Flower power: l’anima dark dell’autunno si tinge di romanticismo
Stampe multicolor, applicazioni all over e ricami bucolici sbocciano sulle collezioni.
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Abituati all’idea che i fiori facciano primavera, è ora di rompere i consolidati diktat e seguire nuove inclinazioni, che aprono le porte a un nuovo modo di sentire e di essere. Così i fiori si inebriano di un’aura metropolitana e infondono un’atmosfera di irriverente informalità in ogni stagione, lasciando a tutti la libertà di scegliere quando e come indossarli. Prototipo di bellezza, grazia e ossequio, i fiori tornano ad assumere il loro ruolo fondamentale anche nelle tendenze contemporanee: ricami e motivi bucolici si alternano a pattern floreali e a fiori tridimensionali, che si intrecciano a total look monocromatici o si fondono in un mix & match di stampe, pizzi e glitter.
Flower mania: bouquet di fiorellini grandi e piccoli
Il floral print non è mai stato così moderno e grintoso: evergreen in primavera, per l’autunno diventa decisamente sorprendente, dischiudendosi in inclinazioni romanticamente dark e in palette cromatiche cupe e sgargianti allo stesso tempo. Le passerelle della fall winter 2023/2024, da Fendi a Carolina Herrera, da Antonio Marras a Erdem, da Prada a Dior, da Giambattista Valli a Richard Quinn, invitano a giocare con visioni altamente scenografiche, che spingono a osare, richiamando i pattern più svariati, dalle grafiche futuristiche ai romantici mazzolini di fiori.
Corolle astratte si alternano a stampe digitali che sembrano riprodurre alla perfezione gli originali, in un ironico gioco di real e fake. Esemplari tropicali si mixano alle più familiari rose; disegni macro si succedono a una profusione di minuscoli fiorellini, quasi in stile Liberty e schizzi artistici, in modalità multicolor, riportano alla mente le atmosfere pop dei Sixties. Diventano preziosissimi e sparkling quando i petali vengono ricoperti di paillettes scintillanti. Niente mezze misure: ogni dimensione è concessa, così come i materiali da utilizzare, dal tulle al pizzo, dal feltro alla seta.
Fiori all over
Reduce dall’effetto Y2K, i fiori in versione tridimensionale mettono al bando la timidezza e si applicano su abiti da giorno e da sera, ad abbellire spalline, bustier, capispalla e accessori. Indissolubilmente legati all’estetica decadente, i fiori all over si trasformano in elementi versatili e sognanti e nei dettagli più sofisticati del 2023. Emblema dei dandy che li indossavano come simbolo di rifiuto nei confronti di una nuova società borghese, da inizio Novecento diventano oggetto cult di numerosi atelier di moda, che amano giocare con sperimentazioni tessili e di design.
La flower mania investe le collezioni Fall winter 2023/2024 di Ulla Johnson, Lanvin, Simone Rocha, Burberry, Elie Saab. Prada rende il fiore il protagonista indiscusso della sua passerella, in una coniugazione geometrica e delicata. Origami e fiori impalpabili decorano longuette, minigonne e gonne svasate, dominando anche le silhouette delle calzature flat e i kitten heels. Dolce & Gabbana li predilige in seta e rigorosamente neri per l’occhiello delle giacche, ma diventano seducenti sulle camicie in georgette, sulle stole trasparenti e i body boudoir. I fiori accompagnano l’immancabile paisley, trama iconica di Etro, in un mix and match di colori e tessuti.
Fiore in tessuto
Il fiore, necessariamente in tessuto, è un elemento intramontabile delle collezioni di Emporio Armani, ma per la Fall Winter 2023/2024 dipinge un guardaroba donna dalla personalità dandy e androgina. Petali in velluto si sposano con i cappotti in lana bouclé, i blazer e le giacche doppiopetto, alternandosi con cravatte lavallière, bombette e gorgiere in seta.
Coco Chanel lo adotta come emblema della sua maison, selezionandone uno ben preciso, la camelia bianca, per impreziosire ogni look. Venticinque petali e centodieci anni di storia dopo, è ancora il simbolo icona di Chanel. La Camelia fece la sua prima apparizione addosso a Coco Chanel nel 1913 sulla spiaggia di Étretat a rappresentare romanticismo, femminilità androgina e raffinatezza sensuale. Da allora viene cucita ovunque, dai tailleur agli abiti da sera, nelle creazioni di haute couture, come gioiello, ricamata su ogni tipo di accessorio e proposta in ogni variante di colore e materiale, dalle piume alla seta. I fiori in tessuto rinunciano al piacere, inimitabile ma effimero, di un fiore profumato, ma rivelano una raffinatezza sartoriale pregiata che affascina dai tempi più remoti. Una sorta di natura morta, modellata in eterno nel tessuto.
Origini e diffusione dei fiori da indossare
Guardando indietro nel tempo, la tendenza a integrare i fiori di tessuto nel proprio guardaroba proviene proprio dall’Antico Oriente: 1500 anni fa le donne cinesi che frequentavano il Palazzo Imperiale si agghindavano i capelli con preziosi fiori in seta, poi la moda passò alla nobiltà cinese, al Giappone, alla Corea e, infine, grazie all’apertura di nuove rotte mercantili, approdò anche in Occidente. In Italia, le prime testimonianze di fiori di seta risalgono al XII secolo: da qui viaggiarono per tutta Europa per poi mettere radici in Francia, prima di tornare a migrare verso l’Inghilterra e poi l’America.
Per un po’ di tempo se ne persero le tracce, finché non iniziarono a comparire sulle scarpe della nobiltà del XVI e XVII secolo, quando l’aristocrazia li accompagnò con fiocchi e nastri sgargianti per decorare l’allacciatura. Godettero poi di un periodo particolarmente florido in età vittoriana, verso la fine del 1800: drammatici e intrisi di una bellezza decadente, i fiori di seta, soprattutto se tinti di nero, si sposarono bene con le atmosfere cupe del tempo e con la moda gotica che iniziò a mettere radici. Nel frattempo, si iniziò a sperimentare con materiali diversi: non solo seta, ma anche velluto, raso, crêpe de Chine, organza e così via, fino a incentivare la realizzazione di stampe floreali di diversi tipi da usare non solo per gli arredi interni, ma soprattutto da indossare.
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