La fall winter 2024-2025 di Bally è un viaggio polifonico tra ossimori
La nuova collezione, presentata alla Milano Fashion Week, si sposa con il folklore svizzero, tra sobrietà e scenari lontani e bucolici
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Il fashion show di Bally ha preso vita nella cornice delle sale seicentesche di Palazzo Serbelloni, nel cuore di Milano, accompagnato dalle note musicali studiate esclusivamente per l’evento. A continuazione di una collaborazione già consolidata, Simone Bellotti, creative director della maison, ha invitato di nuovo DJ LEO MAS ad occuparsi della colonna sonora del defilè 2024.
Misticismo e materialità disinibita
La collezione si ispira al misticismo dei racconti di montagna e Bellotti prende spunto proprio dalle storie di sirene e uomini narrate sulle sponde dei laghi dell’Engadina. Dalla coda della sirena e dalla campana del treicheln vengono le ispirazioni che conferiscono alla silhouette forme svasate che scolpiscono il corpo.
La materialità disinibita si increspa con le texture; shearling e pelli cerate, loden, mohair e maglieria jacquard in stile alpino sono combinate insieme a lane soffici, satin drappeggiato e velluto a coste. Dotate di tasche profonde e abbottonate fino in fondo contro le intemperie, giacche e cappotti scivolano sulle spalle e culminano in orli ricurvi o maniche arruffate.
Il concetto ritmico del vestire svizzero coesiste attraverso idiosincrasie storiche e contemporanee.
Indossate con pantaloni dritti in velluto a coste e denim indigo, camicie in cotone e maglioni con scollo a barca, le calzature iconiche Bally ancorano il guardaroba a 170 anni di tradizione e artigianalità. Morbido e malleabile, il mocassino ‘Plume’ diventa uno stivaletto stringato o un cuissard al ginocchio, la Mary-Jane ‘Glendale’ chiodata e borchiata con ciondoli Appenzeller, le derby e gli stivali con tacco quadrato sono rifiniti con pelli lucide o oliate.
Borse a tracolla con fibbia, valigette e borse capienti con zip in pelle monocroma sono arricchite da elementi dorati o argentati, mentre il profilo delle tracolle morbide è realizzato con una suola di scarpa Bally.
Lo spirito pastorale di silvesterchlausen (costumi tipici del capodanno svizzero che celebravano San Silvestro, realizzati nel Seicento con materiali naturali quali edera, muschio e ramoscelli) si contrappone alla uniformità delle strade di Zurigo in un continuo dialogo tra il grezzo e il razionale.
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