Chiara Boni La petite robe torna a sfilare a Milano per la sua SS24
Dopo anni di passerelle newyorkesi, la designer fiorentina presenta "In the mood for... Africa", una collezione impregnata di vita
"If I have ever seen magic, it has been in Africa", disse John Hemingway e da queste parole Chiara Boni prende ispirazione per la sua SS24, che è un’esplosione di colori, di sensazioni, di esperienze di vita. Il soundtrack dello show, prodotto e composto da Thomas Costantin, è un viaggio che dall’Africa approda nella metropolitana di New York, in una commistione di suoni che emanano stili di vita totalmente opposti, ma mai così lontani. Ritmi afro incontrano sonorità urban ed elettroniche; pianoforti sognanti si sposano a rumori metallici; l’alba della savana si interseca a percussioni scure e suoni industriali. Così la musica svolge un ruolo importante nella narrazione, diventando parte della stessa.
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Smile di Drusilla Foer
Ad aprire la sfilata, una performance di Drusilla Foer, che si è esibita con una splendida e volteggiante creazione Chiara Boni, dedicandole Smile di Charlie Chaplin.
Dopo di lei, lo show ha preso inizio catapultando lo spettatore in una giungla urbana, in cui la donna giramondo Chiara Boni porta con sé in città il suo bagaglio di emozioni e di storie vissute nella natura più selvaggia africana. L’attitude è fiera, strong, positiva e l’allure delle modelle ne svela il temperamento.
Eleganti, giocose, decise, non rinunciano al glam scegliendo il comfort: indossano abiti e completi dalle silhouette donanti, che esaltano le forme della figura femminIle.
Mix and match di Simone Guidarelli
La palette colori è vibrante, brillante, accesa; si fa portavoce anch’essa di memorie indimenticabili attraverso sfumature che abbracciano il golden green, l’ink, l’orange juice e il topazio, in perfetto equilibrio con tonalità senza tempo di blu notte e nero e le scintillanti nuance degli accessori.
Le maxi stampe zebrate si matchano a interpretazioni grafiche dei tradizionali motivi tie-dye, così come le macchie di giaguaro, che aggiungono un vibe esotico alla collezione, in un mix and match di stampe, colori e pattern, attraverso il meticoloso e brioso styling di Simone Guidarelli.
Texture stretch
Il drappeggio, presenza costante dei capi dell’intera collezione, contribuisce a donare un tocco iper femminile e sensuale, ma viene data una particolare importanza anche e soprattutto ai tessuti, che diventano morbidissimi e leggermente contenitivi, oppure ultraleggeri con un finish serico che riflette la luce. Vengono introdotti nuovi jersey e le texture stretch aiutano ad esaltare le curve assicurando un look elegante. Alcuni modelli offrono la sensazione di un effetto liquido, a riecheggiare quegli attimi in cui creature divine, perfettamente vestite, riemergono dalle acque.
Il raso stretch viene utilizzato per abiti drappeggiati in diverse lunghezze. Il taffetà si mescola all'iconico jersey per abiti drammatici, che rivelano maxi maniche e dettagli scenografici in stile cappa.
Paillettes e scintillii
I completi in stile pigiama si sposano ai mix and match di stampe e colori, emanando vibe disinvolte e avventurose, mentre la mini abbinata al blazer aderente con spalle sartoriali rispecchia uno stile urban cool.
In linea con l'anima femminile e glamour del brand, cascate di paillettes e decori di specchietti aggiungono la giusta dose di scintillio. Platform in pelle oro slanciano la silhouette con eleganza.
A completare i look, BAD AT MATH ha realizzato mini bag con maxi perline che ricreano le stampe colorate della collezione, mentre orecchini a cerchio oversize esaltano il mood ottimista e avventuroso della sfilata.