I collant: da simbolo di femminilità ad accessorio must have genderless
A rete o in lana merino, a stampa o con dettagli applicati, velatissimi o iper colorati, i collant tornano alla ribalta tra i trend da indossare e collezionare per questa fall-winter
Accessorio chiave di moltissime collezioni presentate per questa stagione, i collant diventano gli items indispensabili per conferire stile e carattere anche al look più semplice. Da quelli coloratissimi di Gucci e Miu Miu, che hanno coperto l’intera scala cromatica, ai classici neri e velati di Nensi Dojaka, N°21, Saint Laurent e Sandy Liang, i collant seguono le esigenze di chiunque voglia indossarli, adattandosi alle più svariate sperimentazioni cromatiche e stilistiche. Dai primissimi modelli color nude degli anni ’40 ai modelli resi cult dalle dive del cinema, le calze hanno segnato rivoluzioni ed evoluzioni del costume, trasformandosi da accessorio utile ad un must have di tendenza, con i quali sentirsi liberi di esprimere il proprio essere e la propria coolness interiore.
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N-day
Iconici e sensualissimi, i collant fanno parte di un potente immaginario estetico, che ha contraddistinto e delineato la storia della moda femminile da quasi un secolo. La nascita delle calze si intreccia ad un’invenzione made in Usa, brevettata nel 1937: quella del nylon, una resina sintetica inventata da Wallace H. Carother, realizzata grazie ad un filamento continuo (il poliammide 6.6) simile alla seta, ma più comodo e funzionale, soprattutto resistente. "Resistente come l'acciaio, delicata come la ragnatela" fu infatti la descrizione utilizzata per presentarle. La mania per le nylon stockings esplose ufficialmente nel 1940, quando ebbe luogo la prima vendita a livello nazionale. Questa giornata fu così memorabile che la DuPont, l’azienda produttrice, lo ribattezzò l’N-Day.
Progressi e sperimentazioni
L’invenzione fu impiegata per sbaragliare la concorrenza delle tradizionali calze di seta, di importazione giapponese, a favore di un prodotto made in Usa, automaticamente più patriottico, ma decisamente più pratico e confortevole. La Seconda Guerra Mondiale arrestò la produzione sia per motivi bellici che economici: anzi in quel periodo si fece appello alle donne affinché donassero le loro calze di nylon per adoperarle nella produzione di paracaduti ad uso militare. La scarsa disponibilità di calze portò le donne a sperimentare con la propria fantasia: diventate così straordinariamente parte dell’abbigliamento giornaliero, spesso si disegnava una riga nella parte posteriore delle gambe per simulare la cucitura della calza e dissimularne l’assenza. Quando la guerra terminò, ritornarono al loro splendore e furono realizzate delle migliorie nella produzione: furono innanzitutto eliminate le cuciture sul retro e di seguito fu ampliata la palette colori, introducendo maggiori velature per le calze nude. Ma nel 1959, Allen Grant inventò i collant, o meglio riportò in auge, con le opportune modifiche, un capo utilizzato dagli uomini durante il Medioevo: la calzamaglia.
Emblema di seduzione e femminilità
La loro stessa praticità aveva trasformato le calze in un simbolo indiscusso di seduzione e femminilità, di innovazione e conquiste: un accessorio utilizzato da tutte fino a diventare parte predominante dell’immaginario estetico. Ad alimentare il potere seduttivo e l'immaginario iconico delle calze di nylon come alleate di femminilità e conturbante bellezza contribuì ovviamente il cinema e le sue star, pronte ad esercitare la loro sensualità, sfoggiandole.
Tra le prime stelle immortali a creare l’immaginario di seduzione esercitato dalle calze, Marlene Dietrich nei panni della provocante Lola Lola, sensualissima cantante in tuba, calze e reggicalze per L'angelo azzurro, ma anche Marilyn Monroe in Bus Stop; Sophia Loren in “Ieri, Oggi, Domani”, che incantava con le sue calze nere l’affascinante Marcello Mastroianni; Silvana Mangano, nei panni di una mondina nel film culto del 1949 Riso Amaro, Brigitte Bardot; Jane Birkin in Blow Up di Michelangelo Antonioni, Jane Fonda in Barbarella, in cui i collant coprenti di lycra alimentarono l'estetica Space Age così in voga in quegli anni; o ancora Anne Bancroft, ne Il Laureato, in cui si sfilava le calze velate sotto gli occhi Dustin Hoffman in un'immagine talmente evocativa da diventare la locandina della pellicola.
Le tendenze dell’autunno inverno 2023/2024
Oggi i collant tornano alla ribalta e si elevano ad accessorio moda su cui puntare l’attenzione: non hanno solo la funzione di proteggere le gambe dal freddo, ma spesso sono la chiave del look stesso, grazie alla palette cromatica infinita, alle lavorazioni intricate, alla particolarità dei tessuti o delle stampe adoperate per la loro realizzazione. Anche lo styling subisce una controtendenza: i collant spesso si indossano come protagonisti della parte inferiore del look: le passerelle li hanno proposti abbinati a panties glitteratissimi o pantaloncini inguinali, ma niente è davvero obbligatorio, a parte la più totale e libera sperimentazione.
La collezione Miu Miu autunno inverno 2023/2024 offre la visione migliore sul trend collant, includendo in quasi tutte le uscite collant trasparenti che non solo componevano il look, ma ne erano l’elemento chiave. Le calze. in una palette colori completa dall’arancione ai marroni ai tanto odiati e aberranti collant color carne, dai bordeaux ai bianchi ai colori pastello, reggevano sulle loro spalle l’intero outfit. Elementi centrali della collezione anche per Gucci, che ha sperimentato con i colori, i loghi e i glitter applicati. Diffusissimi i collant a rete nei look di Tory Burch e Moschino; in bianco da Sportmax, Andreādamo, Jacquemus e Chanel; in lana merino per Vivetta; stampati per Antonio Marras.
A sdoganare i collant dall’esclusiva appartenenza all’abbigliamento femminile sono stati i designer e le celebrities più audaci, che amano rompere gli schemi e battersi per una libertà di espressione, che spesso gli abiti hanno la forza di incarnare. Da Massimo Giorgetti da MSGM a Rocco Iannone da Ferrari; da Feng Chen Wang a Naeem Anthony, direttore creativo londinese e fondatore del marchio Helen Anthony; da Charles Jeffrey Loverboy a Walter Van Beirendonck da John Galliano fino a Maison Margiela.