Gli highlights della Paris Fashion Week, tra momenti memorabili e uscite sorprendenti
La PFW volge al termine con i suoi fashion moments divisivi tra scenografie che respirano, sfilate alle quali è stato vietato l’uso dello smartphone, modelle over 50 in passerella, collezioni total black e borse fatte di aria
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Dopo New York, Londra e Milano, Parigi chiude definitivamente il cerchio delle quattro capitali della moda: le collezioni Autunno/Inverno 2024-2025 sono state ufficialmente presentate.
Sotto le luci della Tour Eiffel emergono non solo nuovi trend moda, ma vengono celebrati i debutti di nuovi direttori creativi, colpi di scena in passerella, affetto umano, casting insoliti e differenti, messaggi profondi e a volte contraddittori, costruzioni e decostruzioni del corpo umano.
Ecosostenibilità
Ad aprire la Fashion week parigina, come di consueto, è stata Stella McCartney e il suo approccio vegan-ecologico, che distingue da sempre la sua etica personale e del suo brand.
Il fashion show si è aperto con la video-proiezione della lettura di una lettera, recitata dalle voci di Helen Mirren e Olivia Colman, che invitava il mondo a proteggere Madre Natura. Il messaggio, cristallino, è stato ripetuto all’infinito nelle note tecniche di sfilata, nelle interviste, su una canotta bianca con la scritta “About Fucking Time!”. Quasi tutti i capi sono stati realizzati con materiali ecosostenibili: le paillettes in alluminio riciclato; i reticoli di cristalli sui cappotti sempre molto Savile Row in materiali alternativi; i trench in finta pelle di coccodrillo in Apple Skin, una pelle vegana ricavata dagli scarti di mela. Tra le presenze continue e costanti che confermano l’integrità di Stella McCartney c’è la borsa Falabella, introdotta nel 2009, ma rappresentativa dell’estetica del brand e di un modo di produrre che rifiuta la richiesta di un mercato veloce che ci sommerge di modelli che durano una stagione sola.
No photo please!
The Row, il brand quiet luxury delle gemelle Olsen, è riuscito a far parlare di sé, anche se solo i presenti allo show sono in grado di commentare la collezione. Si, perchè prima della sfilata è stato imposto un veto categorico che imponeva a tutti i presenti il non-utilizzo dei cellulari durante la presentazione. Questa strategia di comunicazione è stata divisiva, ma anche efficace: ha destato critiche, come quella di Vanessa Friedman, giornalista del New York Times che l’ha definita una richiesta ridicola, e ha creato hype, sebbene ancora in pochi sappiano davvero cosa sia stato creato. D'altronde, bene o male, l’importante è che se ne parli.
Il debutto di Chemena Kamali alla direzione creativa di Chloé
Tra gli show più attesi di questa Paris Fashion Week c’era senza dubbio Chloé, con la nuova direzione creativa di Chemena Kamali. Il debutto della designer è stato accolto con grande calore dal pubblico, che ha interpretato l’heritage anni ‘70 del brand, portando in passerella una sensualità delicata, ma anche libera e audace. Pelle, ruches, tanto rosa cipria, cinture dorate con il maxi lettering corsivo del brand Chloé accompagnavano maxi borse, zoccoli sabot e stivali cuissard, tra romanticismo e vintage.
Il momento più tenero dello show? La figlia di Chemena che a fine sfilata scappa dal front row e corre ad abbracciarla in passerella.
Il nude look di Saint Laurent
Anthony Vaccarello, alla direzione creativa della maison, per la fall winter 2024-2025 celebra il see-through e le stratificazioni materiche e tematiche, rispolverando l’importanza che Yves Saint Laurent aveva dato al tema della trasparenza. Nel 1968, Yves presentò il nude look, in un periodo segnato dalla rivoluzione sessuale e dalla seconda ondata femminista. Un periodo durante il quale la riappropriazione e la consapevolezza del proprio corpo era un tratto peculiare e fondamentale. L’abito in chiffon completamente trasparente giocava con la dicotomia di un abbigliamento-armatura, che copriva e proteggeva il corpo.
Anthony Vaccarello reinterpreta questa sua visione e propone una collezione che si destreggia tra contrasti e unioni, provocazione e sensualità. Probabilmente non sarà mai prodotta per essere venduta così come è stata presentata, visto la labilità del tessuto-collant che caratterizza ogni look.
L’intimità interpretata da Courrèges
Ricercare teatralità e spettacolarizzazione nei propri show è sempre più comune tra gli stilisti giovani, che spesso si trovano anche a capo delle più grandi Maison di moda. Il fashion show di Courrèges, con la direzione creativa di Nicolas Di Felice, è riuscito nel suo intento di stupire. Il set design della sfilata sembrava respirare: un polmone vivente al centro della location scandiva il ritmo delle falcate delle modelle con una voce di sottofondo che recitava “Take it slow”. Un climax intimo che ha raggiunto la massima espressione attraverso gli abiti, e più in particolare in una serie di pantaloni con tasca frontale, silenziosamente espliciti, che enfatizzavano il concetto chiave della sfilata di Courrèges: il tocco umano, inteso come dialogo con il corpo femminile.
Le noir di Valentino
Valentino Le Noir, la nuova collezione l'Autunno-Inverno 2024/2025 fa parlare di sé per il solo uso del colore nero. Il nero come veicolo di luce, inteso “non come assenza di cromia, ma come infinita gamma di possibilità”.
Uscita dopo uscita, emerge tutta la raffinata maestria del direttore creativo Pierpaolo Piccioli, che gioca con contrapposizioni di texture, altorilievi e volant, attraverso pesi e volumi diversi, rigore e seduzione, raffinatezza e forza. I dettagli emblematici di Valentino, dalle rose ai fiocchi, dalle ruches alle balze, sono tutti presenti, rieditati e modernizzati per raccontare una femminilità potente e libera.
Gli abiti della vita
La sfilata di Miu Miu è stata accolta con entusiasmo e adulazione da un pubblico non categorizzabile ad una sola età anagrafica. I vestiti sono ancora mini, i maglioni striminziti, le calzamaglie spuntano dalla gonna come nelle precedenti collezioni, eppure tutto è controbilanciato dai cappotti eleganti da sera, dai tubini con il giro di perle, dai tailleur decisamente sobri o evidenziati in verde fluo come gli appunti da studiare doposcuola.
La collezione di Miu Miu attesta come lo stile da sciura sia di ispirazione per le generazioni più giovani che tra contaminazioni e nuove e diverse interpretazioni, confermano la desiderabilità e l’ammirazione per questa estetica. In passerella, un mega casting che includeva Kristin Scott Thomas, la cantautrice Ethel Cain, Dara Allen, ovvero la stylist di Hunter Schafer, l’attrice spagnola Angela Molina, super sorridente, la rapper inglese Little Sims e la settantenne Quin Huilan, la dottoressa-cliente di Shanghai.
Fashion moments memorabili
Tra i fashion moments più chiacchierati di questa edizione parigina, da non dimenticare il casting “inclusivo” di Balmain. Sebbene molti si siano dimenticati della body positivity, la maison porta in passerella delle modelle silver sirens, con capelli bianchi e rughe fieramente in vista.
A creare discussione, la presunta comparsa di Kate Moss sulle passerelle di Marille Serre: a onor del vero la modella in questione era Denise Ohnina, la cui somiglianza con la super top model è effettivamente impressionante. A scomodarsi per la questione, anche il Daily Mail.
Da Coperni la teatralità è di casa: per questa edizione, la maison stupisce tutti con una borsa, chiamata The Air Swipe Bag sviluppata dal professore Ioannis Michaloudis e composta al 99% di aria. È realizzata con l'aerogel di silice nanomateriale, un materiale che in passato è stato utilizzato dalla NASA per catturare la polvere di stelle.
La borsa ricurva è composta per il 99% da puro nulla e per l'1% da vetro, un vetro del futuro che è delicato ma non fragile.
La PFW si conclude con il fashion show di Louis Vuitton che ha celebrato dieci anni di Nicolas Ghesquière alla direzione creativa della maison. La collezione si ispira al bianco polare e all’azzurro cristallino del ghiaccio; alle giacche dei clima artici e al suo lavoro decennale da LV.
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