Caos curato: come la moda ha abbandonato i look curati per un’autenticità simulata
La “Clean Girl Aesthetic”, il make up curato, i look coordinati e i capelli ben pettinati, per questo nuovo anno cedono il posto al loro esatto contrario (o forse solo apparentemente): il “caos curato” sembra essere la nuova strada intrapresa dai brand e dalle celebrities. In questo articolo analizziamo il fenomeno dalle sue origini a oggi.
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“Effortless”, “Messy” o anche “Ugly core” e “Goblin Mode”, molto probabilmente nel corso dell’ultimo anno vi sarete imbattuti una o più volte in questi termini che portano a una sola plausibile interpretazione: l’era dei look impeccabili sembra per il momento finita, sostituita da un nuovo fenomeno estetico solo in apparenza disordinato. La moda come sempre riflette i tempi in cui viviamo e nella caoticità del presente lo sguardo dei brand e delle celebrities va verso una nuova autenticità, creata appositamente per apparire accessibili e “relazionabili”. Capelli spettinati, sacchetti del supermercato come borse, layering di capi estremamente diversi, tutto quello che fino a poco tempo fa era considerato antiestetico, diventa oggi un vero e proprio trend.
Come nasce il fenomeno del caos curato nella moda
Durante il 2023 abbiamo assistito all’emergere di diversi fenomeni che, in antitesi ai look perfettamente curati, a un rigido stile di vita ben organizzato, scandito da allenamenti alle 5 di mattina e make-up impeccabili,proponevano la celebrazione del disordine, la non produttività e i look volutamente trasandati. Il 2023 è stato l’anno degli innumerevoli -core così come delle contraddizioni: da un lato abbiamo desiderato lo strawberry make-up di Hailey Bieber e i look Old Money, dall’altro abbiamo celebrato i capelli arruffati delle modelle sulla passerella di Miu Miu e i look che abbiamo chiamato “effortless”, senza sforzo e attraenti proprio per la loro semplicità disordinata. É come se un giorno tutti gli ideali di vita perfetta e organizzata proposti dai social fossero crollati e da quel momento abbiamo iniziato ad abbracciare il reale caos che ci circonda.
Il fenomeno del caos curato è il risultato di un sempre più crescente bisogno di realismo e autenticità che nasce nella strada e che i brand e le celebrities hanno captato e adottato. Ma quanto di questo “disordine” è effettivamente disordinato?
La reazione dei brand e delle celebrities al bisogno di autenticità
Miu Miu nella Fall Winter 2023 2024 ha fatto sfilare le modelle con dolcevita in lana, occhiali da "bibliotecaria" appena scesi sul naso e i capelli arruffati: l’immagine è stata così potente e attraente che è stato creato un vero e proprio trend che parte proprio da questo, il librarian-chic (ne abbiamo parlato meglio qui). Balenciaga per l’ultima collezione presentata a Los Angeles, la Pre-Fall 2024, ha preso come ispirazione lo stile “Errand-core”: quei look un po’ disordinati che si indossano quando si esce di casa per svolgere delle brevi commissioni diventano emblematici nell’ultima collezione del brand. Tute in ciniglia indossate in modo volutamente trasandato, borse che ricordano i borsoni della palestra, camicie oversize e cappotti indossati sopra i completi sportivi. Anche le celebrities hanno percepito che i loro look un po’ troppo ricercati, poco tempo prima ammirati e desiderati dai loro follower, iniziavano a creare una distanza con la community. Ad esempio le Kardashian Jenner hanno deciso di puntare sempre di più sul fattore autenticità e relatability, chiaramente creato a tavolino con un team di esperti di comunicazione, styling e fotografia. Così Kim Kardashian si presenta alla sfilata di Balenciaga con un sacchetto di carta come borsa e Bella Hadid viene catturata dalle foto di un paparazzo mentre mangia un pezzo di pizza camminando tra le strade di New York in boxer, t-shirt bianca e giacca in pelle. Caos, ma sempre curato.
L’anti-estetica diventa essa stessa un’estetica
É difficile, se non impossibile, distaccarsi completamente dal sistema moda, portando avanti un’anti-estetica: tutti i fenomeni antiestetici, oggi come un tempo, finiscono per essere inglobati nel mainstream. Il look disordinato come risposta e critica a un’immagine impeccabile, è esso stesso un’estetica e, soprattutto, anche in questo caso creato ad hoc. Lo notiamo chiaramente su Instagram i cui feed sono passati da essere delle moodboard ordinate per colori e spesso ritoccate, a una successione di photo dump, nelle quali comunque ritroviamo una forma di estetica. Dagli hairstyle elaborati siamo passati a desiderare i capelli disordinati, ma attraverso una serie di tutorial che ci mostra passo dopo passo come ottenere il perfetto “Messy Hairstyling”. Ma allora, cosa è davvero autentico?
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