I profumi più iconici di sempre
Un viaggio olfattivo tra le fragranze che hanno inciso profondamente nella storia della profumeria, da Chanel a Guerlain, da Yves Saint Laurent a Tom Ford
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Ci sono profumi leggendari, diventati grandi classici, che si tramandano di generazione in generazione senza passare mai di moda. Sono quelli che hanno inaugurato famiglie olfattive, creato filoni ispirazionali e note dall’allure intramontabile, che evocano un comfort a cui affidarsi senza mai correre il rischio di sbagliare. Accanto a quelli più iconici e storici, la nascita di fragranze più recenti, che in poco tempo, si sono trasformate in must da desiderare.
Vezzo beauty per antonomasia, il profumo è l’emblema dell'eleganza sussurrata, ostentata, o perfino emulata, che si lascia valutare in termini di gradevolezza e sgradevolezza. Il profumo ha un legame debole con le parole, si esprime per metafore e sinestesie; non ha bisogno di altri mezzi per comunicare la personalità di chi lo indossa, perché veste come un abito e svela peculiarità ed attitude, ora con note più intense ed energiche, ora con bouquet delicati e dolci.
Flaconi iconici
Non è chiaro quale sia il trucco per rendere un profumo “Il profumo”, ma quel che è certo è che in un mercato che continua a lanciare fragranze su fragranze, offrendo a tutti la possibilità di identificare la propria, solo alcune riescono ad ergersi a pietre miliari dal fascino ineguagliabile. Creare un profumo che possa trasformarsi in icona, è un obiettivo piuttosto complesso. É senza dubbio necessaria una grande sensibilità olfattiva, tesoro dei nasi profumieri più esperti, coniugata al giusto mix di ingredienti, in grado di evocare sensazioni olfattive forti ed inspiegabili ai più. A questo va combinato un flacone il cui design contribuisca allo storytelling di cui si fa portavoce la fragranza. Molte boccette diventate famose, oltre a custodire i profumi più amati, si sono contraddistinte per le loro silhouette - opere d’arte, che celano memorie, ispirazioni e aneddoti meravigliosi.
Chanel N°5
Icona della profumeria mondiale, Chanel N°5 è il più longevo ed iconico dei profumi. Fu elaborato nel 1921 da Ernest Beaux, ex profumiere alla corte degli zar, sotto le precise direttive di Coco Chanel, che desiderava una fragranza diversa da quelle in circolazione. Per la prima volta, vennero usate le aldeidi, sostanze sintetiche all’epoca poco conosciute in profumeria. Chanel N°5 ospita nella sua formula più di ottanta ingredienti diversi che si traducono in una scia complessa e sfaccettata. La nota che raggruppa l’intera esperienza olfattiva è quella floreale, resa per la prima volta nella storia attraverso essenze sintetiche miscelate con attenzione maniacale. L’aroma si apre infatti con il neroli e il bergamotto, sostenuti da elementi come la pesca e l’ylang-ylang. Prosegue poi con il gelsomino, la rosa, il mughetto e l’iris, prima di chiudersi con leggere sfumature di sandalo, vaniglia, muschio e patchouli.
Shalimar di Guerlain
Creato nel 1925 da Jacques Guerlain, Shalimar è vicino al genetliaco centenario, ma rimane tuttora uno dei profumi da donna più apprezzati, proprio per la sua capacità di far rivivere le nostalgiche atmosfere degli anni Venti. La composizione originaria è stata modificata nel corso degli anni, adattandosi alle regolamentazioni che hanno proibito l’utilizzo di ingredienti di origine animale. Guerlain lo realizzò ispirandosi, per il nome, agli splendidi Giardini Shalimar. Le suggestioni esotiche dell'ambiente indiano evocano anche la principessa indiana Mumtaz Mahal in onore della quale il marito fece costruire il più celebre dei mausolei, il Taj Mahal.
Vacuità, eleganza e un sentore di decadenza, la fragranza colpisce l’olfatto con la persistenza della vaniglia, su cui si alternano aromi esotici come le fave di tonka, abbinati a un bouquet floreale a base di rosa, bergamotto, iris e gelsomino. Shalimar continua ancora oggi a regalare le stesse sensazioni di avvolgenza e mistero di un tempo, combinando sapientemente note di sintesi che restituiscono un mix olfattivo rimasto intatto.
Joy di Jean Patou
Concepito, nel 1930, da Jean Patou con la stessa accuratezza di un abito di Haute Couture, Joy è un bouquet sontuoso di rosa bulgara e gelsomini, nato inizialmente per essere riservato esclusivamente ad una cerchia ristretta di privilegiati: le clienti della sua casa di moda.
Miss Dior
Nel 1947, Christian Dior fece esplodere il suo indimenticabile “new look”, inebriando la passerella e le mannequins di un profumo commissionato al sapiente naso di Paul Vacher, con una richiesta molto particolare: “creare una fragranza che sapesse d’amore”.
Monsieur Dior decise di dedicarla alla sorella e da qui assunse il nome Miss Dior. Per concepire quello che sarebbe stato il packaging, furono interpellati sia il progettista Guerry Colas che il suo realizzatore Cristalleries de Baccarat: la prima versione rispecchiava la sinuosa silhouette di una donna moderna ed elegante esattamente come la sorella. Il tempo tramutò il primo flacone nell'attuale geometrico e il jus abbandonò le note terrose, per lasciare spazio al trionfo di bouquet fioriti. Pur diversa dal passato, ha saputo rimanere fedele all'idea originaria della donna che rappresentava, fino ai giorni nostri.
L’Interdit di Givenchy
Nel 1956, Hubert de Givenchy lanciò una fragranza che oggi è un’icona del mondo della profumeria, rivisitato e declinato in numerose versioni. L’Interdit originale era un omaggio alla musa e amica del designer, Audrey Hepburn, che ne divenne anche la prima testimonial.
Opium di Yves Saint Laurent
Nel 1977, Yves Saint Laurent lanciò sul mercato una fragranza dal nome provocatorio, come esemplificazione perfetta del suo spirito creativo. Opium generò scandalo e sorpresa, perché rimandava ad un immaginario di irresistibile dipendenza. L’ispirazione derivava dal mondo dell’impero cinese, ricreato attraverso l’utilizzo di aromi lussuosi come le spezie, il mandarino, la frutta esotica e il gelsomino. Scaldata dal calore della pelle, la fragranza sprigiona un vivace mix di cannella, pepe e peperoncino che lascia presto il posto alle note agrumate dell’arancia. Persiste infine con l’eleganza del patchouli e della vaniglia, abbinata all’olio essenziale di opoponaco e alla resina.
Magico, misterioso, esotico, nel 1977 rappresentò un jus di rottura, anche per il flacone che ricorda la scatoletta in lacca giapponese, chiamata “inro”, indossata dai samurai per contenere erbe e oppio.
Hypnotic Poison di Dior
Firmato Dior, Hypnotic Poison è un profumo nato nel 1988, la cui iconicità viene racchiusa da una boccetta rossa a forma di frutto proibito, che simboleggia la parte più seduttiva di chi lo indossa. Racconta di opulenza, seduzione e sconvolgimento dei sensi: si ispira ai versi del poeta Charles Baudelaire “Bisogna sempre essere ebbri, tutto qui”, un invito (e un inno olfattivo) alla seduzione assoluta, vertiginosa, conturbante.
Con ampia probabilità, è tra i profumi femminili più amati; ideato per catturare l’attenzione, è la declinazione delle note ambrate e vanigliate di Poison, nato nel 1985, impreziosito da un cuore di gelsomino, mandorla amara e vaniglia. Gli ingredienti a contrasto lo rendono impossibile da non riconoscere.
Angel di Mugler, il primo gourmand della storia
Angel di Mugler nasce nel 1992, come riassunto della visione creativa stravagante ed irriverente del couturier Thierry Mugler, il quale disegnò di suo pugno l'inconfondibile flacone a stella. Il profumo venne creato dal naso Olivier Cresp, che in questo modo è diventato l’autore della prima vera fragranza gourmand della storia.
Angel inebria con le sue note di caramello, miele, cocco, melone, ananas, mandarino e cotton candy, contraddistinte da una dolcezza estrema e mai stucchevole. Sul fondo, infatti, controbilanciano l’esperienza essenze come l’ambra, il sandalo e il patchouli, anticipate da un bouquet fruttato composto da bacche rosse, more, noce moscata, orchidea, rosa e albicocca.
CK One Eau de Toilette di Calvin Klein
Icona degli anni Novanta e della generazione X, CK One è un profumo fresco e pulito, racchiuso in un flacone dal design minimal e semplice, perfetta esemplificazione dell’estetica di quegli anni. Non ha genere, è universale e adatto a chiunque voglia indossarlo, da condividere e ri-condividere.
CK One è il primo profumo che rispecchia la fluidità di genere. Grazie al suo mix casual e leggero di agrumi, muschio, ambra e tè verde si sposava a qualsiasi genere, sorprendendo clamorosamente tutti, in un’epoca in cui i profumi erano maschili o femminili, e questi ultimi erano opulenti e importanti.
Black Orchid di Tom Ford
Nato nel 2006, Black Orchid di Tom Ford è entrato in pochissimo tempo nell'Olimpo dei profumi “icona”. A caratterizzare la fragranza, come suggerisce il nome, l'orchidea nera che per il designer è “Il fiore perfetto, perché lussuoso, elegante, puro, sofisticato”.
Peccato che questo fiore non esisteva in natura, ma è un ibrido raffinatissimo creato da un esperto californiano. La mitologia attribuisce all'orchidea scura poteri magici ed è simbolo di autorità: il profumo diventa un ottimo augurio per chi volesse, ogni giorno, compiere piccole e grandi conquiste. Il blend intenso e di carattere è unisex ed è racchiuso in un flacone che si ispira all’Art deco e all’estetica de Il Grande Gatsby.
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