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La collezione autunno inverno 2024-2025 di GIADA è un’ode alla bellezza sofisticata e mai ostentata

GIADA si libera del superfluo, plasmando un’estetica apparentemente semplice ma intrinsecamente connessa alle collezioni passate, in una manifestazione di coerenza stilistica ed identitaria

GIADA 

Tra dimensioni culturali diverse ma complementari, Gabriele Colangelo, alla direzione creativa della maison, dà vita ad una collezione che diventa uno strumento per comunicare un particolare sentimento, uno stato d’animo, una sensazione.

Gli abiti non sono mai solo abiti e la semplicità delle linee è solo apparente, perché molto pensata, elaborata, studiata nei dettagli: non è altro che complessità risolta  in una pervasiva purezza di stile, di ampio respiro e coinvolgente, aperta e accogliente nei confronti dei molteplici modi possibili di essere donna. 

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Il potere seducente della bellezza inaspettata

Lo show di GIADA è un manifesto di coerenza, che insegna che la bellezza non va mai ostentata, ma solo ricercata con estrema cura, per vivere della magia dell’inaspettato.

Ancora una volta, la location selezionata per il defilè è la Biblioteca Braidense di Brera, che ha contribuito a rafforzare lo storytelling che interseca architettura, sensibilità artistica e creativa e letteratura.

Gabriele Colangelo concepisce questa collezione come un mosaico, partendo letteralmente dai mosaici di Villa Giulia, all’interno del monastero longobardo di San Salvatore e Santa Giulia a Brescia. Conosciuti come il rivestimento pavimentale più diffuso nelle domus romane, i mosaici policromi dalla trama ottagonale, da cui prende ispirazione, vengono declinati nei tasselli di un lungo cappotto di pelle, e diventano motivo ricorrente della collezione, nonché uno degli elementi geometrici che hanno definito la storia stilistica del brand.

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Il ritmo e la concatenazione delle tessere, quindi, dettano il flusso di un racconto fatto di aria e materia, densità e trasparenza, come già espresso nell’iconica borsa Mosaic, che ha anticipato di qualche stagione questa nuova esplorazione.

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La FW 2024-2025

Tutto è delicatamente fluido. La silhouette è verticale e decisa, con la vita segnata: un gioco di curve e linee rette che conferisce potere alla figura. Le spalle sono evidenziate da un movimento di flessione su blouson di pelle e cappotti sottilissimi; fodere a contrasto creano sorpresa su abiti e cappotti double face. Le giacche sono drappeggiate e le gonne hanno forme morbidamente architettoniche, mentre la maglieria accarezza il corpo come un velo setoso e leggerissimo o lo sottolinea con grosse coste. Un gioco di smaterializzazione e rimaterializzazione si concretizza nella pelle traforata che disegna motivi trasparenti di tessere di mosaico e foglie.

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La palette cromatica è una modulazione attenta di bianco, nero, toni organici di argilla, sabbia e bordeaux, con accenti di menta e verde matcha. Le texture spaziano dal cashmere alla maglia, dalla nappa alla seta fino alla lana.

Gli accessori ridefiniscono il concetto di geometria come esperienza estetica. I gioielli giustappongono superfici opache e lucide, trasformando i motivi del mosaico in abbellimenti artistici. Le borse hanno forme curve o silhouette ottagonali, mentre la borsa a secchiello Mosaic diventa più morbida e con tessere più piccole. Le scarpe sono allungate ed eleganti, con kitten heel curvi.

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Ciò che permane, in tutto, è il tono dell’espressione: allo stesso tempo preciso e seducente, calmo ma vibrante, basato su un dialogo tra forma e materia che lascia trasparire l’esattezza dei tagli. L’anima e l’artigianalità dietro tale ethos sono inconfondibilmente italiane, nel modo più silenzioso.

La complessità è risolta in modo seducente.