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Il costante dialogo tra moda e arte: chi sono gli artisti che hanno ispirato gli abiti più iconici

In questo articolo ricordiamo tutte le volte in cui l’arte e le opere più famose hanno ispirato differenti stilisti che hanno di conseguenza creato abiti che sono passati alla storia aprendo così il dialogo tra due mondi solo apparentemente lontani.

La domanda che da sempre divide gli studiosi, i giornalisti e gli addetti al settore è dunque: la moda può essere considerata una forma d’arte? Per alcuni, rispetto alle altre forme d’arte, nella moda cambia solo il mezzo d’espressione che si presenta nella forma tangibile degli abiti ma anche nell’immaginario creato dal designer e nella performance finale: il Fashion Show.

Per altri, la moda non deve essere arte, deve distaccarsi dall’esercizio intellettuale per adempiere al suo compito primario: vestire dei corpi. Il dibattito, probabilmente, continuerà ad animare persone e generazioni differenti ma certo è che l’arte e la moda si sono incontrate, hanno dialogato per dare frutto ad abiti suggestivi tanto quanto le opere a cui si ispirano. 

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Salvador Dali ed Elsa Schiaparelli

In questo caso non facciamo riferimento a un solo abito ma a un vero e proprio sodalizio: quello tra la stilista Elsa Schiaparelli e l’artista surrealista Salvador Dalì. Insieme hanno dato vita a numerose creazioni anti-convenzionali, creative ed intellettuali, sfidando le logiche commerciali della moda e accogliendo le ispirazioni delle diverse correnti artistiche del tempo. Tra i capi più celebri l’abito aragosta, un abito bianco con uno dei disegni ricorrenti di Dalì; l’aragosta (simbolo erotico a contrasto con il concetto di pudore invocato dal bianco) che attira l’attenzione dell’attrice Wallis Simpson e l’abito scheletro, un tubino nero con delle imbottiture che disegnano la struttura dello scheletro umano indossato da Ruth Ford.

Infine, la collezione dedicata ai copricapi dalle forme più stravaganti: celebre il cappello scarpa

Yves Saint Laurent e la passione per l’arte: da Mondrian a Picasso, da Tom Wesselmann a Van Gogh

Yves Saint Laurent amava l’arte, tanto che con il suo compagno Pierre Bergè avevano collezionato diverse opere prestigiose. Il legame con la moda avviene nel 1965, nel periodo degli Swinging Sixties e delle contaminazioni artistiche e musicali. Yves Saint Laurent presenta una collezione Autunno Inverno ispirata dall’artista del Neo Plasticismo Piet Mondrian, dal suprematismo di Malevich e da Poliakoff. Sei abiti da cocktail in lana e jersey a stampa color block, ispirati alle opere lineari del De Stijl, attirano l’attenzione della stampa e ancora oggi vengono ricordati per la loro innovazione nella storia della moda. La passione di Yves Saint Laurent per l’arte si rinnova anche in altre collezioni successive: nella collezione Pop Art del 1966 offre un tributo a Tom Wasselmann, nel 1988 si ispira al Cubismo di Picasso ed anche a Van Gogh, con una splendida giacca indossata da Naomi Campbell la cui stampa riprende i famosi girasoli. Van Gogh inoltre, con le sue opere più celebri, ispira anche Rodarte nella SS12 e Maison Margiela nell’Haute Couture del 2015.

Andy Warhol: la Pop Art ispira Versace (e non solo)

Anche la Pop Art è da tempo fonte di ispirazione per i designer Andy Warhol con la sua Factory è stato uno dei primi artisti a favorire la contaminazione dell’arte con le altre discipline e il suo approccio innovativo è stato accolto favorevolmente dalla cultura e celebrato dal mondo della moda. Gianni Versace nel 1991 rende omaggio alla Marilyn Monroe Series: un lungo abito aderente indossato dalle top model Naomi Campbell e Linda Evangelista con una stampa che ritrae i volti di Marilyn Monroe e James Dean in pieno stile Pop Art. Una rielaborazione dell’iconico abito ritorna sulla passerella Versace nella Spring Summer 2018. Non solo Versace, ad ispirarsi alla Pop Art nel corso degli anni sono anche Jeremy Scott, Prada, Raf Simons ed altri designer, una prova dell’innegabile fascino della corrente artistica degli anni ’60. 

Hieronymus Bosch, da Alexander McQueen ad Undercover

Un salto indietro al 1400, il misterioso pittore fiammingo Hieronymus Bosch diventa l’ispirazione della collezione Autunno Inverno 2010 di Alexander McQueen. Il celebre dipinto “Il Giardino delle Delizie” si trasforma in una stampa per alcuni capi estremamente elaborati della collezione; qualche anno più tardi anche Carven rielabora il dipinto su un abito midi e su una gonna e, nella collezione 2015, Jun Takahashi da Undercover propone la sua versione dello stesso quadro in alcuni capi in chiave fiabesca.

E questi sono solo alcuni esempi ma le contaminazioni tra arte e moda sono innumerevoli: da Klimt a Monet fino ad Hokusai. Così la moda e l’arte dialogano da tempo e i risultati non smettono di stupirci.