Il potere prorompente del choker, must have della primavera estate 2024
L’accessorio dal fascino vintage si veste di nuove e più contemporanee interpretazioni e diventa il leitmotiv del guardaroba di stagione
Il choker è l’accessorio dalla storia ultra-centenaria, che di secolo in secolo si trasforma, si adatta e cambia la sua estetica. Gioca con le mode, le decodifica e ne assume significati e significanti. Si assopisce per qualche anno o stagione, senza essere però, mai totalmente abbandonato. Dalle civiltà della Mesopotamia a prerogativa delle donne eleganti di età edoardiana; da Anna Bolena all'Olympia di Manet; dalle versioni delle Flapper dell’età dell’oro hollywoodiana a quelle punk degli anni Ottanta, completate da spille gioiello, cammei, cuori e fiocchi di velluto, fino alle tendenze contemporanee che lo vedono protagonista degli stili più diversi, talvolta impreziosito di perline, fiocchi e lustrini, talvolta declinato in linee essenziali e minimaliste, il choker continua a piacere, diventando il preferito di stagione per molti designer che ne riconoscono il fascino in chiavi sempre nuove e personali.
Quando ti prepari, in che ordine fai le cose?
Choker come amuleto
Inizialmente indossato come amuleto e strumento di protezione, il choker affonda le sue radici nelle civiltà più antiche, come spiega Alba Cappellieri, ordinario di Design del gioiello al Politecnico di Milano: “come buona parte dei gioielli antichi racchiudeva sia le magiche virtù dell’amuleto sia la funzione pratica della protezione. Indossato all’altezza della gola, che insieme alla testa, ai polsi e alle caviglie rappresentava le parti del corpo più esposte, riusciva a infondere contemporaneamente poteri speciali e straordinaria bellezza”.
Probabilmente, le prime interpretazioni del choker risalgono alla Mesopotamia, in cui lo abbinano a giri di collane per comporre ornamenti protettivi spesso impreziositi da oro, lapislazzuli e corniola. Nell’Antico Egitto, i girocolli sono composti da quattro o sei fili di piccole gemme, uniti da fili d’oro a zig zag per celebrare il potere propiziatorio del sole e del Nilo. I nativi americani, invece, indossano choker molto lontani dall’idea che ne abbiamo oggi, poiché erano soliti intrecciarli ad ossa animali per proteggere la giugulare in battaglia.
Choker per ghigliottinati
L’ultimo ritratto di Anna Bolena lo scolpisce nella storia, nella sua versione di perle con un ciondolo in oro della sua iniziale, ma il choker viene trasformato definitivamente in accessorio prezioso e decorativo, poi seduttivo dall’Illuminismo, che lo rende rappresentativo di un’intera epoca.
Tra il XVIII e il XIX secolo, le donne meno abbienti iniziano a legare al collo dei cordini di velluto o altre stoffe, con una o più pietre per adornarli, in sostituzione di gioielli più pretenziosi e preziosi. Si tinge di patriottismo durante la Rivoluzione francese, quando indossare il choker diventa un modo per onorare le persone ghigliottinate. Contemporaneamente, assume una veste più seduttiva e a tratti macabra, quando si trasforma nell’emblema di feste meglio conosciute come balli delle vittime, dei party per esorcizzare il trauma di vedere i propri parenti ghigliottinati, secondo alcune testimonianze dalle tendenze quasi orgiastiche. Un gesto tra il commemorativo e la protesta che poi ha perso, almeno in parte il proprio senso originario.
Choker come strumento di seduzione
La sua valenza seduttiva viene rafforzata nell’Ottocento, che riconosce in quella fascia sottile e stretta, il potere di conferire più fascino al collo. Il choker è l’accessorio della protagonista di Olympia, quadro di Manet, in cui una prostituta indossa un laccetto nero annodato al collo con un fiocco. Successivamente, diventa poi simbolo di classe e semplicità, adottato dalle ballerine di danza classica, testimonianza dei dipinti di Edgar Degas.
Il choker valica i confini di classe e viene indossato da tutti. Diventa richiestissimo tra le dame dell'alta aristocrazia e tra le reali, che ne impreziosiscono le fogge con pietre preziose e tessuti pregiatissimi. È amatissimo da Alessandra di Danimarca, nuora della regina Vittoria e icona di stile dell’epoca, che, influenzata dai suoi viaggi in India ed affascinata dai loro gioielli, lo trasforma in un vero e proprio royal trend da declinare nelle sue versioni più disparate.
Le flapper lo amano e riscoprono nella semplicità del choker la seduzione di cui vogliono farsi portavoci, attraverso uno stile semplice ed androgino, ma libero e ammaliante.
L’accessorio delle fashion addicted
Il choker diventa un oggetto da fashion addicted negli anni Ottanta del Novecento, quando si eleva ad emblema di quello stile punk e grunge di cui Vivienne Westwood diventa la principale decantatrice a partire dal 1987. La versione a tre fili di perle in vetro Swarovski e logo orbitale in ottone è stato uno degli oggetti più cercati sui retail del vintage da sempre. Gli anni Novanta si trasformano nell’era del tattoo choker, di collanine striminzite che sembrano tatuaggi tribali sul collo, ma anche dell’età dell’oro del choker, proposto e riproposto da molte protagoniste di pellicole cinematografiche cult del periodo, a partire da Uma Thurman in Pulp Fiction o Natalie Portman in Leon o da Kate Winslet in Titanic. Negli anni 2000, la choker mania si affievolisce leggermente, per tornare prepotente tra le passerelle a partire dal 2021, quando ri-comincia a vivere una nuova versione, a tratti dark, a tratti principesca e romantica.
Must have del 2024
Le passerelle delle collezioni per la Primavera Estate 2024 riportano in auge il choker secondo declinazioni diversissime, ma tutte desiderabili. Da Dior a Cormio, da Diesel a Moschino, da Zimmermann a N°21, sono tantissimi i brand che hanno rivisitato questo girocollo, impreziosendolo di pietre preziose, fiori e conchiglie; declinandolo su materiali rigidi e scultorei o delicatissimi e sottili.
Maison Vivienne Westwood, oggi diretta da Andreas Kronthaler, ha proposto nuove rivisitazioni del choker, aggiungendo grande carattere ai nuovi modelli, in onore di un passato da sempre determinato a rompere gli schemi: i choker Westwood 2024 hanno borchie appuntite, sono di colore nero, in pelle, con fibbia e iniziali di Vivienne e Andreas, o quella semplificata, in metallo dorato. Da Chanel, l’attuale direttrice creativa Virginie Viard ha intrecciato la collezione ad una narrazione dallo sguardo passatista, portando in passerella sottili fili di perle, stretti al collo, talvolta disadorni, talvolta completati da pendenti. Non sono mancati preziosi girocolli nemmeno sulle passerelle di Dolce & Gabbana, che negli ultimi anni ne ha fatto un appuntamento fisso della sezione accessori.
La passione choker non sembra arrestarsi nemmeno per l’autunno inverno 2024-2025, visto che Gucci ne ha proposto una versione tutta propria che sarà senza dubbio un must da avere o da imitare secondo le più personali ed uniche interpretazioni. Quello presentato da Sabato De Sarno non è un semplice choker, ma un choker foulard, una sintesi tra un foulard leggerissimo, composto da un drappo di twill di seta, e una collana stretta al collo, di forma quasi scultorea. Presentato in varie colorazioni, ma sempre in tinta unita, si tratta forse della riedizione più interessante di un accessorio che dal 1536 continua a far parlare di sé.