Carolyn Bessette Kennedy: l’icona di stile anni ‘90 che ha forgiato l’idea di effortless chic
Gusto impeccabile e sofisticata semplicità erano i suoi tratti distintivi, in grado di renderla un’influenza e un’ispirazione allora come adesso
É appena stato pubblicato un libro, pensato dalla fashion director londinese Sunita Kumar Nair, dal titolo CBK: Carolyn Bessette Kennedy: A Life in Fashion. Quest’ultimo si propone di analizzare a fondo il rapporto che la donna aveva con i suoi abiti, rinnovando il fascino per una delle più grandi e lungimiranti icone di stile del minimalismo anni ‘90, che continua a essere una fonte di ispirazione per i designer contemporanei che perpetuano quegli stilemi estetici, come, tra i tanti, Phoebe Philo e The Row.
Tutti nel vortice con Annalisa
I paparazzi, in quegli anni, la immortalarono in qualsiasi contesto e momento, senza lasciarsi sfuggire nemmeno una coffee run o una passeggiata con il cane: Bessette Kennedy non si fece mai cogliere impreparata. La sua era senza dubbio una prontezza naturale e innata.
L’amore a Central Park
Ancora studentessa, Carolyn intraprese la sua carriera in Calvin Klein come personal shopper, per poi approdare a New York ai vertici dell’azienda, come PR ufficiale del brand. Figura di spicco del clubbing newyorkese, divenne un nome noto alla stampa quando iniziò a frequentare nel 1994 John F. Kennedy Jr., figlio del presidente John Fitzgerald Kennedy e di Jackie Bouvier.
John aveva ereditato tutto il carisma del padre e il fascino della madre, divenendo lo scapolo più desiderato d’America: nel 1987 venne eletto addirittura uomo più bello del mondo e nel 1995 fondò George, mensile di celebrità e politica statunitense.
Si racconta che, durante una sessione di jogging in Central Park, i due ebbero un colpo di fulmine così intenso da annunciare il fidanzamento ufficiale dopo solo qualche mese e finendo così in un vortice di attenzione mediatica schiacciante. Insieme formarono una coppia glamour e ammiratissima: vivevano nel quartiere di Tribeca, a New York, e, nonostante la loro popolarità, cercavano di vivere una vita normale.
L’abito da sposa più elegantemente chic di sempre
Le nozze, ufficializate il 21 settembre 1996, furono blindatissime e si tennero sull’isola remota di Cumberland in Georgia. 50 invitati e un abito sottoveste di seta firmato Narciso Rodriguez, definito il più bello del mondo, corredato da scialle e guanti see-through e sandali di perline Manolo Blahnik: una mise che consacrò Carolyn Bessette Kennedy a musa dello stile minimal chic.
Timida, riservata, discreta, la sua attitude si sposava perfettamente alla sua estetica essenziale ed elegante, priva di qualsiasi cenno di ostentazione. Sebbene la vita di Carolyn sia stata oscurata dalla sua tragica morte, avvenuta il 16 luglio 1999 su un velivolo pilotato da John, che si inabissò nell’Oceano Atlantico per condizioni atmosferiche ostili, confinandola nelle foto e nel mito, il suo stile indimenticabile continua a influenzare l’estetica contemporanea in maniera prepotentemente delicata.
Emblema degli anni ’90
Vera e propria musa ispiratrice per Calvin Klein, così come per Ralph Lauren, che diceva ai propri stilisti di “disegnare pensando a Carolyn Bessette”, la sua semplicità e raffinatezza disinvolta si tradussero in una ventata d’aria fresca per l’epoca, ancora in cerca di una propria cifra stilistica dopo gli sfarzi degli anni Ottanta.
Il suo stile, senza tempo e simultaneamente attuale, si scostava dalle mise preppy e bon ton e si spogliava di tutti i fronzoli. Per quanto il suo armadio ospitasse nomi come Valentino, Karl Lagerfeld per Chanel, Ann Demeulemeester, Yoji Yamamoto e Narciso Rodriguez, tutto era selezionato deliberatamente in modo da poter creare un armadio minimale e pulito.
Era in grado di mixare vari registri, risultando sempre impeccabile: abbinava t-shirt economiche a giacche luxury, capi basic a dettagli più ricercati con la naturalezza innata di una donna che esce di casa con le prime cose prese dall’armadio, senza risultare trasandata ma soprendetemente chic ed elegante. Carolyn riusciva quindi lì dove normalmente il resto del mondo fallisce: essere di ispirazione la domenica mattina appena scesa giù dal letto.
Effortless chic
Tra i must essenziali del suo stile effortless chic, c’era l’idea di coniugare capi basic, classici, dalle linee semplici all’alta qualità e la semplicità di capi geometrici alla maestria di tagli sartoriali; una palette colori neutra non particolarmente audace, con pochi accenni a shade brillanti che puntava spesso sull’accostamento del beige con il nero, e pochi accessori, scelti sempre con gusto impeccabile per elevare il look.
A Carolyn va il merito di aver avuto poche rivali alla sua altezza quando si trattava di elevare un capo classico dall’ordinario allo straordinario. Per una cena di gala al Whitney Museum of American Art, trasformò una camicia bianca in un capo eveningwear, semplicemente sbottonandola fino allo sterno, arrotolandone le maniche e abbinandola a una maxi gonna a balze.
Accessoriato con sandali neri e borsetta di perline color oro, questo look rappresentò allora come adesso l’epitome senza tempo di un glamour ricercato ma assolutamente discreto: una semplicità che ammalia e sorprende per la sua innata e intramontabile raffinatezza.