Dal Regencycore al Royalcore: la febbre di Bridgerton lascia il segno
L'uscita dell'attesissima nuova stagione della fortunata serie tv Netflix ha travolto nuovamente l’estetica contemporanea, influenzando non solo il modo di vestirsi, ma anche tanti altri settori, dalla lettura al design.
Dopo il successo delle prime stagioni che avevano reso virale l’estetica Regencycore tutta piume, corsetti e maniche a sbuffo, l’arrivo dei primi episodi della terza stagione di Bridgerton ha riportato in auge l’interesse per uno stile iperfemminile, caratterizzato da ruches, bustier, gonne voluminose e abiti sontuosi. Una tendenza che si era manifestata già nelle collezioni presentate per la Primavera Estate 2024, che in un connubio perfetto di romanticismo regale e contemporaneità stilistica, avevano proposto linee fluide e silhouette sontuose, dettagli in pizzo, veli, corsetti, fiocchi e perle. Oggigiorno, il trend prende il nome di Royalcore ed è viralissimo sui social: racchiude infatti sotto il suo hashtag milioni di views.
Bridgerton 3: di cosa parla la nuova stagione?
Qual è quindi la differenza tra Regencycore e Royalcore?
Sebbene i richiami allo stile del XVIII secolo siano antecedenti all’uscita di questa serie tv, grazie a designer come Vivienne Westwood, Jean Paul Gaultier e Martin Margiela, che negli anni hanno reinterpretato l’estetica di quel periodo storico in chiave personale e più contemporanea, è da riconoscere a Bridgerton l’attuale successo di questa tendenza. Se le prime stagioni facevano eco allo stile Regency, con la sua propensione a un abbigliamento opulento, con stampe floreali e fiori all over; abiti stile impero; corsetti e maniche a sbuffo, oggi si parla maggiormente di Royalcore.
Chiariamo le differenze: il Regencycore si appropria di peculiarità stilistiche e sartoriali tipiche dell’era Regency, come corsetti, colletti dettagliati, pizzi strutturati, fiocchi, perle, che copre la seconda decade del XIX secolo, dal 1811 al 1820. Il Royalcore, invece, può essere considerato come un insieme di estetiche ricollegabili alla nobiltà occidentale nel corso dei secoli fino ad arrivare a oggi, con un focus particolare sugli stilemi e le atmosfere del periodo compreso tra l’epoca Elisabettiana e il XIX secolo. É una fonte d’ispirazione per l’arredamento, la fotografia, il beauty e, naturalmente, la moda.
L'evoluzione della moda nella terza stagione di Bridgerton
La serie tv firmata da Shonda Rhimes, attraverso i costumi, ricontestualizzati e modernizzati, una libertà sociale poco consona per il XVIII e il XIX secolo e una colonna sonora che riadatta i successi contemporanei alla musica dal vivo dell’era Regency, ridipinge in chiave moderna e pop un’epoca e una sensibilità distanti dalle nostre, sfruttando la potenza comunicativa degli abiti per raccontare dettagli e tratti distintivi di ogni personaggio. Per l’ultima stagione, il costumista John Glaser, che aveva già collaborato con Ellen Mirojnick per raccontare la storia di Daphne Bridgerton nel 2020, ha deciso di ammorbidire le silhouette e le palette colori e di rendere i costumi molto più raffinati. Un lavoro eseguito a partire dai dettagli: i guanti, da sempre presenti nel corso della serie tv, per questa stagione sono molto più sofisticati: quelli in raso elasticizzato, a tratti cheap, sono stati sostituiti da modelli trasparenti o velati. Per quanto riguarda le silhouette, la vita stile impero è stata abbassata e gli abiti reinterpretano il patrimonio opulento del passato, adattandosi a gusti più contemporanei.
Il restyling dei protagonisti
Penelope, interpretata dall'attrice irlandese Nicola Coughlan, nel corso della terza stagione è protagonista di un restyling sia estetico che narrativo: al centro delle dinamiche sentimentali di questi episodi, sfoggia il cosiddetto revenge dress: un abito see-through, tra il verde bosco e il blu, leggermente iridescente e dal fascino magnetico, in grado di attirare tutta l’attenzione su di lei, che fino ad allora si era limitata a fare da "tappezzeria" con il suo stile floreale ed eccentrico. Secondo quanto rivelato da Glaser, l'abito nasconde perfino fili ramati che riprendono la chioma della protagonista.
Grande evoluzione anche per quanto riguarda il protagonista maschile della stagione, Colin Bridgerton, interpretato da Luke Newton, che, abbandonati gli angelici celesti che l'hanno contraddistinto in passato, si mostra più maturo in un look che Glaser ha paragonato a quello dell'Uomo Marlboro. Pur di ritorno da un viaggio di sei mesi in giro per il mondo, Colin appare tutt'altro che trasandato, anzi la sua forma non è mai stata così smagliante. Il suo guardaroba rinnovato si compone di toni scuri che ben si sposano con quelli scelti da Penelope, gilet quasi pirateschi e lunghi cappotti.
Il Royalcare secondo le collezioni SS24
L'onda culturale di Bridgerton ha travolto lo stile moderno, che ben si coniuga alle proposte delle collezioni della SS24, a partire ad esempio dal corsetto che, sebbene sia stato bandito da diverse produzioni (tra cui Netflix e BBC) nel 2023 e sia lontano dai tagli impero alla Bridgerton, rimane comunque l'accessorio must di un guardaroba d'epoca che si rispetti e anche il più richiesto: è stato stimato che il mercato della corsetteria raggiungerà un valore di $3.8 miliardi entro il 2031.
Questo capo, grazie al suo fascino trasversale che tocca diverse estetiche, dallo stile rinascimentale al gotico, dal balletcore al cottagecore, è il protagonista delle collezioni di Christian Siriano, Collina Strada, John Galliano per Maison Margiela Couture, Simone Rocha, Mugler e Schiaparelli. La palette pastello ed emblematica di Bridgerton si declina in maxi abiti leggeri alla Chloé o preziosi kitten heels da signorina; in abiti dal tocco royal realizzati da Simone Rocha per Jean Paul Gaultier, da Richard Quinn, da Vivienne Westwood.
In occasione del Met Gala 2024, il cui dress code è stato The Garden of Time, molte celebrities hanno mostrato un particolare interesse per lo stile Royalcore: da Zendaya, protagonista di una favola gotica, che si è calata in un pomposo abito nero d'archivio della prima collezione firmata da John Galliano per Givenchy (la Primavera Estate 1996), a Chloë Sevigny, che per l'occasione ha sfoggiato un abito nell'inconfondibile cifra stilistica sfarzosa e decadente di Dilara Fındıkoğlu.