadattandoli e ricontestualizzandoli alle esigenze più attuali.

Per questo inverno 2024, tra i grandi ritorni dal passato e direttamente dagli anni ‘80, è il momento delle spalline over, che a cadenza regolare invadono le passerelle e lo streetstyle, in un concerto armonico di silhouette a triangolo e imbottiture oversize.

Voluminose, statuarie, esagerate, le spalline bold non passano inosservate: conferiscono alla figura un’attitude forte e indipendente, incarnando da sempre autoaffermazione e libertà, charme e potere.

A donargli nuova vita le collezioni più svariate: da Anthony Vaccarello che ne fa la sua chiave di volta per Saint Laurent alle spalline esageratamente eccessive di Balenciaga, da quelle bon ton firmate Balmain a quelle meneghine di Bottega Veneta.

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Origini e valenza estetica

Le origini delle big shoulders risalgono alla fine del XIX secolo, quando furono inventate come protezione per i giocatori di football americano, mentre il loro ingresso nel mondo della moda è sancito negli anni Trenta del XX secolo. Il costumista Adrian Adolph Greenburg le portò sul grande schermo, rendendole il segno distintivo di Joan Crawford. Inizialmente la scelta fu esclusivamente estetica: il costumista individuò nelle spalle larghe un espediente per rendere più armonico il fisico dell’attrice, in grado di valorizzarlo e successivamente di accrescerne la sua popolarità. 

Le indossò per la prima volta durante le riprese di Letty Lynton del 1932, ma a renderle rappresentative di donne forti, determinate e indipendenti fu il suo ruolo nel dramma Mildred Pierce del 1945, quando  interpretò una donna che, lasciata dal marito, decide di gestire la propria famiglia, emancipandosi finanziariamente e creando con le sue forze il proprio successo. Le spalline bold traducevano così il desiderio generale delle donne di liberarsi dalle costrizioni patriarcali e di conquistare maggiore indipendenza e auto-affermazione.

Prima di Adrian Adolph Greenburg e prima del successo hollywoodiano, Elsa Schiaparelli, famosa per il suo gusto surrealista e nota per i dettagli illusionistici che sperimentava nella realizzazione delle sue collezioni, diede la sua personale interpretazione delle spalle XL, voluminose ed esagerate, nel 1931.

Joan Crawford
Joan Crawford  (getty images)

Gli Eighties e la consacrazione di indipendenza

Con il dopoguerra, per le spalle over fu l’oblio e la moda tornò ad essere ultra femminile, con gonne vaporose e vitini da vespa firmati Dior. Con l’avvento degli anni Ottanta però, le big shoulders furono consacrate al successo eterno: strutturavano giacche, maglioni, abiti, camicie, qualsiasi cosa; erano indossate da uomini e donne, da ogni tipo di celebrities e addirittura da figure rilevanti della politica. Margaret Thatcher, algida Iron Lady dal guardaroba studiato al millimetro, fu per questo movimento stilistico un importante punto di riferimento: le sue giacche dalle spalle portentose contribuirono a costruire la sua immagine pubblica e a  farsi largo in un ambiente, fino ad allora, di dominio maschile. I suoi completi tipici del Power Dressing le permettevano di omologarsi visivamente agli uomini con cui lavorava e di imporsi come esempio di emancipazione femminile per tutte le donne che desideravano farsi strada negli ambienti lavorativi. Questa corrente estetica fu abilmente interpretata da Giorgio Armani, che realizzò intere collezioni ispirate alla donna in carriera, rieditandola con l’eleganza di cui è maestro e le regole della sartoria maschile. Così anche Valentino, Krizia, Gianfranco Ferré, Thierry Mugler. Ma anche Issey Miyake, Kenzo, Rei Kawakubo e Claude Montana, che nel 1985 esclamò: “shoulders forever!”.

Thierry Mugler
Thierry Mugler  (getty images)

Moda e feticci

Negli sfavillanti Eighties, tuttavia, il crescente interesse per l’indipendenza lavorativa non escludeva il forte interesse delle donne per la moda e lo sfarzo: la silhouette a triangolo capovolto, si dotò così, anche di una patina glamour. Il trend delle spalline imbottite passava dal cinema ai programmi televisivi al mondo della musica con i look eccentrici, trasgressivi e dissacranti di Madonna e Grace Jones, di Michael Jackson e di David Bowie, il cui stile era interpretato alla perfezione da designer come Vivienne Westwood e Jean Paul Gaultier. Iconica Grace Jones sulla cover di Nightclubbing, con un solo indumento addosso: una giacca Armani con una profonda scollatura e spalle sfacciatamente over, a conquistare tutta la scena. Sigaretta tra le labbra scarlatte e capelli a spazzola. Charme e potere uniti in un’immagine. 

Grace Jones Nightclubbing
Grace Jones Nightclubbing  (getty images)

Il confine tra moda e rappresentazione sociale divenne sottilissimo, fumoso, rendendo difficile individuare chi influenzasse chi.

Karl Lagerfeld concesse alle big shoulders una strizzata d’occhio al suo debutto da Chanel nel 1983, matchandole allo stile preppy; Yves Saint Laurent le rese sempre più over fino alle fine degli anni ‘80; Thierry Mugler le spettacolarizzò in una serie di show, dove la sua donna era più vicina a una divinità che a una creatura terrena, promuovendo una nuova funzione delle spalline over: quella  di feticcio, di artificio per distaccarsi dall’umano. Le protagoniste di manga e anime giapponesi cyberpunk ne furono la testimonianza più esplicita: venivano sempre disegnate con spalle over, proprio a sottolineare una natura aliena, alterata, distante.

Le spalline bold 2023/2024

Gli anni Novanta ne segnarono nuovamente il recesso, maggiormente propensi alla liberazione di tutti gli eccessi per un minimalismo più austero e puro, ma nell’ultima decade le spalline over sono ritornate ostinate a non voler abbandonarci.

Balenciaga
Balenciaga  (getty images)

Le collezioni per la fall winter 2023/2024 le propongono monumentali e scultoree, imponenti e sfacciate: Anthony Vaccarello, da Saint Laurent, cerca nel mondo contemporaneo quell'eleganza di un tempo, che fece decidere a Yves Saint Laurent di appropriarsi del guardaroba maschile per le sue muse. Fa così sfilare giacche, cappotti e bomber dalle spalle esagerate su pencil skirt, canottiere, trasparenze e pelle nuda. Sono il fil rouge dell'intera collezione di Balenciaga, capace di raccontare ugualmente un vestito da cerimonia plissettato, una felpa in scuba e un cappotto. Sono extra over e streetwear per Courrèges; bon ton per Balmain; strutturano i completi gessati e i cappotti di Alexander McQueen; sono un efficace stratagemma per stringere la vita per Dolce & Gabbana, Chloé o Jason Wu.