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Aggiornato alle 4 minuti di lettura

Chanel N°5: la fragranza ultra centenaria, ma decisamente contemporanea, che odora di donna

Chanel N°5
Chanel N°5  (getty images)

Storia del profumo più famoso di sempre, raffinato, probabilmente immortale, costellata di astuzie e ingegno

di Arianna Chirico

“Il profumo è l’invisibile, indimenticabile, ultimo accessorio della moda, quello che preannuncia il tuo arrivo e prolunga la tua partenza”. Questa la definizione data da Coco Chanel, che ha rivoluzionato a suo tempo il mondo della moda con una fragranza dall’odore di donna, rivoluzionaria nel nome e nella composizione, radicalmente differente dalle altre in commercio. Per l’intuizione e per tutti coloro che sono stati coinvolti, quella del celebre Chanel N°5 diventa una storia tutta da raccontare. Sul profilo della Maison, un video della serie Inside Chanel, che presenta gli items più iconici del brand attraverso dei corti animati, offre un’overview dinamica del profumo Chanel N°5, celebrandone i 100 anni, compiuti nel 2021. 

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Il profumo dall’odore di donna

Frutto dell’incontro tra Gabrielle Chanel e il parfumeur Ernest Beaux, Chanel N°5 nasce nel 1921. Il profumo deve molto al granduca russo Dimitri Pavlovic, cugino dello zar Nicola II, esiliato dal proprio Paese per aver istigato l’omicidio di Rasputin. Prima è stato amante di mademoiselle Chanel, poi suo amico, perché preferisce sposare una ricca ragazza americana. Durante la frequentazione con Coco, nell’estate del 1920 in vacanza sulla Costa Azzurra a Grasse, la presenta al chimico Ernest Beaux, impiegato presso la corte degli zar a San Pietroburgo, al quale subito commissiona la creazione di un profumo profetico. Beaux impiega circa due mesi di lavoro prima di presentare a Coco dieci campioni,  numerati dall’1 al 5 e dal 20 al 24. Chanel sceglie il n°5, quello sbagliato. Quella boccetta contiene infatti il risultato di un errore di laboratorio commesso da un assistente di Beaux, che aveva aggiunto una dose eccessiva di aldeide. Un composto organico derivato dalla fermentazione degli zuccheri che ha un sentore molto simile al sapone. E voilà! Il n°5 sa di donna, della donna di Coco Chanel.

Chanel N°5
Chanel N°5  (getty images)

Tra ricordi malinconici e desiderio di libertà, nasce Chanel N°5

Chanel N°5 è un profumo unico e mai sentito prima per i tempi in cui nasce; un mix a base di gelsomino, ylang ylang, rosa e aldeidi, un ingrediente di sintesi quasi sconosciuto in profumeria.  Beaux propone a mademoiselle Coco di sperimentare l’uso di questa sostanza sintetica che esalta le note cipriate e ariose delle essenze, prolungandone la durata sulla pelle. Il chimico rivelò di essersi ispirato “alla brezza meravigliosamente fresca esalata dai laghi e dai fiumi sotto il sole di mezzanotte”, cercando di replicare la sensazione provata in guerra durante una spedizione tra le regioni del Polo Nord. Questa fragranza conquista subito mademoiselle Coco, perché le ricorda la femminilità, a tratti la sensualità, ma soprattutto l’odore del sapone delle mani, lo stesso odore che aveva la pelle della madre, lavandaia della Provenza. Quando decide di creare un profumo infatti, Chanel ha ben in mente cosa vuole: un’essenza femminile che odori di donna, perché una donna deve profumare di donna e non di rosa. Coco desidera scolpire una nuova figura femminile nell’immaginario collettivo, libera, indipendente, folgorante, e il suo profumo, esattamente come un abito, deve sintetizzare la personalità di chi lo sceglie. 

Chanel N°5
Chanel N°5  (getty images)

Bouquet inusuale e rivoluzionario

La leggenda narra che Coco, con il primo campione di Chanel N°5 tra le mani, invita a pranzo Ernest Beaux e mentre sono seduti al tavolo del ristorante, spruzza un po’ di profumo per vedere cosa succede. Le signore in sala cominciano ad avvicinarsi incuriosite, attirate da quel bouquet inusuale. La fragranza irrompe sulla scena con forza rivoluzionaria: abituate ai profumi floreali a base di mughetto o violetta, tanto semplici quanto elaborate e leziose erano le boccette di vetro che li contenevano, le donne sono ammaliate da quell’elisir avvolgente che tira fuori tutta la loro sensualità e, grazie alla componente sintetica, non svanisce dopo poche ore, ma resta a lungo nell’aria e sulla pelle. Coco si avvale della strategia, di marketing la definiremo noi, di farlo provare ad amiche e clienti, facendo girare la voce di un prodotto unico nel suo genere. La sua fama si diffonde in fretta grazie al passaparola e di lì a qualche settimana il gentil sesso di Parigi fa a gara per accaparrarsi una delle preziose boccette della boutique di rue Cambon 31, che vengono prodotte inzialmente in una quantità minima, circa cento esemplari al mese. 

Chanel N°5
Chanel N°5  (getty images)

Una fragranza amata da 103 anni

Considerata la crescente richiesta, la stilista decise di cambiare fornitore e nel 1924 firma un contratto con i fratelli Wertheimer, ricchi imprenditori ebrei, proprietari di Les Parfumeries Bourjois, la più famosa casa cosmetica francese del tempo. Questi acquistano i diritti del profumo, lasciando a Chanel solo il 10 per cento, e fondano la Société des Parfums Chanel per distribuirlo in tutto il mondo. I proventi sono enormi fin da subito e appena Coco si rende conto di quanto i Wertheimer si stanno arricchendo grazie a lei, comincia a parlare di loro come “quei banditi che mi hanno fregato”. Da allora è trascorso più di un secolo, ma quella stessa fragranza, la quinta provata da Mademoiselle tra le dieci che Beaux le aveva proposto, non è invecchiata di un giorno. Anzi: è ancora la più richiesta al mondo, con un record di oltre 80 milioni di flaconi venduti, e la più femminile, evocativa, intrigante di sempre.

Chanel N°5
Chanel N°5  (getty images)

Il profumo immortale

Chanel N°5 è inimitabile anche grazie al flacone che lo racchiude: una semplice bottiglia da farmacia trasparente, in vetro o in cristallo, lineare, squadrata, nata ad immagine e somiglianza delle bottiglie di whisky tanto apprezzate da un altro amante di Coco, Boy Capel. Inizialmente molto fragile, la boccetta viene resa più robusta nel 1924 dalle cristallerie Saint Louis ed è rimasta da allora quasi invariata. Il tappo, all’origine piccolo, viene sostituito da uno più grande, ottagonale, che nella forma ricorda la pianta di Place Vendôme a Parigi, la piazza che Mademoiselle vedeva dalle finestre della sua suite al Ritz. Nel 1970 il tappo è diventato ancora più grande, ma nel 1986 le dimensioni sono state ridisegnate, diventando più armoniose e proporzionate. 

Il flacone, decorato da un’etichetta rettangolare sui toni del bianco e del nero, ricorda inoltre l’arte cubista, probabilmente un’influenza dei suoi amici artisti, tra cui Picasso

Marilyn Monroe e Chanel N°5
Marilyn Monroe e Chanel N°5  (getty images)

Chanel N°5 è un profumo eterno, la cui longevità non è scandita dal tempo: è un mito che si auto-alimenta, ereditato di madre in figlia, di generazione in generazione. A perpetuare la sua grandezza, moltissime dive diventate testimonial spontanee. La più famosa? Marilyn Monroe che in un’intervista dichiarò di dormire nuda, vestita solo di due gocce del suo profumo preferito, Chanel N°5.

La Maison ha scelto poi negli anni una serie di muse incantevoli, che incarnano, l’eleganza e la seduzione, senza rinunciare alla loro personalità: Catherine Deneuve, Carole Bouquet, Nicole Kidman, Vanessa Paradis, Giselle Bundchen, Audrey Tautou, Marion Cotillard.